Guida agli Oscar 2018: cosa dobbiamo aspettarci dalla cerimonia

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Guida agli Oscar 2018: cosa dobbiamo aspettarci dalla cerimonia

Cerchiamo di capire che direzione prenderà la premiazione degli Oscar di quest’anno, fra attese e paure, speranze future e timori passati.

Siamo ormai vicinissimi: nella notte fra domenica e lunedì si terrà la cerimonia di premiazione dei 90° Academy Awards, i premi più importanti dell’anno in ambito cinematografico. Oltre al valore del singolo premio, che può più o meno rappresentare il valore di una pellicola o di un contributo artistico, l’importanza degli Oscar si basa sul loro essere vetrina di un’industria. Un teatro che riunisce le più grandi star del mondo, in cui si tengono discorsi, riflessioni, tributi, cercando di dare una direzione al cinema tutto.

Il recente passato ha portato con sé una serie di difficoltà e problematiche che hanno scosso il settore come non succedeva da anni. La parità dei sessi, lo scandalo molestie, le critiche al commerciale made in USA e al nazionalismo dilagante hanno minato le solide basi di un’industria che fino a poco fa riusciva a mostrare al mondo solo il proprio lato migliore. L’aria di rinnovamento che tira a Hollywood potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui la cerimonia è stata organizzata negli anni passati. Dobbiamo aspettarci messaggi di uguaglianza, testimonianze di pace e premi con una leggera connotazione politica che agli Oscar non mancano mai.

Proviamo allora ad analizzare, in base ai film candidati, lo spirito che anima questa 90° edizione degli Oscar. Non prenderemo in considerazione tutti i candidati, ma solo quelli che, per un modo o nell’altro, esprimono un’ottica precisa nelle logiche del sistema cinematografico.

La Forma dell’Acqua Guillermo del Toro

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Cominciamo con uno dei film più apprezzati (e discussi) dell’anno. Fra chi lo ritiene un capolavoro, e chi ne critica lo sfrenato citazionismo e l’atmosfera apparentemente leggera, l’opera di del Toro è riuscita ad aggiudicarsi ben 13 nomination, fallendo per pochissimo la possibilità di eguagliare il record di Titanic e La La Land. Un film atipico, una fiaba dark che analizza il rapporto fra due creature diverse eppure complementari in un’atmosfera di estrema emarginazione. Molti elementi hanno colpito l’Academy e non solo: La Forma dell’Acqua aveva già costituito un’eccezione per il Festival di Venezia, andando a vincere il premio principale pur non essendo un film “da festival”, ma oltre a questo la pellicola racconta una storia di solitudine e paura del diverso che riprende in parte i temi della modernità, mescolandoli con i riferimenti (stilistici e narrativi) degli anni ’50 del secolo scorso.

DunkirkCristopher Nolan

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Nolan è uno degli autori più affermati a livello mondiale ancora in attività. E’ riuscito nella difficile impresa di unire cinema d’autore e cinema commerciale, unendo in maniera quasi perfetta un’estetica ricercata a delle tematiche universali ed esplicitate. Eppure l’Academy ha sempre snobbato il regista inglese, che in vita sua ha collezionato, prima di Dunkirk, solo altre 3 nomination. Questa volta però, Nolan ha scelto di rinunciare ad una certa impronta commerciale per lanciarsi verso il cinema d’autore più puro e complesso, riducendo all’osso i dialoghi e le spiegazioni e curando in maniera maniacale il comparto tecnico. Dunkirk potrebbe essere il punto di svolta per il regista, che per la prima volta sembra avere conquistato gli Oscar, aggiudicandosi ben 8 nomination.

Il Filo NascostoPaul Thomas Anderson

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Il film di Paul Thomas Anderson si è aggiudicato ben 6 nomination. Il Filo Nascosto è ciò di cui il cinema ha bisogno: un film profondo, complesso, che offre molte chiavi di lettura, curato nei minimi dettagli e perturbante. Nessuno come P.T.A. riesce ad analizzare l’animo umano e le sue ombre, e nessuno come Daniel Day Lewis (alla sua ultima prestazione come attore) sa interpretare personalità deviate ed affascinanti. Una pellicola carica di tensione, pronta ad esplodere in ogni momento eppure sempre in controllo, così come la regia di P.T.A., coadiuvato da una colonna sonora perfetta. Anche qui siamo davanti a un film che la critica ha amato ma il pubblico non ha altrettanto apprezzato, che ha tutte le caratteristiche del cinema d’autore puro.

Chiamami col tuo NomeLuca Guadagnino

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Siamo arrivati all’unico film italiano presente in questa edizione, anche a causa dell’esclusione di A Ciambra dai finalisti come Miglior Film Straniero. Eppure Chiamami col tuo Nome non è affatto un film straniero in America, infatti è una produzione internazionale che compete per il Miglior Film (oltre che per altre 3 categorie). Il primo vero riconoscimento internazionale per un regista italiano che si misura già da tempo con il mondo intero, e che è rimasto sempre troppo nell’ombra nel nostro paese. Il suo non è un film su una love-story tra due uomini, come qualcuno crede semplificando eccessivamente, ma è una bellissima storia di formazione e scoperta di se stessi, immersa in un paesaggio estivo lontano dal mondo e fermo nel tempo.

Lady BirdGreta Gerwig

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Opera d’esordio della regista Greta Gerwig (già famosa come attrice in pellicole indie), è una delle sorprese di quest’anno. Un film che affronta in maniera leggera e inusuale il coming of age di una ragazza di provincia che vuole ribadire la sua indipendenza ad ogni costo. E’ chiaro che, per le tematiche affrontate, e per il suo modo di rappresentare i personaggi, Lady Bird è un’opera che ha senso in questo periodo della storia, perché interpreta magistralmente lo spirito di molti giovani nel mondo, riuscendo a rendere in maniera perfetta una mentalità diffusa. Il tutto senza lasciarsi mai andare ad un eccessivo appesantimento della carica emotiva, ma mantenendo uno spirito libero e sognante. Una pellicola che testimonia anche l’apertura degli Academy verso le produzioni indipendenti, che unisce per la prima volta pubblico e critica.

L’Ora più Buia – Joe Wright

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La seconda guerra mondiale, la vita di uno dei personaggi simbolo del ‘900, le difficoltà della politica e la volontà diretta del popolo. L’opera di Joe Wright affronta queste e altre tematiche, trasferendo sul grande schermo una storia di politica inserita nel contesto che ha portato ad una delle più grandi tragedie della storia umana, vista attraverso gli occhi di Winston Churchill. Un biopic che può vantare una regia composta ed un’ambientazione efficace, oltre alla memorabile performance di un Gary Oldman quasi sicuro di vincere la statuetta come Miglior Attore. Non possiamo negare come L’Ora più Buia giri interamente intorno all’attore e alla sua recitazione: sembra essere arrivato finalmente il suo momento.

The Post Steven Spielberg

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I limiti del giornalismo e la sua indipendenza vengono messi a dura prova ogni giorno, e dopo un periodo di apparente calma, il tema della libertà di stampa è tornato prepotentemente al centro del dibattito politico. Quale occasione migliore per Spielberg per ribadire ancora una volta l’importanza dei valori di libertà e democrazia? The Post è un film sul giornalismo e sulla sua importanza, che ricorda in maniera nostalgica il periodo in cui i giornalisti rivestivano un ruolo centrale, a differenza di adesso, ed esalta la figura del giornalista d’assalto che critica i difetti di una politica inadeguata. Spielberg sa bene come colpire l’Academy e toccare il cuore degli americani, e con questo film lo ha dimostrato di nuovo.

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri – Martin McDonagh

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L’opera più apprezzata e più esplicitamente politica dell’anno arriva direttamente da un regista inglese trapiantato in America. Parliamo di Martin McDonagh, che al suo terzo lungometraggio ha sorpreso il mondo intero realizzando una pellicola che attacca in maniera diretta i problemi dell’America di oggi. Attraverso la rappresentazione di una piccola comunità del Missouri, il regista riesce a comunicare un messaggio universale e a rappresentare in maniera incredibile le sfumature dell’animo umano. Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è scritto divinamente, e rischia di portarsi a casa un gran numero di premi dopo le 7 nomination e le importanti vittorie ai Bafta e ai Golden Globes.

Get Out – Jordan Peele

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Un altro esordiente nominato per il Miglior Film. Dopo una carriera da attore, Jordan Peele ha deciso di prendere in mano la macchina da presa per realizzare un film che attraverso un impianto thriller parla di temi quali il razzismo e lo sfruttamento visti però da una prospettiva ribaltata. Il protagonista del film si crede spesso vittima di discriminazione anche quando non lo è, mentre l’apparente razzismo viene rovesciato dal momento in cui i bianchi borghesi riconoscono la superiorità del corpo degli afroamericani. Affrontare tematiche come queste e renderle così bene in un thriller non è cosa da tutti, ecco il principale motivo della candidatura di Get Out.

Logan – James Mangold 

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L’unica pellicola non candidata come Miglior Film presente in questa lista è un cinecomic atipico, che cambia i connotati del genere grazie ad una base da film drammatico. Con una sola nomination, quella per la Miglior Sceneggiatura non Originale, Logan sfigura in mezzo ai grandi nomi citati sopra, eppure la sua candidatura rivela un cambio di direzione epocale per l’Academy. La pellicola di James Mangold è il primo cinecomic ad essere candidato per la sceneggiatura, un primato che in realtà è stato anticipato dalla vasta presenza di film tratti dai fumetti in altre shortlist, come quella degli effetti speciali. Sembra che anche gli Oscar abbiano aperto le porte al cinema più squisitamente commerciale, ed abbiano compreso che non sempre commerciale è sinonimo di mancanza di qualità.

Conclusione

Dalle nomination risulta evidente come l’Academy sia intenzionata a dare una ventata di aria fresca all’industria. I film selezionati, chi più e chi meno, sono interpreti di tematiche che riguardano la politica e l’ambito sociale moderno ed ognuno ha un motivo valido per essere presente agli Oscar di quest’anno. Sicuramente, molti dei nomi presenti testimoniano il modo in cui l’Academy si sia confrontata finalmente con le produzioni indipendenti. Oltre a Lady Bird, altri film molto apprezzati dalla critica che derivano dall’ambito festivaliero hanno ottenuto una candidatura. Come Chiamami col tuo Nome, vincitore del Gotham come Miglior Film, il premio maggiore per i film indipendenti, o Get Out, che ha vinto vari premi specializzati. Infine, l’apertura degli Oscar verso i siti di streaming online, ormai anche produttori, che aveva portato l’anno scorso Manchester by the Sea (prodotto da Amazon) alle sue 6 nomination, è confermata quest’anno dalle 3 nomination per Mudbound, prodotto da Netflix. Non ci resta che aspettare la cerimonia che si terrà il 4 marzo e sarà condotta da Jimmy Kimmel.

Leggi i nostri focus a tema Oscar per conoscere le previsioni sui vincitori, una storia dei film italiani che hanno vinto il premio, l’analisi del premio per la sceneggiatura o un approfondimento sul rapporto tra l’Academy e la critica. Tutto questo su CiakClub.it

Studente di Cinema. Faccio molte cose come fotografare, scrivere e bere ma non me ne riesce bene nessuna. Forse l’ultima un pò meglio delle altre.

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