L’assassinio di Gianni Versace: recensione ep. 1 – L’uomo da Copertina

Lo scorso Venerdì è finalmente arrivata su Fox Crime, canale 116 di Sky, American Crime Story: L'assassinio di Gianni Versace, seconda stagione dello show.

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assassinio di Gianni Versace

Circa due anni fa arrivava sugli schermi di tutto il mondo American Crime Story: Il Caso O.J. Simpson, prima stagione di una serie antologica ideata da Ryan Murphy, già autore di prodotti come Nip/Tuck, Glee e American Horror Story. Dato il grande successo di pubblico e di critica (numerosi i successi agli Emmy ed ai Golden Globe) la FX decise di ordinarne immediatamente altre due stagioni, una incentrata sull’uragano Katrina e sulle sue conseguenze ed una sull’assassinio di Gianni Versace. Il primo episodio di quest’ultima, dal titolo L’uomo da Copertina, è andato in onda lo scorso Venerdì, in Italia, sul canale di Sky Fox Crime ed è quello di cui andremo a parlare.

“Di certo non mi aspetto
Che cambiando il mio aspetto
Sarò meglio di me”

Diciamolo subito, dopo una prima stagione del genere risulta inevitabile fare dei paragoni. Il Caso O.J. Simpson è uno dei migliori prodotti televisivi degli ultimi anni grazie al perfetto equilibrio tra docudrama e analisi sociale, il tutto coadiuvato dalle splendide prove dei suoi protagonisti ed una messa in scena sempre elegante. Esordire avendo come termine di paragone uno show del genere sarebbe risultato arduo per tutti. In modo molto saggio però, L’Assassinio di Gianni Versace, prende immediatamente le distanze dal suo predecessore. Le differenze delle due produzioni sono già ben visibili, tenendo conto della versione originale, dai titoli. Da una parte abbiamo People v. O.J. Simpson, che mette subito in risalto la connotazione legal che avrà la storia ed i suoi risvolti sociali (e sociologici). Dall’altra abbiamo The Assassination of Gianni Versace, quindi il focus sarà (o almeno immaginiamo che lo sia) incentrato sull’assassinio, cosa ha portato ad esso e quali risvolti avrà. Già da questa prima puntata possiamo infatti notare il registro melodrammatico adottato per questa seconda stagione, così come la vicenda sembra focalizzata maggiormente su un numero ristretto di personaggi senza, apparentemente, nessun risvolto sociale importante. Almeno per ora.

assassinio di Gianni Versace

“Quante lingue sai, e quanti mondi racconti

L’uomo da Copertina si apre con un primo piano di Gianni Versace (Édgar Ramírez) sulle note de l’ Adagio in Sol minore di Remo Giazotto, tema portante de Il Processo di Orson Welles. Così come nell’opera di Welles anche qua si susseguono i piani sequenza che ci conducono nella reggia barocca dello stilista italiano portandoci a scoprire la sua routine mattutina. Con un montaggio alternato Ryan Murphy (qua in veste di regista) decide di mostrarci anche le gesta dell’assassino, facendoci vedere così la contrapposizione degli stati d’animi dei due protagonisti a poche ore dal loro ultimo incontro. La vittima serena, il carnefice divorato dall’ansia. Questa meravigliosa sequenza iniziale di sette minuti si conclude con l’assassinio di Gianni Versace, avvenuto la mattina del 15 Luglio 1997, e con la comparsa del titolo della serie. In seguito Murphy ci porta indietro nel tempo dando vita ad una seconda linea temporale che, immaginiamo, sarà ugualmente importante nelle dinamiche della serie. Ci troviamo nel 1990, sette anni prima dell’omicidio, e seguiamo le gesta di Andrew Cunanan (Darren Criss), il futuro assassino, intento ad un (apparentemente) primo approccio con Gianni Versace sulle note di Last Night A DJ Saved My Life. Per il proseguo di questa prima metà di puntata continuiamo con l’approfondimento della personalità del giovane Cunanan e del suo rapporto con lo stilista. Quello che balza immediatamente all’occhio è la descrizione del ragazzo, in grado di mutare completamente atteggiamento da un momento all’altro pur di accontentare il suo interlocutore, inventandosi background di volta in volta. In netta contrapposizione con questa personalità melliflua è quella di Versace, rappresentato come un genio sicuro dei suoi mezzi e ben ancorato al suo passato ed al suo presente.

assassinio di Gianni Versace

“Ciò che succedeva a casa: segreto”

Nella seconda parte si ritorna al momento dell’assassinio di Versace. Qua facciamo la conoscenza degli altri protagonisti della nostra storia: Antonio D’Amico (Ricky Martin), fidanzato dello stilista e Donatella Versace (Penélope Cruz). Capiamo immediatamente che una parte della storia si concentrerà sulle conseguenze che l’omicidio avrà sulla famiglia Versace, l’apparizione di Donatella intenta a voler mantenere i segreti tali è significativo per il proseguo.

Ryan Murphy con questo primo episodio pare aver delineato chiaramente il percorso. L’assassinio di Gianni Versace avrà le tinte di un melodramma ed il focus sarà centrato su questi tre personaggi e sul rapporto che avevano con lo stilista. I lunghi piani sequenza, la macchina da presa sempre in movimento, danno a questo episodio il giusto respiro accentuando il registro melodrammatico ma non perdendone, in modo significativo, in eleganza. L’uomo da Copertina è un episodio che cattura lo spettatore a partire dalla magniloquente scena iniziale e che punta i riflettori sui “personaggi di contorno” e non sulla vittima che pare invece essere l’epicentro attorno ai quali orbitano i veri protagonisti della serie. Scelta sicuramente interessante ma che vedremo che frutti porterà.

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Semplicemente appassionato ed affamato di tutto ciò che riguarda la cultura e l’arte popolare (nel senso letterale del termine): fumetti, libri, fotografia, tv e, ovviamente, cinema, che ne è il massimo esponente e la massima espressione.

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