Natalie Portman: Le cinque interpretazioni imperdibili di una grande attrice

In occasione dell'uscita di La mia vita con John F. Donovan, ripercorriamo assieme le cinque migliori interpretazioni della carriera di Natalie Portman

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Natalie Portman

Dopo numerosi rinvii e recensioni non sempre lusinghiere (anzi), è quasi giunto il momento dell’arrivo, al cinema, di La mia vita con John F. Donovan, primo film di Xavier Dolan in lingua inglese, con un cast di tutto rispetto: Kit Harington, Kathy Bates, Thandie Newton, Susan Sarandon, Michael Gambon e, naturalmente, Natalie Portman.

Approfittando dell’uscita di questa pellicola, dunque, intendiamo offrirvi una retrospettiva sui migliori ruoli interpretati proprio dalla bella attrice israeliana, classe 1980 (sembra un secolo che la ammiriamo sugli schermi di tutto il mondo!); Natalie Portman è senza ombra di dubbio una delle attrici più amate e talentuose degli ultimi anni ed ha saputo costruirsi una eccellente carriera, dimostrando bravura e versatilità.

1. Léon: Il primo ruolo per cui Natalie Portman merita di essere ricordata ed apprezzata è anche il suo primo in assoluto: Luc Besson, che inizialmente intendeva assoldare Liv Tyler, pare abbia cambiato immediatamente idea vedendo recitare l’allora appena quattordicenne attrice nativa di Gerusalemme; come noto, il film racconta la storia di Léon (Jean Reno), uno spietato sicario la cui storia di sangue si intreccia con quella di Mathilda, adolescente la cui famiglia viene massacrata nel corso di un’operazione di polizia, guidata da un ufficiale corrotto e psicotico (un eccellente Gary Oldman). Pur essendo, per l’appunto, poco più di una bambina, la giovane Natalie Portman risulta perfettamente credibile nel ruolo della tormentata Mathilda, divisa fra il terribile trauma vissuto, la fragilità della sua età, l’insospettabile sentimento per Léon e la voglia di vendetta. Di lì a poco, peraltro, la giovane avrebbe interpretato un’altra adolescente inquieta nel memorabile Heat – La sfida, di Michael Mann, accanto a colossi quali Robert De Niro ed Al Pacino.

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2. Closer: Gli anni 2000 sono il decennio in cui la popolarità di Natalie Portman balza alle stelle: la giovane attrice di Gerusalemme diviene famosa in tutto il mondo grazie alla trilogia prequel di Star Wars, dove interpreta il ruolo della Regina (poi senatrice) Padmé Amidala Naberrie, ma riceve numerosi elogi anche per la sua parte in La mia adorabile nemica, di Wayne Wang, dove tiene testa senza troppi problemi a Susan Sarandon, nonché in Ritorno a Cold Mountain. E’ però nel 2004 che, dal punto di vista della critica, l’attrice tocca i primi, reali picchi: recita infatti nella parte di Alice Ayres (o…no?) nel brillante Closer, di Mike Nichols, una sorta di rilettura moderna di Così fan tutte, di Mozart. Natalie Portman condivide la scena con Jude Law, Julia Roberts e Clive Owen e, grazie alla carica seduttiva, nonché all’ambiguità del suo personaggio, riceve la prima candidatura agli Oscar.

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3. V per Vendetta: Nata dal genio visionario di Alan Moore, V per Vendetta è una delle graphic novel più complesse ed amate di sempre, assieme ad altri capolavori dello stesso autore, come Watchmen e From Hell. La resa cinematografica di V per Vendetta, tuttavia, è indubbiamente la più celebre, nonché meglio riuscita, tanto da aver superato la fama del fumetto; il merito, oltre che al regista James McTeigue, va ascritto anche agli attori Hugo Weaving e Natalie Portman. Quest’ultima, nel ruolo di Evey Hammond, grazie alle crudeli prove di V si trasforma da ragazza volitiva, ma timorosa a donna capace di sfidare il regime totalitario che opprime l’Inghilterra, divenendo infine complice dello sfigurato terrorista. Un ruolo memorabile, non c’è che dire.

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4. Il Cigno Nero: Dopo alcuni ruoli interessanti in L’Ultimo Inquisitore e L’altra donna del Re, Natalie Portman vive finalmente il proprio vero momento di gloria, con quella che è tuttora la migliore interpretazione della sua carriera: Darren Aronofsky la sceglie come protagonista per il suo visionario e disturbante Il Cigno Nero e l’attrice lo ripaga con una prestazione da brividi: la giovane Nina Sayers è una ballerina classica di grande talento, ma repressa e mentalmente instabile, anche a causa del rapporto morboso con la madre, ballerina fallita che sfoga sulla figlia tutte le frustrazioni di una vita, impedendole di crescere. Affiancata da Vincent Cassel e Mila Kunis, Natalie Portman vive pian piano un’autentica trasfigurazione, lasciandosi alle spalle la ragazza fragile ed emotiva di un tempo, perfetta per il ruolo del Cigno Bianco, ma non per quello del Cigno Nero; alla fine, tuttavia, paga con la vita tale trasformazione, giungendo ad uccidersi pur di ottenere la performance perfetta. Fortunatamente per noi, Natalie Portman resta viva e vegeta nonostante l’eccellente prova, che le vale l’Oscar come miglior attrice protagonista.

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5. Jackie: Pur comparendo, negli anni, in tipici blockbuster hollywoodiani (oltre alla già citata saga di Star Wars, ricordiamo anche la parte di Jane Foster nella saga di Thor), Natalie Portman non rinuncia certamente a ruoli più importanti e difficile: al 2016 risale un’altra strepitosa interpretazione, che le vale un’ulteriore candidatura agli Oscar, nel ruolo di Jacqueline Bouvier Kennedy, moglie del Presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy; la pellicola di Pablo Larraín, intitolata Jackie, si focalizza sul rapporto della donna con il marito ed il ruolo di First Lady, nonché, naturalmente, sugli eventi successivi all’assassinio di Kennedy, avvenuto il 22 novembre 1963 a Dallas; la nostra è bravissima nel caratterizzare il dolore di una moglie, madre, ma anche di un personaggio pubblico.

Natalie Portman

Che ne pensate? Quali sono le vostre interpretazioni preferite di Natalie Portman?

Nato a Roma nel 1990, è un assiduo divoratore di libri, film, serie TV, musica rock ed ogni prodotto capace di lasciare un segno.

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