Steven Spielberg: intervista a Portorico per West Side Story

Spielberg e Tony Kushner rilasciano un intervista per trattare la rappresentazione del popolo portoricano, motivo di critiche per la versione del 1961.

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Da quando Spielberg ha annunciato di volersi cimentare nel remake del musical West Side Story, alcune sue scelte hanno suscitato scalpore e curiosità.

Per esempio, quella di chiamare nel cast Rita Moreno, che interpretava Anita nella versione del 1961 (articolo qui) oppure quella di scegliere come protagonista una diciassettenne sconosciuta, Rachel Zegler.

L’ultima scelta curiosa è stata quella di recarsi a Portorico insieme a svariati membri del team creativo tra cui Tony Kushner (scrittore del libro di West Side Story del 1957 e l’adattamento del 1961).

Hanno incontrato un gruppo di 60 persone tra cui studenti, giornalisti, docenti e critici per discutere del film. Il video allegato (in fondo) è stato ripreso da Mario Alegre, un critico cinematografico che ha poi rilasciato alcune dichiarazioni a Hollywood Reporter.

Il fulcro della conversazione è stato il tema della rappresentazione del popolo portoricano, portato alla luce da una domanda fatta da Isel Rodriguez, insegnante di teatro.

Il motivo per cui quest’argomento è delicato è dovuto al fatto che nella rappresentazione del 1961 i portoricani sono stati particolarmente colpiti dalla canzone America, cantata da Anita. I versi interessati sono: “Puerto Rico / My heart’s devotion / Let it sink back in the ocean.”

spielberg

In realtà, nella versione del 1961 venne cambiato il testo originale della canzone, che nella versione di Broadway doveva essere “island of tropical breezes”, con un’accezione decisamente più positiva.

Spielberg è intervenuto, facendo riferimento al fatto che il tema dell’immigrazione in America è particolarmente delicato, specialmente in questo periodo, e ha affermato:

“Uno dei motivi per cui siamo qui, uno dei motivi per cui abbiamo assunto così tanti cantanti, ballerini, attori portoricani è che abbiamo bisogno del vostro aiuto per rappresentare al meglio Portorico, in modo da farvi e farci sentire fieri di ciò che abbiamo fatto.”

Tuttavia, come afferma in seguito il critico Mario Alegre, il problema è molto più concreto per via della situazione attuale. A causa dell’uragano Maria molti portoricani hanno perso la vita e i sopravvissuti sono scappati in America per ragioni economiche e sono stati vittima delle invettive anti-immigrazione del Presidente degli Stati Uniti.

“West Side Story è un musical che ha sempre presentato i portoricani come gente che decide di mandare a quel paese la propria isola perché ama l’America. Ma ogni volta che c’è stata una gigantesca emigrazione è stato per motivi economici. Il musical non ha mai spiegato che il motivo della migrazione era la necessità, non l’amore per l’America.”

Spielberg, consapevole di ciò, ha chiuso l’incontro spiegando che vuole che il suo film sia una risposta alla politica anti-immigrazione:

“Questo film sarà sempre Romeo e Giulietta. Ma parlerà anche di ciò che sta succedendo oggi, di ciò che succede al confine. È un film molto attuale su come i bianchi respingano qualsiasi persona non abbia il loro stesso colore della pelle. È una parte molto importante della nostra storia.”

Ecco il video dell’intervista a Spielberg e il suo team:

Momento en el que Isel Rodriguez le preguntó a Steven Spielberg y Tony Kushner cómo serían representados los puertorriqueños en su versión de West Side Story para evitar los estereotipos del musical original.

Pubblicato da Mario Alegre Femenías su Venerdì 14 dicembre 2018

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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