Jumanji: Benvenuti nella giungla – Recensione

La recensione del nuovo film di Jake Kasdan, basato sul celebre gioco da tavola Jumanji, con protagonisti The Rock, Kevin Hart, Karen Gillan e Jack Black.

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La dose di reboot, sequel e prequel sono all’ordine del giorno nell’immaginario cinematografico contemporaneo. Stiamo assistendo da un po’ di anni, a un continuo rispolveramento di vecchie pellicole o saghe del passato da parte degli studios hollywoodiani, dove tutto lo stupore e la curiosità che ne conseguivano, oramai sta andando a dissolversi. Quest’anno ne abbiamo avuto una concreta prova, dal Kong: Skull Island di Jordan Vogt-Roberts al Power Rangers di Dean Israelite, tanto per citarne alcuni, la grande quantità di reboot non è certamente mancata. La maggior parte delle volte sono prodotti che funzionano, come Spider-Man: Homecoming di Jon Watts, arrivato ormai al secondo reboot del franchising con protagonista il ragnetto più famoso di casa Marvel, altre volte si presentano come mere trovate commerciali, e Baywatch di Seth Gordon ne è l’esempio lampante. Jumanji – Benvenuti nella Giungla, invece ponendosi tra il sequel e il reebot, riesce senza elevate pretese, a dimostrarsi un prodotto di puro intrattenimento, non dozzinale, che diverte e attrae.

Jumanji

Il precedente film del 1995, con protagonista il compianto Robin Williams e una giovanissima Kirsten Dunst, divenne un vero oggetto di culto per la generazione degli anni 90, merito anche delle innumerevoli programmazioni televisive in prima serata, tanto che in seguito fu creata una serie animata ispirata ai personaggi del film, e il libro per bambini omonimo di Chris Van Allsburg, da cui è tratto, tornò dopo tredici anni, sugli scaffali di tutte le librerie e in vetta alle classifiche. Questo nuovo Jumanji parte da dove avevamo lasciato il precedente, è il 1995 e un ragazzo trova sulla spiaggia la famosa scatola contente il gioco da tavola. Inizialmente riluttante all’idea di dover giocare con una cosa da lui ritenuta troppo vecchia, torna ai suoi videogames e la scatola in seguito si trasforma in una cartridge per console. Come il piccolo Alan nel precedente film, verrà risucchiato nel gioco, e dopo ventidue anni, quattro ragazzi troveranno la vecchia console con il gioco di Jumanji inserito, e ci si catapulteranno anch’essi, trasformati negli avatar da loro scelti.

Jumanji
Jumanji (1995)

Ognuno di loro rispecchia uno stereotipo del teen-drama americano alla Breakfast Club, abbiamo il protagonista geek, lo sportivo trionfante ed aitante, la loser studiosa che non sa come comportarsi con i ragazzi e la bella e superficiale ragazza bionda, che passa le giornate tra selfie e chat. Il loro viaggio dentro la giungla di Jumanji, sarà da monito per appurare più coscienza di loro stessi e abbattere i confini mentali e i pregiudizi verso gli altri ritenuti diversi da loro. Questa volta non è la giungla che funestamente si riverbera per le strade delle città, uscendo dal gioco e creando scompiglio, ma sono i protagonisti ad immergersi nelle vicende di Jumanji, perdendo ogni contatto con la realtà, una metafora sagace di una realtà virtuale che si sta lentamente insinuando nel nostro immaginario collettivo. Se negli anni 90 il pensiero comune voleva i media audio-visivi e ludici, come portatori di immaginari da emulare nel mondo reale, nel 2017 con l’avvento dei social, delle community online e la commercializzazione dei visori VR, con tutto quello che ne consegue, ha spostato la questione sul modo in cui l’essere umano si comporta e costruisce la sua identità e immagine, no nella società tangibile, ma nell’universo simulato. La scelta di trasformare i ragazzi nei quattro avatar, prendendo le fattezze degli attori Dwayne ‘The Rock’ Johnson, Kevin Hart, Karen Gillan e Jack Black, risulta una scelta abbastanza azzeccata e consona al tempo. Ognuno di loro diventa l’opposto di quello che veramente è nella realtà, e solo così avverrà il processo di maturazione e crescita personale seguito dai ragazzi durante tutto il film. Jumanji, infatti, racconta un’avventura avvincente fatta di livelli da superare, animali selvaggi da cui scappare, e nemici in motocross armati di fucile a pompa con cui combattere, ma principalmente parla di amicizia e crescita. Nel film del 1995 il tema era la famiglia, intesa come quella da noi scelta, che legava i protagonisti, in questo è l’amicizia il sentimento che nel corso del film porta il gruppo dei quattro giovani al proseguimento del gioco. Un continuo riscoprire se stessi e le altre persone.

Jumanji
Jack Black è Shelly Oberon

Il Quartetto di attori è ben consolidato, ognuno di loro dona grandi dosi di adrenalina e divertimento. Jack Black nuovamente si dimostra il punto di forza del film, il suo cartografo Shelly Oberon che si muove e parla come la ragazza dentro il suo avatar, è il principale protagonista dei momenti più esileranti.  Johnson e la Gillan, calzano completamente la parte dei due nerd tutto muscoli, l’unico che rimane sottotono, ma non troppo, è Kevin Hart con il suo zoologo Moose Finbar. Il personaggio meno riuscito e meno sviluppato, è il villain principale, John Hardin, interpretato da Bobby Cannavale, che rimane così troppo spesso fuori dall’intreccio della trama tanto da essere dimenticato ai fini dell’andamento della narrazione, contrariamente al temibile cacciatore Van Pelt del precedente film.

Jumanji
Il cast di Jumanji: Benvenuti nella giungla

Jake Kasdan, il regista, riesce a mantenere un ritmo costante ed elevato, ma non osa tanto rispetto a una commedia d’azione del genere; togliendo poche scene valide, il restante film si porge, sul piano visivo e tecnico, sul già visto e il prevedibile. Con delle ambientazioni del genere e un The Rock parecchio carico, avrebbe potuto puntare su scene d’azione più entusiasmanti ed esagerate. Questo non toglie la validità di Jumanji – Benevenuti nella Giungla come un film ad’ elevato livello d’intrattenimento, che si discosta abbastanza dal precedente omonimo del 1995, affermandosi come un sequel/reebot vivace, piacevole, godibile ma che poteva puntare leggermente più in alto. Comunque divertente.

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Nato a Roma, classe 1991.
Non molto bravo nelle autodescrizioni.
Sono un semplice appassionato a qualunque genere di immagine-movimento sullo schermo.

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