Ex Libris – The New York Public Library, la recensione del documentario fiume di Frederick Wiseman

Passato inosservato alla Mostra del Cinema di Venezia, l'ultimo, splendido film di Wiseman , sarà nelle sale italiane solo il 23 e il 24 aprile. Nelle sue oltre tre ore di durata, Ex Libris racconta, attraverso le biblioteche di New York, tutta la società statunitense.

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Ex Libris

Presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, Ex Libris – The New York Public Library sembrava destinato a non vedersi più in Italia. Il film di Frederick Wiseman è un prodotto quasi invendibile: non solo è un documentario, genere poco presente nelle nostre sale, ma per di più è un documentario di oltre tre ore, e senza nemmeno una voce narrante. Snobbato dalla giuria di Venezia, non ha avuto nemmeno la possibilità di sfruttare il richiamo di un premio per attirare il pubblico. Eppure I Wonder ha deciso di distribuire Ex Libris in Italia.

Da qualche anno ha preso piede una certa moda tra i distributori nostrani, quella di creare delle proiezioni “evento”, cioè limitate a pochi giorni e spesso a prezzi maggiorati. Si può effettivamente criticare questo tipo di scelta, che costringe gli spettatori a spendere fino a 20€ per vedere un film al cinema, sfruttando l’irripetibilità dell’occasione. La nostra è una società che tende a eventizzare qualunque cosa, cioè si cerca di vendere prodotti appiccicandoci sopra un’etichetta che ne testimoni l’unicità (Acquistate questo prodotto qui e ora perché poi non potrete più farlo). È un discorso di grande complessità che non può essere affrontato in queste pagine, ma bisogna però notare come queste proiezioni evento, pur criticabili, siano state spesso l’unica occasione per vedere in Italia certi film altrimenti invisibili, che grazie a questa strategia di marketing possono trovare un loro pubblico, sostenendo magari piccoli distributori indipendenti.

Questo è proprio uno di quei casi: Ex Libris è un film difficile, che può risultare indigeribile agli spettatori meno raffinati, ma è anche un film straordinario, tra i migliori della passata stagione. Wiseman si intrufola con la sua cinepresa nella Biblioteca di New York, una delle più grandi e ricche del mondo, e vagando per i suoi corridoi e i suoi saloni raccoglie tutto quello che vede: lettori, studenti, conferenze, riunioni. Lui non interviene mai direttamente, le uniche voci sono quelle dei personaggi che vi appaiono, e che non si rivolgono mai alla camera, ma parlano tra loro come se Wiseman non ci fosse.

Non si deve però pensare che la Biblioteca di New York raccontata dal regista sia solo il grande edificio neoclassico sulla 5th Avenue. Esistono decine e decine di filiali sparse per la città, e continuamente Wiseman entra ed esce dalle varie sedi. Certo, è un grande piacere poter ascoltare i brandelli delle conferenze di Patti Smith o di Richard Dawkins, come può essere interessante spiare dietro le quinte di un’istituzione tanto importante. Ma il grande valore di Ex Libris sta nell’esplorazione delle tante sedi della biblioteca. Perché questo viaggio diventa una vera e propria indagine socioculturale: ovviamente ciò che succede nella biblioteca di Manhatthan non è ciò che succede in una biblioteca del Bronx, e il film rende perfettamente conto di tutte queste differenze, che diventano il simbolo delle distanze che animano il paese.

Ex Libris

La biblioteca da oggetto di diffusione culturale diventa strumento di analisi culturale, ed è ingenuo ritenere che solo perché Wiseman non mette bocca e si limita a vagare per gli edifici allora non vi sia in Ex Libris un forte intervento autoriale. Possiamo solo immaginare quante decine se non centinaia di ore di girato il regista abbia portato in sede di montaggio. Lì Wiseman ha scelto cosa e come montare, ed è in questo che fa sentire la sua voce. Ecco allora che alle conferenze sulla letteratura della sede principale si contrappongono quelle sul lavoro rivolte ai disoccupati dei quartieri meno abbienti, mentre nelle piccole biblioteche delle aree residenziali si organizzano eventi indirizzati ai bambini. La rete di biblioteche è un microcosmo dove ogni filiale è un pianeta popolato da specie diversissime, e Wiseman, astronauta con l’occhio di un antropologo, vi si avvicina per osservarle, con lo scopo di capire come funzioni quella galassia iridescente che è New York.

A guardarlo sembrerebbe essere un documentario fatto solo con tanto mestiere, senza un estro artistico degno di nota: il montaggio è semplice, la regia quadrata, la fotografia pulita. Ma il genio di Wiseman è sottile, e si esprime nell’intelligenza che mostra nel raccontare la società statunitense attraverso un singolo elemento, la biblioteca. Anche in una realtà tecnologica e multimediale come la nostra, essa rimane un luogo colmo di significati, pronti a essere colti dall’occhio della cinepresa e interpretati dallo spettatore.

 Frederick Wiseman

Ex Libris sembra un flusso di coscienza e formalmente lo è, ma in realtà è un film studiatissimo e costruito alla perfezione in ogni suo dettaglio. Come abbiamo detto può risultare ostico, soprattutto a causa della sua durata, ma se si riesce a entrarci lasciandosi trasportare dalle immagini diventa una delle più travolgenti esperienze filmiche che si possano vivere, nonché una delle più istruttive sull’eterogeneità di una città come New York, o forse di tutto il mondo.

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Scrivo, giro cortometraggi, faccio teatro.
Nel tempo libero sopravvivo.

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