Lo scorso luglio la Walt Disney aveva preso una fulminea e inaspettata decisione: licenziare James Gunn, il regista dei due Guardiani della Galassia. La scelta era nata dopo il riemergere sul web di alcuni vecchi tweet dove Gunn ironizzava su pedofilia, stupro e 11 settembre, un tipo di comodità non molto in linea con lo spirito Disney.

Nulla ha contato il fatto che Gunn avesse portato un gruppetto di supereroi di scarsa rilevanza e minor successo a diventare uno dei cardini del MCU. I dirigenti della Disney avevano scavalcato quelli della Marvel, che avrebbero voluto tenere Gunn al suo posto, e rescisso il contratto con il regista.

Della situazione aveva immediatamente approfittato la DC, che appena tre mesi dopo ha ingaggiato Gunn per dirigere Suicide Squad 2. Il licenziamento aveva irritato molti, compresi gli stessi attori di Guardiani della Galassia, autori di una lettera a sostegno del loro ex regista, mentre Dave Bautista (Drax nei due film) era arrivato a minacciare di lasciare la parte se per il terzo capitolo della serie non fosse perlomeno stato usato il copione di Gunn.

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James Gunn

La Disney sembrava però decisa a non tornare sui propri passi. Almeno fino a ieri, quando, con una mossa a sorpresa, più a sorpresa di quella del licenziamento, ha deciso di riassumere James Gunn, che a questo punto fa di nuovo parte del MCU e dirigerà Guardiani della Galassia Vol. 3.

Sarebbe stata la Marvel a spingere per il reintegro di Gunn, e puntando molto sulle tante e profonde scuse fatte dal regista per i vecchi tweet, è riuscita a quanto pare a convincere i Walt Disney Studios a perdonare Gunn. Ciò però non significa che quest’ultimo abbandonerà la DC: il nuovo accordo tra Gunn e Disney prevedere infatti che la produzione del nuovo Guardiani della Galassia cominci solo dopo la realizzazione di Suicide Squad.

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Marcello Bonini

Marcello Bonini

Scrivo, giro cortometraggi, faccio teatro. Nel tempo libero sopravvivo.

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