Appunti dal Cinema Ritrovato: Vedere Charlie Chaplin tutti assieme

A Bologna si sta svolgendo Il Cinema Ritrovato, il più importante festival al mondo dedicato al cinema d'epoca. CiakClub è sul posto, per condividere con voi le suggestioni che i classici possono suggerire al presente.

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Il circo

Il cinema è ancora un’esperienza collettiva? Sicuramente così nasceva, se il cinematografo dei fratelli Lumiére ebbe il sopravvento sulle tante apparecchiature simili, su tutte il kinetoscopio di Thomas Edison, di qualche anno precedente all’invenzione dei Lumière. Il kinetoscopio però richiedeva uno spettatore alla volta, che da solo guardava al suo interno lo scorrere delle immagini. Il cinema dei Lumière era invece da vedere tutti assieme, e tutti assieme permetteva di condividere lo stupore, la paura, il divertimento, e tutte le emozioni che le storie proiettate trasmettevano.

Oggi è ancora così? La sala è in crisi ma non è morta, eppure il successo arride a Netflix, che presuppone una visione diversa, individuale. Certo il film a casa lo si può vedere con gli amici e con la famiglia, ma non è comunque quell’evento sociale che è invece la sala condivisa con decine di sconosciuti coi quali per un paio d’ore condividiamo i sentimenti.

Questa dimensione oggi più rara la si può ancora vivere al Cinema Ritrovato, dove la sera sul grande schermo di Piazza Maggiore proiettano vecchi film per un pubblico di migliaia di persone. E quando ieri il film programmato era Il circo di Charlie Chaplin, si è forse toccato l’apice di condivisione dell’esperienza cinematografica. Anche perché non c’era solo il pubblico, ma persino l’orchestra che accompagnava dal vivo la proiezione muta, esaltando ulteriormente lo spirito di comunione.

Charlie Chaplin

Il circo poi è il film perfetto per ottenere ciò: in bilico tra il melodramma e la commedia, o meglio, essendo un melodramma comico, il film di Chaplin fa appello alle più elementari emozioni umane, e lui da maestro quale è riesce a farle sbocciare scena dopo scena. Così migliaia di spettatori ieri sera ridevano e piangevano assieme delle disavventure del povero Charlot sulle note dell’orchestra.

Oggi i film che più si avvicinano a questo tipo di esperienza sono, e probabilmente non è un caso, quelli che richiamano tipologie narrative più antiche. La serialità Marvel, ad esempio, così capace di coinvolgere emotivamente il proprio pubblico, altro non è se non l’espasione quasi parossistica dei serial cinematografici in voga negli anni ’30 e ’40.

The circus

La Marvel incassa miliardi, Chaplin riempie una piazza grande come quella di Bologna: al di là di paragoni fuori luogo, questa dimensione collettiva del cinema che pur è in via di smarrimento garantisce ancora oggi interesse e attrattiva. È qualcosa di cui abbiamo ancora bisogno, allora. Il cinema prima di tutto è questo, forse ancora prima di opera d’arte o di intrattenimento, e deve il suo enorme e imperituro successo (perché sì esso cambia, ma vive ancora) alla natura sociale dell’uomo. Questo ci ricorda Chaplin e ciò che scatena nel suo pubblico quando assieme lo ammira: il cinema è la più umana delle arti, e la più necessaria, inevitabile.

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Scrivo, giro cortometraggi, faccio teatro.
Nel tempo libero sopravvivo.

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