Paul Haggis, il regista di Crash, accusato da quattro donne di violenza sessuale

Pare non placarsi minimamente il polverone che da mesi ormai circonda Hollywood: questa volta nell’occhio del ciclone è finito il regista e sceneggiatore canadese.

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Alla vigilia dei Golden Globe, un nuovo scandalo. Il caso Weinstein si è rivelato essere un vero e proprio vaso di Pandora che ha portato con sé altre numerosissime denunce.

Questa volta a far discutere è il caso di Paul Haggis, vincitore del premio Oscar al Miglior Film e alla Miglior Sceneggiatura nel 2006 per il film Crash – Contatto fisico, e ancora sceneggiatore di Million Dollar Baby, Casino Royale e Quantum of Solace. Il regista canadese è stato infatti accusato di violenza sessuale da quattro donne diverse.

Inizialmente è stata Haleigh Breest – addetta alle pubbliche relazioni per un’agenzia che promuove eventi sul cinema – a muovere la prima accusa, denunciando Haggis di averla portata nel suo appartamento, e averla in seguito stuprata, nel 2013.

A ciò è seguita la risposta del rappresentante legale di Paul Haggis, l’avvocatessa Christine Lepera, che ha dichiarato: “Paul non ha mai stuprato nessuno. I due avevano un rapporto amichevole, magari a volte simile a un flirt.”

Inoltre il regista ha fatto sapere di aver ricevuto una richiesta di 9 milioni di dollari di indennizzo per mettere a tacere tutta la vicenda, richiesta definita “una vera e propria estorsione”.

Così la vicenda non solo non si è placata, ma è divampata. Perché alla Breest si sono aggiunte altre tre donne, che non hanno voluto rendere nota la propria identità per paura di eventuali ripercussioni.

Una ha dichiarato di aver subito violenza mentre lavorava con Haggis ad uno show televisivo nel ’96. Un’altra accusa risale invece al 2008, quando all’uso della forza da parte dell’uomo la vittima avrebbe risposto con la fuga. Stessa dinamica nel 2015, quando un’altra donna fu costretta a scappare in taxi, da Haggis.

Insomma, possiamo soltanto attendere ulteriori sviluppi e che la giustizia faccia il proprio corso. Certo è che il polverone smosso dal caso Weinstein pare proprio non volerne sapere di diradarsi.

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Sceneggiatore, nel tempo libero scrivo racconti. Credo che ogni persona abbia un universo dentro e che vada raccontato. Credo nell’empatia.

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