Harvey Weinstein voleva far dirigere Il Signore degli Anelli a Tarantino

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Il signore

Un nuovo libro rivela dei dettagli sulla produzione de Il Signore degli Anelli e di come Weinstein volesse sostituire Peter Jackson con Tarantino.

Il Signore degli Anelli è una delle trilogie più famose della storia. Adattata dall’omonimo romanzo di J. R. R. Tolkien, la saga è stata un gigantesco successo di pubblico e di critica, oltre ad aver ottenuto tantissimi riconoscimenti: solo il terzo capitolo (Il Ritorno del Re) ha ricevuto 11 Oscar, diventando il film più premiato a pari merito con Titanic e Ben-Hur.

Nonostante tutto questo successo le fasi di pre-produzione dei film hanno avuto una storia decisamente travagliata. L’adattamento dell’opera di Tolkien è stato ritenuto per molti anni irrealizzabile, principalmente a causa della necessità di un budget molto elevato e di un massiccio impiego di effetti speciali. Dal 1995 circa la Miramax di Harvey Weinstein cominciò a sviluppare questo enorme progetto con Peter Jackson alla regia, ma i problemi economici non tardarono a presentarsi. La vicenda nota è che Weinstein non voleva per nessuna ragione finanziare la direzione di tre film. Ora, nel libro di Ian Nathan intitolato “Anything you Can Imagine: Peter Jackson & The Making of Middle-Earth” emergono nuovi dettagli sulle controversie avvenute in questa fase delicata.

Sembra che Weinstein abbia minacciato Peter Jackson di sostituirlo con Quentin Tarantino nel caso in cui non avesse acconsentito a fare un unico film di due ore. Il produttore, al centro degli scandali sessuali degli ultimi tempi, voleva tagliare molti elementi presenti nelle prime stesure della sceneggiatura, come la battaglia del Fosso di Helm o personaggi come Saruman e il Balrog, ormai diventati cult. Le parole di Weinstein sarebbero state:”O lo fai così, o sei licenziato“. Oltre a Quentin Tarantino, un altro regista pronto a subentrare era John Madden che con il produttore aveva già realizzato Shakespeare in Love.

Ovviamente Peter Jackson era completamente contrario all’idea perché riteneva che con queste riduzioni ogni fan del romanzo sarebbe rimasto insoddisfatto. A sollevare la situazione fu il produttore Ken Kamin che convinse Weinstein a permettere la ricerca di nuovi finanziamenti. È così che il progetto de Il Signore degli Anelli arrivò alla New Line Cinema che mantenne la forma-trilogia; Weinstein rimase coinvolto nel ruolo di produttore esecutivo. Direi pericolo scampato.

 

 

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