Ho visto Il Trono di Spade a New York ed è stato meglio del Derby allo Stadio.

Sono capitato a New York qualche giorno fa. Potevo perdermi l'episodio de Il Trono di Spade? Certamente no. E vi assicuro che è stata un'esperienza strana.

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Il Trono di Spade

Questo articolo è ricco di spoiler sull’episodio 8×03 (The Long Night) de Il Trono di Spade. Anche perchè altrimenti che avrei da raccontarvi? Non è però una recensione della puntata (che potete invece trovare qua). Quello che state per leggere è il semplice racconto di un ragazzo di montagna appassionato alla serie HBO che si trova perso (con la sua ragazza) a New York, alla ricerca disperata di un posto dove vedere la battaglia più grande, lunga (e cazzuta) della storia del piccolo schermo. Preparatevi però, perchè  non è una storia per cuori deboli. Sedetevi comodi, prendete i fazzolettini e partiamo.

Qua trovate il nostro parere sull’ultima stagione de Il Trono di Spade.

Qua trovate l’accompagnamento musicale giusto per la lettura.

Preludio

Un paio di settimane fa sono dovuto andare a New York con la mia ragazza. Non che mi sia dispiaciuto sia chiaro, solo che avevo un problema non indifferente. Dovevo vedere assolutamente Il Trono di Spade. Era la puntata della vita, quella che tutti attendevano, la battaglia tra vivi e morti e bla bla ba. Non avevo idea di come fare. Inizialmente ho affrontato l’argomento come, in genere, affronto tutti i miei problemi: rimandandolo. “Ci penseremo poi Domenica” era il motto ufficiale della nostra spedizione a stelle e strisce.

Però diciamo che evitare di pensarci non era esattamente una cosa semplice. L’ambiente sicuramente non aiutava. La gente che ne parlava per strada, i maxischermi a Times Square che sparavano immagini promozionali de Il Trono di Spade ogni 38 secondi, le chat in cui i miei amici non facevano che chiedermi dove avrei visto l’episodio. Poi che fai, non vai a fare un giretto al negozio HBO sulla Sesta spendendo tutto quello che hai? Come avrete immaginato rimandare il problema non stava funzionando un granché. La situazione era tragica e Domenica mattina il panico era galoppante.

Brancolando nel Buio (La Crisi)

Il Trono di Spade

Domenica mattina dicevamo. Io e la mia ragazza ci svegliamo ed il primo pensiero è immediatamente quello (no, non quello che pensate voi): dove guardare La Lunga Notte? Ovviamente in albergo non era possibile, Il Trono di Spade è prodotto e trasmesso da HBO (riducendo all’osso, equipariamolo a Sky), non disponibile nella nostra camera d’albergo. “Streammarla no?”, sento uscire dalle vostre bocche da delinquenti. L’avrei fatto, ovviamente. Solo che, per evitare di portarmi il lavoro in vacanza, non avevo preso il PC con me. Quindi che fare? Beh, intanto colazione. Perché la Regola Numero Uno resta quella: rimandare, sempre. Scendiamo, direzione Sesta Strada, mi copro gli occhi mentre passo davanti allo store HBO, ed eccoci arrivati in pochi minuti. Dunkin’ Donuts amici miei, perchè niente schiarisce le idee come una bella ciambella fritta ricoperta di glassa alla vaniglia. Ne prendiamo la scatola (indice dello sconforto che ci stava assalendo) e ci dirigiamo da Zibetto, un bar poco più avanti che fa un ottimo espresso. Bevuto il caffè esco dal locale, guardo la mia ragazza e le rivelo la mia disperazione ed il mio pessimismo: “Ah, non c’è niente da fare, la guarderemo una volta tornati a casa (ovvero da lì a tre giorni, ndr.)”. Lei si volta e, con il suo accento milanese, mi dice: “Ma vuoi che non ci sia nessun locale che la faccia vedere?”.

Locali che fanno vedere le Serie Tv? Non ci avevo minimamente pensato. Nella mente di un ragazzo cresciuto sull’Appennino Emiliano questa non era proprio un’opzione praticabile. Ma poi dai, l’intimità dove la mettiamo? Ci sarà un casino assurdo, non ci capirò una mazza, tutti che urlano, tutti che dicono la loro. Non mi ci vedo proprio, io che odio pure vedere le partite di calcio al bar. Evidentemente il mio scetticismo doveva trasparire alla grande, tanto che lei guardandomi aggiunge: “Oh, se poi la vuoi vedere a casa va bene. Però rischi di farti spoilerare tutto e per qualche giorno non potrai parlarne con i tuoi amichetti”.

E niente. Ho rischiato davvero di perdermi tutto quello che sto per raccontarvi. Se è vero che dietro ad un grande uomo ci sta sempre una grande donna beh.. spesso c’è una grande donna pure dietro ad un gran coglione.

Un Pub? Sì, ma quale.. (La Ricerca)

Il Trono di Spade

OK bene, allora Pub sia. Sì, ma quale? Poi come funziona, andranno prenotati? Immediatamente iniziamo a googlare per trovare dei locali dove poter vedere l’episodio. Bene, la lista sembra bella lunga e sembra che non tutti accettino prenotazioni. Decidiamo quindi di farci un giretto a Central Park per scacciare l’ansia ed i vari pensieri. Torniamo nel pomeriggio in albergo, ci rilassiamo un po’ ed iniziamo a prepararci per La Lunga Notte.

Verso le 18:00 scendiamo nella hall dell’albergo e, telefono alla mano, iniziamo a cercare qualche locale. Benedetto sia google, una sorta di Varys 2.0. Allora controllando molti locali chiedono di pagare un vero e proprio biglietto oltre alla consumazione. Bene, ovviamente li escludiamo, visto quanto stiamo mangiando meglio evitare ulteriori spese. Dopo un’ulteriore scrematura fatta a pelle optiamo per il Wicked Willy’s. Dalle foto il locale sembra piuttosto spartano ma allo stesso tempo molto figo, si paga solo la consumazione, ingresso fino ad esaurimento posti, pare una robina semplice semplice dove non si può sbagliare. Leggiamo però una informazione aggiuntiva: “Selezione all’ingresso“.

Ah.. ma in base a cosa? Ti chiedono chi siederà per te sul Trono? La casata di appartenenza? Ti guardano gli occhi per controllare che tu non sia un White Walker?

Ci teniamo i dubbi, usciamo e ci indirizziamo verso il locale. Non eravamo pronti.

 

“Ci fanno una serie TV e tutto è già visto come un Déjà Vu”

Il Trono di Spade

Arriviamo al Wicked Willy’s che sono circa le 19:30. C’è una discreta fila, ci accodiamo e incrociamo le dita. Non c’è niente di più frustrante del pensiero di essere i primi a non entrare, chi ha fatto qualche edizione del Lucca Comics sicuramente mi capirà. La coda scorre piuttosto bene ma il dubbio della famosa “selezione all’ingresso” ancora ci attanaglia. In prossimità dell’ingresso noto il buttafuori, cazzo è identico a Jason Momoa. La mia mente in quel momento riesce a pensare solamente a due cose:

1) Khal Drogo è tornato e vuole vedere come va a finire questa faccenda de Il Trono di Spade, ci sta. Ma le profezie?

2) Ok, i Dothraki sono previsti nella selezione all’ingresso

Ad un centimetro dalla gloria l’incubo inizia ad avverarsi. Da dentro il locale cominciano ad urlare “Sold Out“, io mi dispero e mugolo, la gente si agita ed una serie di “Fuck” imperversano dal fondo della fila. Khal Drogo, nonostante le differenze linguistiche, capisce la situazione e, allargando le sue enormi braccia, prova a bloccare l’ingresso. Ecco qua non so se le cose siano andate veramente così ma ogni tanto ho difficoltà a distinguere la realtà da quello che la mia testa tende a ricostruire. Somma, il buon Drogo incrocia lo sguardo della mia ragazza e, con un piccolo gesto, ci fa passare sussurrando “Jalan Attihirari Anni” (“Luna della mia vita”). In un attimo siamo in fuga verso l’ingresso con Drogo che blocca la folla inferocita mentre questa, lentamente, lo sommerge. Un suo ultimo sguardo prima di sparire ed in un attimo da Khal Drogo mi diventa Hodor nel famoso finale della 6×05: non l’eroe che meritiamo ma quello di cui avevamo bisogno.

Enriamo finalmente nel locale, manca circa mezz’ora all’inizio della Lunga Notte, il famoso e tanto atteso episodio de Il Trono di Spade. Come detto il locale era quasi full, un cameriere gentilissimo ci trova però un posticino su una scala che porta ad un’uscita d’emergenza. Caccia via, almeno in caso di incendio siamo i primi a scappare. La situazione è surreale: una ventina fra schermi e proiettori, tavoli sovraffollati con cibo e bevande di ogni genere, una tensione pazzesca nell’aria. Mi ero sempre chiesto come vivevano gli americani una finale del Super Bowl e d’un tratto lo stavo vedendo con i miei occhi, in più però c’erano i draghi.

Parte l’episodio, qualche urlo di eccitazione e prima di canticchiare la sigla iniziale poi cala un religioso silenzio che viene interrotto, all’arrivo di Melisandre, da un elegantissimo “Thaaat Biiitch“. Inizia la battaglia e manca letteralmente il fiato a tutta il pubblico, nessuno riesce a proferire parola per più di quaranta minuti, tolto ovviamente qualche sporadico “Oh my God”. Entriamo però nell’ultima mezz’ora e la gente inizia velocemente a perdere il controllo. Davanti all’estremo sacrificio di Lyanna Mormont una ragazza a pochi passi da me scoppia in un fragoroso pianto pieno di sincero dolore, il suo ragazzo prova a consolarla senza però ottenere alcun risultato. Al “Not Today” di Arya in un paio rischiano lo svenimento.

Siamo al gran finale ormai, tutta la gente urla all’Ice Dragon insieme a Jon e perde il fiato quando il Re della Notte sguaina la spada, intanto la fantastica musica di Ramin Djawadi ci sta già accompagnando da qualche minuto. Il pubblico è visibilmente frastornato da quella che sembra un’imminente sconfitta. D’un tratto si vede una figura sullo sfondo che prova a cogliere alle spalle il Night King, come ormai saprete si tratta di Arya. Un urlo fragoroso di rivalsa si alza dalla platea, interrotto e trasformato immediatamente in uno di terrore a causa della pronta risposta del capo degli Estranei. Un attimo di silenzio dato dalla enorme tensione, intanto la piccola Stark lascia cadere il coltello da una mano per poi riprenderlo con l’altra e infilarlo nel cuore del nemico. Tutto esplode: la gente si alza in piedi e inizia ad urlare con tutto il fiato, lanciano in aria cibo e bicchieri, si abbracciano e si baciano come se avessero vinto la guerra. A dirla tutta l’hanno vinta. Ultime scene, l’esercito nemico si disintegra mentre il festeggiamento al Wicked Willy’s non sembra voler aver fine. Quello che finisce è l’avventura di Jorah ne Il Trono di Spade. Alla morte del Re della Friendzone la soddisfazione si trasforma rapidamente in singhiozzi malinconici e, mentre il Drago si accovaccia attorno a Daenerys, le persone ormai stremate si gettano a terra per riprendere fiato.

Sui titoli di coda rimaniamo per un po’ a guardare attoniti il pubblico esausto prima di salire le scale verso l’uscita di emergenze. Passeggiando nella notte di New York, ripensiamo a quello che avevamo appena visto e arriviamo ad una conclusione semplicissima: non ci dimenticheremo mai di quella notte al Wicked Willy’s, un’esperienza appassionante e incredibile.

Tipo Roma-Lazio insomma.. ma con i draghi. Però ho imparato qualcosa di nuovo.

 

P.S – Cosa ho imparato da tutto questo?

Il Trono di Spade

  1. Che se un certo tipo di cultura pop è esplosa negli USA un motivo c’è.
  2. Che non conta che sia un Khal Drogo o un Hodor, l’importante è che abbia un gran cuore.
  3. Che effettivamente Rimandare Sempre non è una grandissima idea.
  4. Che effettivamente a stare a New York mangiando quello che abbiamo mangiato si spende un botto e si ingrassa pure di più.
  5. Che devo ringraziare Andrea ed Elisa, altrimenti non avreste mai letto questo articolo su Il Trono di Spade.

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Semplicemente appassionato ed affamato di tutto ciò che riguarda la cultura e l’arte popolare (nel senso letterale del termine): fumetti, libri, fotografia, tv e, ovviamente, cinema, che ne è il massimo esponente e la massima espressione.

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