Stan Lee: la scomparsa, il cordoglio e le polemiche sui Social

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La morte di Stan Lee ha provocato immenso cordoglio nei suoi fans e, come di consueto, immense polemiche sui social network.

La morte di Stan Lee, è stato un evento di portata epocale che ha commosso milioni di persone in tutto il mondo. L’operato di Stan Lee, infatti, da decenni ormai non riguarda più le generazioni di Nerd e incalliti lettori di fumetti, ma con la nascita della Casa di Produzione MARVEL e gli adattamenti cinematografici campioni di incassi al botteghino, l’interesse per il mondo straordinario dei Supereroi si è diffuso a macchia d’olio, contagiando un pubblico nettamente ma nettamente più ampio!

Come ormai accade da tempo, il web e soprattutto i social network, sono la cassa di risonanza di ciò che accade nel mondo e, nell’ultima settimana, tantissime sono state le manifestazioni di cordoglio nei confronti dello scomparso fumettista, scrittore e produttore che ci ha lasciati all’età di 95 anni.

Gli utenti hanno infatti scritto tantissimi post di Saluti nei confronti del maestro, pubblicando foto, condividendo video… e le reazioni, a questo tumulto, sono state altrettanto svariate.

Armie Hammer, coprotagonista di Call me by your name di Final Portrait, nei giorni scorsi ha scritto un post su Twitter che ha indignato i fans di Stan Lee.

Stan

L’attore ha infatti scritto in torno sarcastico che Non c’è modo migliore di commemorare una leggenda assoluta che mettere su una tua foto”, polemizzando con il costume, evidentemente invalso tra le celebrità, di condividere una loro foto in compagnia del defunto fumettista, nel post di congedo.

Immediata la replica al vetriolo di Jeffrey Dean Morgan, lo spietato Negan di The Walking Dead che commenta:Sembra che tu abbia trovato il modo di usare il lutto degli altri e i loro ricordi per attirare l’attenzione su di te. Sei un vero asso”.
“Asso” è ovviamente un termine utlizzato in maniera sarcastica, intendendo “imbecille” o qualcosa del genere.

Stan

Armie Hammer sembra aver imparato la lezione e il 15 Novembre ha condiviso, sempre su Twitter, un post di scuse in cui si propone, per il futuro, di riflettere prima di scrivere in preda all’umore del momento.

Nel post, Hammer riconosce di aver espresso un  “commento social non necessario” che intendeva prendere di mira piuttosto la cultura del selfie che non quanti stavano effettivamente omaggiando la scomparsa di un genio.

“Mentre tentavo di fornire alcuni commenti sociali inutili sull’attuale cultura del selfie, io (in tutta sincerità – grazie, Jeffrey Dean Morgan) ho inavvertitamente offeso molti che stavano veramente soffrendo per la perdita di una vera icona. Voglio scusarmi dal profondo del mio cuore e lavorerò sul mio controllo degli impulsi prima di scrivere su Twitter”.

Ma Hammer sembra non essere stato l’unico bastian contrario del cordoglio che ha seguito la scomparsa di Stan Lee. 

Il Presentatore di Real Time, Bill Maher ha infatti rilasciato delle dichiarazioni controverse in merito alla portata del dolore “mediatico” che avrebbe provocato la scomparsa del novantacinquenne a cui, il presentatore, non riconosce meriti degni di nota.

Billa Maher sostiene infatti che tutto ciò che ha Stan Lee avrebbe fatto è ispirare milioni di persone a guardare un film.

«Il tizio che ha creato Spider-Man e Hulk è morto e l’America è in lutto. Una mattinata così dura per la morte di un uomo che ha ispirato milioni di persone a, non lo so, guardare un film immagino. Qualcuno su Reddit ha scritto: ‘Sono così incredibilmente grato di aver vissuto in un mondo che includeva Stan Lee.’ Personalmente, sono grato di aver vissuto in un mondo che includeva ossigeno e alberi, ma a ciascuno il suo. Ora, io non ho nulla contro i fumetti. Li leggo adesso e li leggevo quando ero un ragazzino, ma l’idea che tutti avevano allora – sia gli adulti che i più piccoli – era che i fumetti fossero una cosa per bambini, e quando crescevi passavi ai libri senza immagini. Ma poi vent’anni fa è successo qualcosa. Gli adulti hanno deciso che non dovevano rinunciare alle cose per bambini, e così hanno finto che i fumetti fossero in realtà una letteratura sofisticata. E dato che l’America ha oltre 4.500 college – il che significa che abbiamo bisogno di più professori nonostante manchino persone intelligenti – alcuni individui stupidi sono dovuti diventare professori scrivendo tesi su Silver Surfer.»

Ha poi commentato che è del tutto coerente trovare un uomo come Donald Trump alla guida di un paese che da tanto peso ad un prodotto per bambini:

“Non è una gran sorpresa trovare Donald Trump come presidente di un paese che pensa che i fumetti siano davvero così importanti.”.

Anche per Bill Maher arrivata The Punisher, sotto le rivelate spoglie di Neil Gaiman taggato sotto il post del conduttore che lo definisce, senza mezzi termini “un troll poco originale”.

“Maher è solo un troll e molta gente è caduta nella sua trappola. Julie Burchill lo ha già fatto – e meglio – 30 anni fa con la sua frase ‘Non ci sono fumetti da adulti perché gli adulti non leggono i fumetti’). Più persone hanno a cuore la morte di Stan Lee che la vita di Bill Maher.”

Stan Lee ha chiesto ed ottenuto un piccolo funerale privato mentre, il lutto per la sua scomparsa, ha raggiunto dimensioni forse inimmaginabili per qualcuno che non credeva di fare nulla di importante.

 

 

Critico d’arte contemporanea, esperto di body-art, arti performative e costume-play; appassionato di letteratura e cinema.

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