Trust – Il rapimento Getty: recensione ep.2 – Stella Solitaria

Continua Trust, serie sulla storia del rapimento Getty in onda su Sky e disponibile su NOW TV, con il suo secondo episodio: Stella Solitaria.

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Il secondo episodio di Trust – Il rapimento Getty (qua trovate la nostra recensione del primo episodio), intitolato Stella Solitara, rompe totalmente con il precedente sia a livello narrativo che su quello tecnico-registico. La puntata si apre su Fletcher Chase (Brendan Fraser), il capo della sicurezza dei Getty, che rompe senza la Quarta Parete (cosa che farà anche sul finale) facendo una rapida carrellata dei momenti storici a partire dal 1945 per chiudere il 1973 (anno in cui è ambientata la vicenda). Questo passaggio oltre ad essere ben fatto tecnicamente tramite un ottimo montaggio con filmati dell’epoca è anche estremamente significativo. In quell’istante Chaser diventa un narratore privilegiato (o meglio onnisciente) poiché riesce a contestualizzare e ad analizzare il periodo che sta vivendo in quell’istante, dimostrando di conoscere quindi il passato, presente e futuro dei personaggi e la loro psicologia diventando. Sostanzialmente Danny Boyle (regista anche di questo episodio) in quell’istante affida a lui la narrazione.

Con il proseguo dell’episodio ci si rende rapidamente conto del fatto che questo segmento di Trust ruoterà attorno al personaggio di Chaser. Un Fraser in fortissima riesce a dare vita ad un personaggio fuori le righe, un americano del Sud a Roma senza timore di nessuno e con molti bigliettini da spendere. Qua si nota subito un altro punto di rottura, ovvero quello dell’ambientazione romana molto ricca, colorata e disordinata rispetto all’austera dimora Getty, fredda, cupa e metodicamente simmetrica. In questo episodio viene poi introdotta anche la madre di John Paul Getty III, Gail, interpretata da Hilary Swank, con cui Chaser duetta più volte. Le ricerche dell’ex membro della CIA lo porteranno poi fino a dei referenti della Mafia a Roma ed alla conclusione che il giovane John era sostanzialmente in accordo con i suoi rapitori. Gail però non accetta questa soluzione e preferisce proseguire da sola nelle ricerche, cosa che la portano ad un dialogo molto iconico con un artista di strada. L’episodio si conclude con la famosa conferenza stampa di Getty Sr. dove annuncia che non pagherà alcun riscatto e con le immagini di John in lacrime incatenato ad un muro.

Trust - Recensione ep. 2 Stella Solitaria

Ma la vera differenza in questo episodio è data dalla mano regista ultra-pop di Danny Boyle che decide di accelerare a più riprese, tramite un montaggio frenetico ed a splt screen continui accompagnati spesso da sottofondi musicali (ad esempio Prisencolinensinainciusol di Adriano Celentano). Il regista decide quindi di spaccare la continuità con l’episodio precedente dando una sferzata netta e intuibile da qualunque spettatore. Indubbiamente la puntata ne giova moltissimo, è da verificare se e come continuerà col proseguo di Trust. Il rischio è che la serie diventi più una questione stilistica che narrativa, l’equilibrio non sarà semplice da mantenere ma, indubbiamente, la curiosità è aumentata notevolmente con Stella Solitaria, episodio in cui viene alzata l’asticella e la posta in gioco.

L’appuntamento è sempre qua su Ciakclub ma come dice Chase/Fraser sul finale dell’episodio ” Questo lo apete già”

Semplicemente appassionato ed affamato di tutto ciò che riguarda la cultura e l’arte popolare (nel senso letterale del termine): fumetti, libri, fotografia, tv e, ovviamente, cinema, che ne è il massimo esponente e la massima espressione.

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