LORO 1: la recensione del nuovo film di Paolo Sorrentino

Sorrentino descrive la decadenza di Berlusconi e il mondo di arrivisti e prostitute che gli gira intorno in un film che dividerà il pubblico, Loro 1

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Loro 1 è la prima parte di un film diviso in due che mostra la vita di Silvio Berlusconi in una fase particolare della sua carriera e della sua vita personale.

Tutto documentato, tutto arbitrario. Comincia con questa citazione da Giorgio Manganelli il nuovo film di Paolo Sorrentino, ad introdurre un opera che dividerà sicuramente il pubblico, tra chi ne uscirà estasiato e chi invece la troverà alquanto fumosa.

Sorrentino prosegue il suo percorso artistico che si prefigge di non seguire un intreccio predefinito ma un flusso di immagini che narrano una storia da vari punti di vista.

La prima parte del film è incentrata sul mondo di arrivisti e prostitute che pur di far parte ,anche un millesimo di secondo, del potere venderebbe di tutto, anche se stessi. Prequel di un’esca per attrarre il mecenate (Toni Servillo) all’interno di festini a base di alcool, droga e sesso sfrenato. Nella seconda parte la vicenda si concentra sul decadimento politico di Berlusconi oltre che di una storia d’amore con sua moglie, Veronica Lario, interpretata da Elena Sofia Ricci, ormai giunta agli sgoccioli che il ricco imprenditore sembrerebbe voler salvare a tutti i costi.

Al di là di una trama poco approfondita, che non va a scandagliare la cronaca o gli avvenimenti precisi, il film del regista Premio Oscar non da spunti di riflessione particolari o innovativi, si concentra molto sulla suggestione delle immagini e su alcune metafore, che chi è bravo a cogliere può intravedere attraverso le immagini un messaggio personalizzato che timidamente accenna a quanto il popolo sia una “capra” che segue il padrone, dove ratti che girano di notte ordiscono trame, mentre rinoceronti affamati sono pronti ad attaccare.

La regia e la fotografia (Luca Bigazzi) sono pregevoli come ogni lungometraggio di Sorrentino, un film che va visto, ma che non darà massima soddisfazione a tutti, soprattutto a chi si aspetta un’analisi e una descrizione profonda su avvenimenti che hanno segnato la storia di un uomo ma anche di un Paese.

È un’opera onirica, in alcuni tratti biblica, dove la lussuria e l’avarizia creano degli uomini che sono dei mostri, come i protagonisti del festino in piscina, in una delle scene più spinte del film, dove alla fine del party gli occhi si trasformano in uno sguardo alieno.

Nel cast anche Riccardo Scamarcio, un giovane arrivista Sergio Morra che insieme a Kasia Smutniak, nei panni dell’escort Kiria, sono protagonisti della prima parte del film dove ordiscono un piano per arrivare a “Lui”.

Siamo nel 2006. Berlusconi è all’opposizione, il Milan non vince più, ma allo stesso tempo un nutrito gruppo di persone continua ad ambire a lui, a quest’uomo ancora così potente. In particolare, una coppia di pugliesi arraffoni, Sergio e Tamara, imbastisce una serie di traffici, di coca e di mignotte per attirare l’attenzione del Cavaliere. Tanto da riuscire a insediarsi nella villa di fronte a quella del Biscione in Sardegna. Lui, però, è alle prese con la moglie Veronica che vuole lasciarlo e con il tradimento di un suo fedelissimo. Nulla comunque può scalfire il suo gusto per la barzelletta e per lo stornello.

Il potere dunque, che Sorrentino ama raccontare, in Loro 1 si evince quanto basta per essere curiosi di visionare il proseguo della vicenda nel film sequel che uscirà il 10 maggio, Loro 2.

Il film sarà in sala dal 24 aprile, distribuito da Universal Pictures e prodotto da Indigo Film.

 

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Regista, sceneggiatore, scrittore, speaker radiofonico. Appassionato di cinema, arte, musica, letteratura, fotografia e rock’n’roll.

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