Meryl Streep: cinque Grandi Donne da lei interpretate

La grande star Hollywoodiana Meryl Streep compie 70 anni. Come omaggio, ecco cinque grandi donne a cui la Streep ha definitivamente reso giustizia.

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Mary Louise Streep, conosciuta dal pubblico come Meryl Streep compie settant’anni, ma che importa l’età quando sei diventato immortale?

Non mi riferisco al film La morte ti fa bella, niente elisir di lunga vita o eterna giovinezza per la Streep questa volta, solo eterna ammirazione per le sue interpretazioni.

Non è un’iperbole, Meryl Streep detiene il record di candidature ai Premi Oscar, 21 per l’esattezza, di cui tre vinti. Il primo nel 1979 come migliore attrice non protagonista per Kramer contro Kramergli altri due per La scelta di Sophie The Iron Ladyrispettivamente nel 1982 e nel 2011.

Sempre parlando di premi, detiene anche il record di candidature ai Gloden Globe e ne ha ottenuti nove. Un altro riconoscimento ci permette di capire quanto la personalità di Meryl Streep sia a tutto tondo e non si fermi al mondo cinematografico: il 24 novembre 2014 è stata insignita dal Presidente Obama della Medaglia Presidenziale della Libertà (la massima decorazione degli Stati Uniti). Viene conferita a coloro che hanno dato: “un contributo meritorio speciale per la sicurezza o per gli interessi nazionali degli Stati Uniti, per la pace nel mondo, per la cultura o per altra significativa iniziativa pubblica o privata“.

Oltre ad essere amata dall’ex Presidente degli Stati Uniti e da tutto il mondo per le sue performances, Meryl va elogiata anche per il suo impegno in ambito sociale e politico. Ha lottato per l’uguaglianza dei sessi nell’industria cinematografica, e il suo discorso ai Golden Globes nel 2017 è passato alla storia. Ultimi ma non meno importanti: Meryl è una madre e una nonna.

In poche parole, è una grande donna. Gran parte delle sue interpretazioni rispecchiano questa sua caratteristica e ha avuto modo di ispirare le donne di tutto il mondo.

Fissa. Questa è la prima cosa che noti di lei. Piega leggermente la testa con quel sorriso sospetto e ti fissa a lungo. (…) e mentre continua a fissare ti rendi conto che ti vede e come una potente macchina per scansionare, ti sta registrando. è un’osservatrice e una ladra. Aspetta di condividere ciò che ha rubato in un posto sacro, lo schermo.” 

Omaggio di Viola Davis (Golden Globes, 2017)

Ecco cinque personaggi, cinque grandi donne a cui Meryl Streep ha dato vita e ha reso giustizia attraverso la sua eccezionale interpretazione. (L’ordine è cronologico)
1. Karen Silkwood – Silkwood (1983)

meryl streep

(Si, quella a destra nella foto è Cher). Silkwood è un film drammatico tratto da una storia vera e diretto da Mike Nichols (Il Laureato). Meryl interpreta Karen, una donna di trent’anni che lavora come operaia all’impianto di combustibile nucleare della Kerr-McGee. L’angoscia nel vedere tante persone maneggiare uranio e plutonio con la sola protezione di guanti in lattice è acuita dalla scarsa attenzione da parte dei proprietari del problema delle radiazioni.

Abituati a lavorare in condizioni precarie e per paura di perdere il posto di lavoro, gli operai non notano o tacciono eventuali metodi poco ortodossi con cui vengono gestite le contaminazioni. Karen invece no. Una contaminazione di plutonio funge per lei da wake-up call e inizia a lottare, con l’aiuto dei sindacati, per avere più protezione contro le radiazioni.

Caparbia e ribelle, un po’ maschiaccio con quel taglio mullet in perfetto stile anni ’80, Karen non si arrende. Nonostante sia lasciata sola da amici e colleghi continua a cercare prove abbastanza importanti per essere portate in tribunale e per poter finalmente migliorare le condizioni di lavoro. Però le donne forti, che sanno il fatto loro e che ficcano il naso dove non possono, non piacciono. Karen se ne frega e persegue nel suo imperativo morale.

2. Karen Blixen – La mia Africa

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Chi non ha pianto guardando la vita sfortunata di Karen Blixen e la sua storia d’amore strappalacrime insieme a Denys Finch-Hatton (Robert Redford)?

La mia Africa è stato tratto dall’omonimo romanzo autobiografico scritto da Karen Blixen stessa. Sydney Pollack, il regista, ha saputo colpire l’occhio dello spettatore con le sue magnifiche riprese del selvaggio paesaggio africano. Ma al di là della maestria di Pollack e di quanto abbiamo pianto per Denys, il personaggio più completo del film è Karen Blixen.

Meryl interpreta una giovane danese che sposa un barone solo per soldi e si trasferisce in una fattoria in Africa. Notiamo subito che Karen è una donna scaltra, che ammette candidamente di volersi sposare solo per il titolo e il beneficio economico. Tuttavia dipendente dalle sue porcellane e dalla presenza di un uomo. Non sopporta infatti che il marito Bror la lasci da sola per mesi durante le battute di caccia.

Col tempo però inizia a scoprire la sua forza (anche grazie a Denys). Attraversa il deserto per portare  le medicine ad un accampamento militare (erano gli anni della Prima Guerra Mondiale), affronta un leone, e abbandona la comodità della sua fattoria per prendere parte a un safari. Combatte contro la sifilide (contratta dal marito infedele) e fa i conti con l’idea di non poter avere più figli costruendo una scuola per i suoi Kikuyu (la popolazione autoctona).

Karen Blixen sfida le convenzioni sociali del tempo che forzavano la donna alla passività, angelo del focolare che deve attendere il marito a casa, mentre gli unici “regali” che le vengono portati sono la sifilide e un utero sterile. Anche se economicamente va in malora, grazie alla sua forza e la sua tenacia si guadagna il rispetto della società, simbolicamente espresso nella scena in cui viene invitata a bere un whisky in un club di soli uomini.

“Gli uomini se ne vanno quando il loro coraggio viene messo alla prova. Di noi ciò che viene messo alla prova è la pazienza, il saper vivere senza di loro.” – Karen Blixen

3. Miranda Priestly – Il diavolo veste Prada (2006) 

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Impossibile non conoscere la glaciale Miranda Priestly che viene interpretata da Meryl Streep nel film Il diavolo veste PradaMiranda è la tirannica direttrice della rivista di moda Runway. Seria, esigente, intransigente e temuta da tutti. Il suo arrivo in ufficio provoca scompiglio, le donne sedute alla scrivania nascondono velocemente le pantofole e costringono i piedi in tacchi a spillo. Come api operaie efficienti, tutti ronzano attorno all’ape regina e pendono dalle labbra di Miranda mentre lei abbaia qualche ordine.

Nonostante sia a tratti crudele, sono sicura che chiunque abbia visto Il diavolo veste Prada abbia immaginato e desiderato provare le stesse sensazioni di Miranda. Esemplifica il potere assoluto, la vetta del riconoscimento in ambito professionale e il fatto che sia donna fa sognare un po’ di più.

Durante lo sviluppo della relazione tra Miranda e Andrea Sachs (Anne Hathaway), si può notare che Miranda non sia solamente una donna dal cuore di ghiaccio. Bensì è semplicemente una donna che ha raggiunto l’apice del successo e che deve lottare per mantenere quello che ha costruito. I sentimentalismi e i problemi personali sono visti come punti deboli nella scalata al vertice e non vanno mostrati, soprattutto se sei una donna.

L’interpretazione di Meryl e il film in generale ci fanno dunque riflettere sulle ingiuste dinamiche discriminatorie nei confronti delle donne sul posto di lavoro. Miranda ce l’ha fatta, ma a quale prezzo?

4. Emmeline Pankhurst – Suffragette (2015)

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Suffragette racconta della nascita del movimento suffragista femminile del Regno Unito, la cui leader, Emmeline Pankhurst viene interpretata da nientepopodimeno che Meryl Streep.

Nel 1912, anno in cui è ambientato il film, le donne venivano arrestate se partecipavano alle manifestazioni del movimento suffragista. Inoltre, venivano emarginate dalla società, allontanate da amici e familiari per paura di implicazioni personali. Una volta arrestate, venivano anche spesso licenziate per via dell’assenza sul posto di lavoro o per semplici motivi politici.

La Pankhurst in quell’epoca era latitante ed era costretta a nascondersi, quindi abbiamo modo di godere della performance della Streep solo per pochi minuti. Tuttavia, la sua personalità e gli ideali che essa incarna aleggiano tra le donne per tutta la durata del film.

Il film offre anche uno spaccato della misera condizione di vita a cui le donne di basso ceto erano costrette. Lavorano nelle workhouse, in ambienti malsani e senza alcun tipo di sicurezza. Iniziavano a lavorare da bambine e spesso venivano stuprate dai proprietari della workhouse. In questo scenario la voce di Emmeline Pankhurst è per le suffragette una melodia di salvezza che le incita a lottare per i loro diritti e a resistere.

5. Katharine Graham – The Post (2017)

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The Post è diretto da Steven Spielberg e racconta di un avvenimento importante per la storia americana: la pubblicazione dei Pentagon Papers. Si tratta di documenti secretati dal dipartimento della difesa degli Stati Uniti in cui vi era uno studio approfondito sulle strategie e i rapporti del governo federale durante la guerra in Vietnam. I Pentagon Papers sono la prima goccia che ha portato il vaso a traboccare con lo scandalo Watergate e il conseguente impeachment di Nixon. 

Nel 1971 i Pentagon Papers furono venduti da Daniel Ellsberg al New York Times che pubblicò solo una parte delle notizie in essi contenute. A fare la differenza fu il Washington Post che li ottenne immediatamente dopo e fece la coraggiosa scelta di pubblicarli tutti.

Una mossa di questo tipo era ovviamente molto pericolosa, il rischio era di essere condannati per oltraggio alla corte e la conseguente chiusura del giornale. Ma, grazie alla tenacia di due persone, la libertà di stampa ebbe la meglio. La prima è Katharine Graham, proprietaria del Wahsington Post e la seconda è il capo-redattore, Benjamin Bradlee (Tom Hanks).

Nel film si vede la trasformazione di Katherine, che può essere traslata come la trasformazione del ruolo femminile in generale. Lei acquisisce il giornale in seguito alla morte del marito e deve imparare a destreggiarsi in un mondo di uomini. La sua opinione non viene ascoltata durante le riunioni e i problemi economici del giornale peggiorano nettamente la situazione. Rischiando tutto ciò che ha e andando contro tutti, riscatta la propria condizione.

“Queste erano donne che ad una festa si sarebbero alzate ad un certo punto, quando la conversazione si muoveva verso la politica, e avrebbero lasciato la stanza. E lei ha smesso con questi atteggiamenti al Washington, perché è stata la prima ad occuparsi di questioni di stato. Ha partecipato ad incontri importantissimi, dove le donne si alzavano nel momento in cui si entrava nei dettagli. Lei questo invece non l’ha fatto. Ha concluso questa strana pratica del tempo.”

Commento di Meryl Streep

Meryl Streep

Questo e altri approfondimenti nella sezione focus di CiakClub.it

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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