Caso Weinstein: la società in bancarotta, cadono gli accordi di riservatezza

Chiunque abbia subito abusi o molestie, o che comunque abbia assistito, adesso potrà parlare senza timore di ritorsioni.

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Il caso Weinstein sembra non avere mai fine. Dopo aver dato vita alla campagna Time’s Up e al movimento #MeToo in difesa dei diritti delle donne, riguardo al quale è arrivato pochi giorni fa il parere discordante di Terry Gilliam, oggi è avvenuta un’ulteriore svolta.

La Weinstein Company ha infatti dichiarato bancarotta: dopo aver versato in condizioni economiche tutt’altro che floride, è stata in seguito incapace di sostenere le perdite dovute allo scandalo che l’ha travolta. A poco è servito il tentativo di vendere il gruppo senza passare per vie legali, i libri contabili sono finiti in tribunale nel Delaware. Ora il tentativo sarà quello di vendere tutti gli asset al fondo d’investimenti Lantern Capital, in grado di garantire un’asta al rialzo e non al ribasso. Ma per realizzare quest’accordo, la palla passa appunto al tribunale fallimentare.

Ed è proprio in questa sede che si è consumata una potenziale svolta riguardante il caso: sono infatti decaduti tutti gli accordi di non divulgazione, pattuiti da Weinstein stesso con i suoi dipendenti. In parole povere, chiunque abbia subito o assistito ad abusi o molestie, ora potrà parlare liberamente, senza alcun timore di ritorsioni.

 “L’azienda è andata in bancarotta ma siamo contenti di aver messo in atto un piano per proteggere i creditori, preservare i posti di lavoro e fare tutto il possibile nella ricerca di giustizia per le vittime. Nessuno dovrebbe aver paura di parlare, o essere costretto a restare in silenzio. Ringraziamo chi ha già parlato: le vostre voci stanno ispirando un cambiamento importante, nel Paese e nel mondo” – ha dichiarato Bob Weinstein, fratello di Harvey ed ex presidente della società.

Il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha intanto ordinato al procuratore generale di riesaminare il caso Weinstein, in merito soprattutto di una decisione risalente al 2015 di non procedere ad un processo per abusi sessuali nei confronti del produttore.

Che per anni è stato l’uomo più potente di Hollywood, in grado di decidere le sorti di molti film e di molte carriere nel mondo dello spettacolo statunitense. E che, dopo lo scandalo che ha preso piede nel Novembre del 2017, a cui sono seguite le sue dimissioni prima e ora la bancarotta della società, ora pare sul punto di essere giudicato secondo la legge. E non solo dai media.

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Sceneggiatore, nel tempo libero scrivo racconti. Credo che ogni persona abbia un universo dentro e che vada raccontato. Credo nell’empatia.

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