Appunti dal Cinema Ritrovato: Un’ultima domanda

A Bologna si è svolto Il Cinema Ritrovato, il più importante festival al mondo dedicato al cinema d'epoca. CiakClub era presente, per condividere con voi le suggestioni che i classici possono suggerire al presente.

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Cinema Ritrovato

È finito Il Cinema Ritrovato, anche per CiakClub, dopo dieci giorni pieni di vecchi film. Diversi i classici che sono stati proiettati nelle sale di Bologna: Charlie Chaplin, Buster Keaton, Jean Renoir, Federico Fellini, ma anche i più recenti Francis Ford Coppola e Jane Campion, venuti a parlare di Lezioni di piano e del nuovo montaggio di Apocalypse Now. Il cuore del festival però è un altro.

Il nome della manifestazione non è casuale: la stragrande maggioranza del suo programma è occupato da film sconosciuti, o noti solo per il titolo ai cinefili più agguerriti. Felix E. Feist ad esempio ha vissuto gli anni d’oro del cinema statunitense, ma certo non è il primo nome che viene in mente quando si pensa alla Hollywood degli anni ’30 e ’40. E le rassegne sul cinema africano e cinese hanno aperto panorami su culture filmiche che raramente giungono in occidente.

Sono solo alcuni, pochi, esempi del tanto cinema invisibile o dimenticato che la Cineteca di Bologna ha fatto riemergere per il suo pubblico. Nei brevi articoletti che abbiamo scritto durante Il Cinema Ritrovato, ci siamo spesso posti delle domande, che sorgevano dalla visione di film così lontani nel tempo. E a festival concluso, ne viene spontanea un’altra: perché vedere così tanti film che non hanno superato la prova del tempo?

Cinema ritrovato

Il passato ci sembra sempre così glorioso, così migliore del presente, semplicemente perché negli anni sono rimaste solo le opere davvero meritevoli, mentre i tanti prodotti mediocri o pessimi sono stati dimenticati, dando la falsa percezione che una volta fosse tutto bellissimo. Il lavoro archeologico della cineteca certo non va a dissotterrare cinema di bassa qualità, anzi, si prefigge proprio lo scopo di ritrovare quei film che, per un motivo o per l’altro, sono stati dimenticati ingiustamente.

Sarebbe però ipocrita dire che tutto quello che si vede al festival sia memorabile, e se di cose “brutte” non ce ne sono, molte rientrano nella categoria delle curiosità. Prendiamo The Devil Thumbs a Ride (1947), del citato Feist. Finora visto da pochissimi, è un noir insolito, sicuramente godibile e divertente, ma certo di gran lunga inferiore ai tanti capolavori coevi dello stesso genere (La fiamma del peccato è del 1944, Il terzo uomo del 1949, e così via).

The devil thumbs a ride

Allora ritorna la domanda: perché andarlo a vedere? Certo c’è il gusto cinefilo, ma nient’altro? Come a tutte le domande che ci siamo posti in questi giorni di festival, non possiamo dare risposte sicure e definitive. Ma forse è proprio questo il punto. Il cinema ci interroga. Lo fa sempre, anche quello di oggi. Il cinema del passato, dimenticato e ritrovato, però, ci pone davanti istanze nuove.

Per esempio Le sang des bêtes, di cui abbiamo parlato: film troppo violento ed esplicito perché potesse sopravvivere fino ad oggi, ma che proprio su questo mette in crisi il nostro essere spettatori. Ecco, al di là del comprensibile e giusto piacere nello scoprire rarità del passato assieme a tanti altri appassionati, Il Cinema Ritrovato regala l’ebbrezza di imbattersi in domande nuove, diverse da quelle cui siamo abituati, che solo un film dimenticato negli anni ’20 o di una cultura inusuale e lontana può porre.

Non sempre si riesce a rispondere, nemmeno noi abbiamo cercato di farlo con troppa fermezza, perché non è poi così importante. Quello che rimane, ed è quello che conta, sono le suggestioni che certi interrogativi lasciano.

Continua a seguire Il Cinema Ritrovato su CiakClub.

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Scrivo, giro cortometraggi, faccio teatro.
Nel tempo libero sopravvivo.

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