La Disney ha ridoppiato il personaggio di Louis C.K. in Gravity Falls

Dopo gli scandali sessuali che lo hanno coinvolto, anche la Disney prende le distanze da Louis C.K.

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Louis C.K. in Hilarious (2010)

Il mostro di Gravity Falls cui Louis C.K. aveva prestato la voce nel 2015 è stato ridoppiato. La decisione è stata presa in seguito agli scandali sessuali che hanno coinvolto il comico di Boston.

Un portavoce di Disney Channel ha dichiarato a The Wrap che il creatore/produttore esecutivo della serie, Alex Hirsch, risulta ora nei crediti come la voce di The Horrifying Sweaty One-Armed Monstrosity, un mostro fatto di una testa priva di corpo con un braccio attaccato. Louis CK lo ha doppiato in 2 episodi – Oscurmageddon e Oscurmageddon 3:Riprendiamoci Gravity Falls – andati in onda fra il 2015 e il 2016.

<<Il ruolo è stato ridoppiato all’incirca un mese fa e le nuove versioni degli episodi sono già presenti nei palinsesti di Disney XD di tutto il mondo>> ha dichiarato il portavoce.

Questa la versione originale con Louis C.K.:

Questo lo spezzone con la nuova voce:

Il ridoppiaggio è solo l’ultima delle numerose prese di distanza dal comico. La serie animata The Cops, di cui Louis C.K. era co-autore, è stata sospesa a tempo indeterminato dalla TBS. Netflix, invece, ha annullato la produzione di uno special di stand up comedy e ha rimosso dal suo catalogo tutti gli spettacoli e la serie Lucky Louie.

Sorte particolare, invece, quella toccata a I Love You, Daddy. Il lungometraggio, scritto, diretto, prodotto e interpretato da Louis C.K. è stato presentato all’ultimo Festival del Cinema di Toronto il 9 settembre di quest’anno, ben accolto, inizialmente, dalla critica internazionale.

Louis C.K. in I Love You, Daddy

Dopo i noti scandali, la pellicola sta cominciando a ricevere pessime recensioni, specialmente a causa del soggetto. La storia vede, infatti, i tentativi di uno sceneggiatore televisivo di successo, Glen Topher (Louis C.K.), di evitare che sua figlia diciassettenne (Chloe Grace Moretz) s’innamori di un regista sessantottenne (John Malkovich).

I rimandi allo stile e all’estetica di Woody Allen sono evidenti, come testimoniato da un bianco e nero che dona a New York un tocco à la Manhattan, ma ciò non è bastato ad evitare l’indignazione di una parte della stampa specializzata, che sta tentando di affrescare il comico come un mostro e che sicuramente, in questo periodo, non ha difficoltà a trovare gli appigli per farlo.

Per mettermi i piedi in testa ci vuole Ben Affleck

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