Matthew McConaughey ha imposto agli altri che tipo di attore voleva essere

La storia professionale di Matthew McConaughey è lunga, piena di gavetta, di cambi di stili e di rinunce. Oggi è uno dei migliori del mondo.

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Matthew McConaughey è sicuramente uno degli attori più talentuosi e duttili di Hollywood. Quasi camaleontico. La sua carriera, tuttavia, non è stata lineare e sempre facile da inquadrare. Matthew ha sofferto, ha cambiato toni e stili più volte, non è sempre stato soddisfatto. La sua storia professionale è lunga e ha richiesto tanta gavetta. Adesso, però, troviamo in Matthew McCounaghey una delle più splendenti certezze di Hollywood, con un Oscar alle spalle e tanti film di qualità nel suo background. Ora è di nuovo in sala con Serenity – L’isola dell’inganno, al fianco di un altro premio Oscar come Anne Hathaway.

Gli inizi nel cinema impegnato 

Amistad

L’attore texano iniziò con piccoli ruoli in film impegnati, drammatici e fantascientifici verso la metà degli anni ’90: era questa la carriera che voleva fare. Si lanciò nel 1993 con La vita è un sogno, commedia giovanile e riflessiva di Richard Linklater. Un film che parlava di ribellione, nel quale tuttavia Matthew aveva solo un ruolo secondario. Apparve poi in Non aprite quella porta IV, Amistad di Steven Spielberg, il fantascientifico Contact nel 1997. Insomma, McCounaghey voleva fare un cinema di un certo livello; riuscì però a imporre la sua enorme fama solo diversi anni dopo, nel 2003, attraverso la disimpegnata commedia Come farsi lasciare in 10 giorni. Un cambiamento drastico.

La sterzata nel mondo della commedia per raggiungere il successo

Matthew McCounaghey
Come farsi lasciare in dieci giorni

Per imporre davvero la sua fama e il suo talento, Matthew McConaughey fu costretto a snaturarsi e ad andare incontro a un cambiamento di genere. I film leggeri rappresentarono un momento di passaggio, ma furono anche il pane quotidiano dell’attore per circa un decennio: gli fornivano successo, soldi e visibilità per continuare. Il cinema più “alto” a cui puntava non gli forniva le  stesse certezze. Era solo più faticoso. Con le commedie non impegnate, invece, sembrava essere tutto in discesa. Il pubblico lo amava e le case di produzione lo cercavano con continuità.

La prima commedia fu EdTV di Ron Howard. Poi ottenne un discreto successo come protagonista nel film Prima o poi mi sposo. Come accennato, Matthew divenne una star di Hollywood grazie alla sua interpretazione in Come farsi lasciare in 10 giorni. Era esploso, ma chissà se sognava davvero di diventare un attore da commedia e un sex symbol (la rivista Time lo considerava tale). Tuttavia continuò con questo genere ancora per un po’, almeno fino al 2009 con La rivolta delle ex.

Le commedie leggere, anche se gli riuscivano benissimo, non erano il massimo del livello artistico a cui Matthew puntava. La critica era d’accordo: raramente i suoi film non venivano stroncati. Lui sapeva, o forse sperava, che presto sarebbe tornato a fare un cinema impegnato, d’autore e di livello qualitativo maggiore riuscendo comunque a mantenere il successo al botteghino. Il suo talento si intravedeva, ma aspettava occasioni per valorizzarsi e impennarsi, pazientemente. Prima o poi sarebbe arrivata una svolta.

Il ritorno al cinema impegnato e la definitiva consacrazione

Matthew McConaughey
Dallas Buyers Club

Detto, fatto. Matthew riuscì a dare la svolta. Cambiò agente, perse peso – fattore che lo rese più credibile in certi ruoli – e iniziò a sfogare tutto il suo talento in film quali Mud, Magic Mike, Interstellar, Dallas Buyers Club. Arrivò l’Oscar per l’ultimo film citato: era il 2014 e ormai Matthew McConaughey aveva raggiunto l’apice del successo. Il film di Jean Marc Vallée parla di AIDS. Matthew interpreta il rude Ron, un conservatore americano a cui viene diagnosticato l’HIV e gli vengono dati 30 giorni di vita. Fatica ad accettare la malattia soprattutto perché omofobo, convinto che l’AIDS sia collegabile solo all’ambiente gay. Insomma, un personaggio lontano anni luce dai più rotondetti protagonisti di commedie. L’attore diede continuità al successo con il passaggio in tv con True Detective, una delle serie più amate degli ultimi tempi, in cui interpreta un poliziotto malinconico dalla filosofia nichilista.

Strano pensare come sia cambiato il modo di fare cinema di Matthew McConaughey. Soprattutto, quanto sia cambiato il modo in cui il mondo ha iniziato a vederlo. Perché di visibilità si tratta: Matthew non voleva essere associato solo a un brillante protagonista di commedie, voleva altro. Per riuscirci, ha dovuto compiere un’autentica impresa per un attore: cambiare il modo in cui il pubblico e le case di produzione ti vedono e ti percepiscono. Arricchirsi di nuova fiducia assumendosi, però, anche il rischio di fallire senza più poter tornare indietro. Matthew McConaughey ha alzato l’asticella senza far crollare tutto. Ecco perché è da considerarsi uno degli attori più coraggiosi e bravi del mondo.

Se ora gli chiedeste di fare una commedia, comunque, la saprebbe fare tranquillamente. Ha dimostrato al mondo di poter fare tutto. L’assurdità della sua storia è che solo nell’ultimo decennio, dopo vent’anni di carriera, il mondo si è accorto di un fatto indiscutibile: Matthew McConaughey è un attore formidabile.

Nato a Roma. Giornalista sportivo e cinematografico. Studioso e appassionato della Settima Arte e della letteratura da sempre. È tutto.

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