Cannes 2018: Netflix ha intenzione di ritirare cinque film dal festival

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In seguito alla politica rigida di Cannes, Netflix minaccia di ritirare diversi titoli molto interessanti, tra cui l’ultimo film di Cuarón.
Gli attriti tra Netflix e la politica dell’ultima edizione del Festival di Cannes (2018) sembrano farsi sempre più energici. Giorni fa, infatti, i direttori del Festival hanno deciso di bandire dalla competizione ufficiale qualsiasi film non distribuito nelle sale francesi, impedendo così ai film Netflix (e più in generale a quelli di tutte le piattaforme streaming) di partecipare alla premiazione. Di fatto Cannes sta adottando la posizione di Steven Spielberg in merito ai titoli prodotti dai servizi VOD (Video On Demand), che, secondo lui, non dovrebbero avere la possibilità di concorrere agli Oscar.
Ora Netflix passa al contrattacco e minaccia di ritirare dal Festival ben cinque film, che anche senza la possibilità di vincere, avrebbero comunque partecipato fuori concorso. I titoli in questione sono Roma di Alfonso Cuarón (recentemente acquisito da Netflix), Norway di Paul Greengrass, The Other Side of the Wind (film perduto di Orson Welles, solo ora recuperato e completato), Hold the Dark di Jeremy Saulnier e il documentario They’ll Love Me When I’m Dead di Morgan Neville.
Le intenzioni di Netflix si fanno ancora più pesanti considerando l’importanza dei film a rischio, in particolare Roma, che segna il ritorno alla regia di Cuarón (che mancava da Gravity nel 2013) e The Other Side of the Wind, che rappresenta un’operazione unica di salvataggio di un’opera considerata persa (opera di Orson Welles tra l’altro).
Questa la dichiarazione del direttore Thierry Frémaux:“L’anno passato ero convinto che sarei riuscito a far cambiare idea a Netflix, ma non hanno rilasciato nessun film in sala. Quello è il loro modello e lo rispetto. Ma qui si parla di cinema e noi vogliamo avere in concorso film che usciranno nelle sale. Così funziona per gli amanti di cinema e Netflix deve rispettarlo.”
Siamo evidentemente di fronte ad un vero e proprio scontro ideologico. Da una parte c’è chi vuole tutelare l’esperienza della sala cinematografica, dall’altra chi sperimenta altri canali distributivi riuscendo a realizzare (questo va ammesso) film che altrove non avrebbero mai trovato dei finanziamenti. Da queste prime avvisaglie sembra che la faccenda tirerà per le lunghe.
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