I film andranno prima in sala, poi in streaming: in arrivo un decreto legge

Firmato il decreto del Governo del 2016 che definisce le regole di distribuzione dei film italiani in sala e sulle piattaforme streaming.

0
2890
decreto

Il decreto a cui ci si riferisce è quello attuativo della legge sul cinema, la 220 del 2016. Fino ad oggi, la distribuzione non era propriamente regolata ma seguiva una prassi: 105 giorni era il lasso di tempo riservato alla programmazione in sala, a partire dalla prima proiezione.

Quest’ultima viene mantenuta nel decreto, ma i termini sono ridotti a dieci giorni se il film è programmato solo per tre giorni feriali. Altrimenti si può arrivare a sessanta giorni, se l’opera è programmata in almeno ottanta sale e dopo i primi venuto giorni di programmazione, avendo ottenuto un numero di spettatori inferiori a 50 mila.

La riduzione, poi, è ammessa solo se nel periodo di programmazione non è stata fatta attività di lancio e promozione sulla successiva disponibilità dell’opera attraverso fornitori di servizi di media audiovisivi.

Il Ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, è intervenuto in merito. Ha affermato : i film dovranno essere prima distribuiti nella sale e dopo di questo su tutte le piattaforme. Penso sia importante assicurare che chi gestisce una sala sia tranquillo nel poter programmare film senza che questi siano disponibili in contemporanea su altre piattaforme.”

decreto

Il decreto, dunque, apre una polemica particolarmente sentita attualmente: permettere la trasmissione dei film in streaming contemporaneamente alla loro uscita in sala.

L’Italia in merito a ciò si sta schierando chiaramente contro questa possibilità. Detto in parole semplici: un film uscito in sala non sarà contemporaneamente diffuso su piattaforme, come Netflix.

Il problema sussiste soprattutto nella prospettiva inversa: un film prodotto da Netflix, non potendo uscire nello stesso momento in sala, riceverà una pubblicità nettamente inferiore, diminuendo anche pubblico.

Quindi, per esempio, il recente film italiano “Sulla mia pelle” sul caso Cucchi ha avuto 100 mila spettatori con la distribuzione contemporanea in sala e su Netflix. Se ciò non fosse stato possibile, e fosse rimasto solo nei tre giorni feriali previsti dal decreto, avrebbe avuto un decimo del pubblico complessivo.

Questa e altre notizie nella sezione News di CiakClub.it

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here