Hitler contro Picasso e gli altri: la Recensione dell’evento cinematografico

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Hitler contro Picasso e gli altri

ll docu-film Hitler contro Picasso e gli altri, attraverso documenti d’epoca e testimonianze autorevoli, ricostruisce la spropositata razzia di opere d’arte che il nazismo perpetrò ai danni dell’Europa.

 

Diretto da Claudio Poli e scritto da Sabina Fedeli e Arianna Marielli, Hitler contro Picasso e gli altri è il racconto documentato di un’egemonia ideologica e delle sue vittime.

“Il bisogno di costruirsi un’identità forte e assoluta diventa per gli uomini del Reich un’ossessione sempre più legata all’arte. La costruzione del mito del nazismo passa anche attraverso la ricerca di un’estetica assoluta che si rifà agli ideali classici di perfezione e così il rapporto tra arte e politica diventa centrale nell’organizzazione del nuovo impero germanico. “

Tutto ebbe inizio nel 1937 con l’inaugurazione di due mostre speculari a Monaco, una l’antitesi dell’altra: da una parte La Grande Esposizione d’arte Germanica, curata personalmente dallo stesso Fuhrer, nella quale confluirono i patrimoni d’arte classica, confiscati ai paesi occupati.

E poi Arte Degenerata: un Salon des Refusés in cui trovarono posto gli artisti messi al bando dai nazisti, come Manet e gli impressionisti, i Surrealisti,  Matisse, Chagall, Picasso, Kandiskij. L’arte degli “Ismi” come la liquida con disprezzo, Hitler. Mode passeggere, deviazioni, caos.

Hitler contro Picasso e gli altri

Dall’altra parte l’arte classica, rassicurante, eterna. Deformazione ed espressività contrapposta ad una classicità vicina allo stato.

Per i due poli, drammaticamente contrapposti, un solo curatore. O meglio, uno stesso discernitore, l’artista del Reich, Adolf Ziegler.

Fu lo stesso Fuhrer a presiedere l’inaugurazione delle prime tre grandi esposizioni di artiegermanica: nei suoi discorsi di apertura inneggiò all’arte ariana del sublime e del bello, veicolo del naturale e del sano. Dichiarò guerra agli artisti colpevoli della disgregazione culturale del paese e tuonò contro il bolscevismo culturale e i mercanti ebrei.

Le  opere delle avanguardie erano esposte in modo storto, confuso, alcune persino prive di cornice allo scopo di rendere l’esposizione generale caotica e disordinata, di sottolinearne il degrado estetico: la libertà di espressione, gli estremismi dei linguaggi dell’avanguardia erano proposti al pubblico come una minaccia all’ideologia hitleriana.

Molti artisti delle avanguardie, nonché molti collezionisti degli stessi, infatti, erano ebrei, e in questo modo il germe dell’antisemitismo, che costituiva la base della dottrina nazista, era gettato.

Hitler contro Picasso e gli altri

La connessione tra Arte e Razza, in cui venivano associate opere d’arte moderna a casi clinici umani, postulata dal nazionalsocialismo nel 1928, discendeva in realtà da una ricerca precedente, perpetrata da un medico ebreo nel 1882: Max Nordau, estimatore delle teorie fisiognomiche di Lombroso, riteneva che gli artisti del suo tempo fossero rimasti sedotti dalla nevrosi e dalla pazzia della sua epoca e che le loro opere fossero espressione di un terribile contagio generatore di arte degenerata.

Per questa ragione, se l’ebreo languido e vizioso era l’emblema dell’arte moderna, il pugile Max Schmeling fu assurto a simbolo della bellezza e del vigore ariano, ritratto come un dio greco ed esposto tra le opere classiche, insieme ai motivi famigliari e ai soggetti agresti.

600.000 le opere d’arte sottratte a privati, musei, chiese e gallerie. 100.000 quelle da ritrovare e, dietro ciascun ritrovamento, una storia difficile e dolorosa di appropriazioni indebite e morte.

Molte di queste opere strappate ai legittimi proprietari sono finite, in qualche modo, nelle istituzioni museali che si propongono di conservarle in funzione dell’interesse pubblico che rivestono. Eppure, nonostante i musei siano senza dubbio i luoghi ideali per la conservazione delle opere d’arte, proprio in considerazione del loro interesse pubblico, dall’altra parte, in quanto pubbliche istituzioni,  sono depositari dei valori della nostra società, che, senza mezzi termini, condanna il furto e l’omicidio.

Talvolta la restituzione dell’opera d’arte agli eredi si configura come un tributo minimo ad un passato doloroso.

“Questa è la storia di come Hitler depredò la grande bellezza d’Europa e di come rapì non solo vite umane ma l’espressione artistica di una cultura.”

Hitler contro Picasso e gli altri è una metastoria che si serve della voce misurata di Tony Servillo e delle immagini di repertorio. Racconta molto più di quanto promette, poiché non è solo il racconto di come il nazismo si servì dei più eminenti critici, storici dell’arte, mercanti e artisti stessi per discernere tra un’arte da salvare e una da distruggere, ma è anche la storia delle famiglie ebree che si videro private delle loro collezioni, prima che della loro libertà e della loro stessa vita.

“L’arte spesso è una chiave, un cavallo di troia, un pennello che aiuta a disegnare e cancellare dittature, il suo potere è immenso e contraddittorio. L’arte può essere un mezzo e un destino o salvare e condannare. Strumento eversivo e macchina di consenso, espressione di libertà e volto dei totalitarismi.

Hitler contro Picasso e gli altri

Nell’Europa dominata dal nazismo, molte famiglie ebree riuscirono a salvarsi vendendo intere collezioni per un visto di espatrio che allora significava la vita. Milioni di altre furono sterminate nei campi di concentramento.”

Nonostante l’utilizzo delle tecnologia Nexo Digital, questo documentario non indugia particolarmente sulle opere d’arte, non riflette quel compiacimento del dettaglio che si è notato in altri lungometraggi de La Grande Arte al Cinema, poiché Hitler contro Picasso e gli altri non è prettamente una storia dell’arte, ma è, prima di tutto, una storia di crudeltà e abusi di potere.

“Che cosa pensa che sia un artista? Un imbecille che se è un pittore ha solo occhi? Se è un musicista ha solo orecchie? O se è un pugile solo muscoli? Un artista è un politico attento agli eventi strazianti, ardenti o dolci del mondo. Com’è possibile essere indifferenti agli altri uomini? La pittura non è fatta per decorare appartamenti: è uno strumento di guerra offensiva e difensiva contro il nemico.” 

(Pablo Picasso)

Hitler contro Picasso e gli altri

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Critico d’arte contemporanea, esperto di body-art, arti performative e costume-play; appassionato di letteratura e cinema.

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