Muore a 86 anni Ermanno Olmi, storico regista e sceneggiatore italiano

Si è spento dopo una lunga malattia il regista che più di tutti ha raccontato, nel passato recente, la vita quotidiana e la gente comune del nostro Paese.

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Ermanno Olmi è stato forse il regista del nostro cinema che, dopo il neorealismo, si è più avvicinato alle tematiche care a quel periodo. Ha raccontato la quotidianità e la gente comune in un panorama cinematografico che si è sempre più distaccato, negli anni, dalla vita reale. Non è certo un caso il paragone più e più volte fatto alle sue opere con quelle di un altro autore a lui affine e come lui geniale: Pier Paolo Pasolini.

Olmi è morto oggi, all’età di 86 anni, dopo alcuni giorni di ricovero all’ospedale di Asiago: era da tempo malato.

Nato come documentarista negli anni ’50, esperienza in cui si getta praticamente senza alcuna esperienza di regia alle spalle ma solo studi di recitazione all’Accademia d’Arte Drammatica di Milano, Olmi realizza nel 1958 il suo primo lungometraggio, Il tempo si è fermato: una storia d’amicizia, un rapporto generazionale tra uno studente e il guardiano di una diga, ambientata nella solitudine dell’alta montagna.

Solitudine, dunque, ambienti rurali, sentimenti fra persone semplici e rapporto con la natura: questa la cifra stilistica che resterà costante in tutta la filmografia del regista, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1961.

Fino ad arrivare al suo capolavoro, L’albero degli zoccoli, che col suo racconto tanto poetico quanto realistico dell’ambiente contadino si aggiudica due premi al Festival di Cannes nel 1978: la Palma d’Oro e il Premio César per il miglior film straniero. Il film fu recitato in dialetto stretto bergamasco e, come il neorealismo richiede, da attori non professionisti.


Colpito in seguito da una malattia invalidante (la sindrome di Guillain-Barré) e dalla depressione, il regista torna sul set negli anni ’80 con Lunga vita alla signora!, con cui ottiene un Leone d’Argento, e poi La leggenda del Santo bevitore, Leone d’Oro a Venezia (e quattro David di Donatello). Nel 2008 gli viene consegnato anche il Leone d’Oro alla carriera.

Il suo ultimo film? Quattro anni fa, nel 2014: Torneranno i prati, con protagonista Claudio Santamaria, una storia ambientata nelle trincee dell’altopiano di Asiago durante la prima guerra mondiale.

Il cinema italiano si stringe nel suo ricordo: Ermanno Olmi ci mancherà.

Sceneggiatore, nel tempo libero scrivo racconti. Credo che ogni persona abbia un universo dentro e che vada raccontato. Credo nell’empatia.

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