L’attesissimo Black Mirror 4 è finalmente stato pubblicato sulla piattaforma Netflix. Le sei puntate sono già disponibili e gli spettatori più incalliti hanno già guardato molti degli episodi. Soffermiamoci però ad analizzare la seconda puntata intitolata “Arkangel”.

Da ciò che già si è evinto dai trailer di Black Mirror 4, pubblicizzati qualche mese fa, il comun denominatore delle puntate della serie è rimasto invariato. L’espressione inequivocabile del prodotto Netflix resta infatti l’uso e il sopruso di una tecnologia leggermente più avanzata di quella che conosciamo ai giorni nostri. In particolare la narrazione sembra sempre voler vertere verso l’impatto sociale che le nuove scienze tecnologiche hanno, ponendo i protagonisti delle puntate in situazioni limite in cui difficilmente si sarebbero trovati, se non per colpa dei nuovi tool della tecnologia moderna.

black mirror 4

Ed ecco che Black Mirror 4 non rinnega la sua solita firma stilistica. Nella sua seconda puntata mette nel calderone tre ingredienti: una bambina, una madre iperprotettiva e un software capace di spaziare le sue capacità dalla localizzazione GPS al controllo visivo della vita di una persona. Inutile dire che come in tutte le situazioni davanti alle quali questa serie ci mette, anche questa volta la novità del sistema denominato Arkangel sembra essere molto utile e talvolta indispensabile. Ma il senso di alienazione condito con una buona dose di inumanità, fa scattare la scintilla di un primo turning point che si rivelerà fatale.

Con Black Mirror 4, il focus è stato decentrato notevolmente; dal raccontare una società malata che gode vedendo gente soffrire, che non si fa problemi a rovinare la vita a qualcuno perché l’interazione è affidata al click di un mouse, questo nuovo Black Mirror vuole isolare il comportamento e il pensiero dei singoli uomini, che nella loro quotidianità scelgono di fare uso delle nuove tecnologie. Ciò che avviene naturalmente è che mettendo uno strumento potente nelle mani fragili di una donna instabile, si crea un effetto domino che porta, prima o dopo, a precipitare nel baratro di una situazione incontrollabile, che potrà finire solo nel peggiore dei modi.

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black mirror 4

Considerando la nuova stagione e confrontandola con le tre precedenti, salta subito all’occhio che la narrazione è stata notevolmente edulcorata, forse per permettere la visione a un bacino d’utenza maggiore. In questa seconda puntata di Black Mirror 4, in particolare, si possono trovare delle analogie con alcune delle storie che avevano già sconvolto il pubblico negli episodi passati, risultando quindi leggermente ripetitiva. Questo però non toglie il fatto che regia e fotografia sono stati curati nel dettaglio e che la componente attoriale è di ottimo livello.

Per valutare dettagliatamente Black Mirror 4 però serve avere uno spettro visivo maggiore, che possiamo ottenere solo guardando la stagione nella sua interezza. Per cui mettetevi comodi e non perdetevi nemmeno una puntata.

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Simone Ras Radaelli

Simone Ras Radaelli

INT - CASA - NOTTE È notte fonda. Simone, sceneggiatore ossessionato dal suo lavoro, sta battendo a macchina la sua ultima idea. Quando qualcuno bussa alla sua porta...

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