Quando un attore supera i propri limiti

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Fare cinema è uno dei lavori più stimolanti e stressanti che esistano. Tra le decine di maestranze e specialità che si possono affinare lavorando dell’industria del cinema, ne rimarrà sempre una che spicca tra tutte: l’attore. Visti da tutto il mondo come le Stelle indiscusse del cinema, è luogo comune credere che la vita di un attore sia tutto rose e autografi. È certo che tra tutti quelli che lavorano nell’industria, rimangono i più celebri, ma soffermandosi a pensare alle motivazioni che li rendono così incredibilmente famosi, ci si rende conto che svegliarsi ogni mattina ed essere una persona diversa, non è ciò di più semplice al mondo.

Uno sceneggiatore deve scrivere una storia che appassioni, un regista deve prenderla e tradurla in immagine. L’attore è un portatore di emozione. Quindi la domanda spontanea è come può un attore traghettare un’emozione senza esserne travolto a sua volta? La risposta è: non può!

Grazie ad anni di studio su metodi attoriali teatrali e cinematografici, un attore ha la possibilità di affidare il proprio corpo alla tecnica. Questo rende l’interpretazione credibile, ma talvolta superficiale. Spesso si incappa in emozioni semplificate che rischiano di non coinvolgere emotivamente il pubblico. Ed è così che molti metodi hanno scavato nel profondo per farne uscire il nocciolo più vivido dell’emozione, dando modo all’attore di mostrare uno spettro emotivo reale che tutti percepiscono. Questo però lo spinge a forzare in ogni modo sé stessi e spesso ad avvicinarsi, o addirittura a superare i propri limiti per interpretare una parte.

Prendiamo ad esempio alcune performance che hanno sconvolto e infervorato il pubblico.

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Non c’è persona al mondo che non ha amato l’esecuzione del ruolo di Joker nel film “Batman il cavaliere oscuro”. Dopo una proficua e variegata carriera attoriale, Heath Ledger è stato selezionato per ricoprire questa veste. Guardandosi alle spalle, sapeva di aver avuto un rivale difficile da emulare. Jack Nicholson aveva infatti a sua volta interpretato quel ruolo e, si sa, tra tutti gli attori di Hollywood lui è senz’altro uno a cui il ruolo del pazzo viene con naturalezza. Proprio Nicholson, in un colloquio con Heath Ledger, aveva cercato di mettere in guardia l’attore redarguendolo sulla complessità di entrare nella mente di uno psicotico criminale. Data la storia nota a tutti, Ledger non è riuscito a schermarsi dal suo personaggio, finendo col morire per lui. Durante la preparazione di Joker, Heath ha indossato fino in fondo le vesti dello spaventoso rivale di Batman. Per mesi è rimasto chiuso nella sua stanza d’albergo, tenendo un diario con incollate le foto di Joker, in cui annotava pensieri e sensazioni. Non ha dormito per un mese e gli ospiti dell’albergo dicono che dalla sua stanza si sentivano spesso delle risate isteriche. Le stesse risate che poi hanno caratterizzato il Joker del film. Alla fine della sua preparazione, Heath non era più Heath. Nelle scene del film, si nota chiaramente come l’attore sia riuscito a modificare la sua espressività per dar vita al personaggio. Questo ruolo lo ha reso immortale, portandolo però alla tragica fine che conosciamo.

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Il collega amico/rivale di Joker nel Cavaliere Oscuro, Christian Bale, è un altro attore dall’incredibile dedizione. Il suo lavoro sul personaggio è un perfetto connubio tra fisicità e psiche. Come molti sanno, Bale è famoso per le sue repentine modifiche fisiche. Durante la preparazione per “The Machinist”, l’attore era arrivato a pesare solamente 54kg, oltre a dormire poche ore a notte. Mangiava solo una scatoletta di tonno al giorno. In meno di 5 mesi dalla fine delle riprese ha cambiato radicalmente il suo organismo prendendo 45kg di massa muscolare per eseguire il ruolo di Batman nel film “Batman Begins”. Anche in questo caso l’attore si immerge completamente nella mentalità del personaggio riuscendo a modificare i propri tratti caratteristici, la propria comunicatività, la propria persona.

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Per continuare questa breve lista di eccellenze, portiamo ad esempio un altro trasformista: Daniel Day-Lewis. Daniel è considerato l’attore più folle di Hollywood. Pur a discapito della propria salute fisica, l’attore non abbandona mai i suoi personaggi. In tutti i film in cui è presente, vediamo una persona diversa, con dei lineamenti differenti, con uno sguardo disparato. Tra le sue numerose performance, possiamo analizzare il suo ruolo nel film “My left foot”. Durante le riprese, l’attore premio Oscar si è rifiutato di camminare, muovendosi solamente grazie alla sua sedia a rotelle. Mentre le riprese continuavano, il personaggio si modificava sia sullo schermo che dietro alle quinte. L’attore è arrivato a non muoversi più, incrinandosi due costole e facendosi imboccare per mangiare.

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Alcuni attori durante l’immedesimazione nel personaggio, arrivano quasi a dimenticare chi sono. Assorbono totalmente il carattere, gli usi, gli stati d’animo del proprio personaggio. Un caso particolare lo troviamo in Jim Carrey nella sua esecuzione nel film “Man on the Moon”, film che racconta la vita del comico Andy Kaufman. Jim, allora, attraversava un periodo di depressione. Quando ha ottenuto la parte, ci si è calato completamente, trasformandosi in Kaufman e interpretandolo 24 ore al giorno. Si dice che il comico avesse un cattivo odore, così la trovata di Jim fu di avere sempre con sé un pezzo di formaggio, conservato nella tasca della giacca. Al termine delle riprese, tempo in cui l’attore dice di essersi sentito galvanizzato, pieno di vita e gioia, la depressione lo ha travolto. Jim aveva introdotto in lui il personaggio così dettagliatamente, che aveva debellato il suo malessere.

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Ci sono decine di esempi di attori capaci di spingersi al proprio limite, troppi per citarli tutti nella maniera in cui si meritano. Attori che hanno contribuito a scrivere la storia del cinema grazie alla loro recitazione come Charlize Theron e la sua trasformazione in “Monster”, Min-Sik Choi che si è auto ustionato per interpretare “Oldboy”, Al Pacino che durante le riprese di “Serpico” ha cercato di arrestare un camionista, Robert De Niro con i suoi cambiamenti fisici e gli incontri di boxe (Toro Scatenato). Proprio De Niro, ha guidato per mesi un Taxi notturno a New York per interpretare “Taxi Driver” e quando un passeggero lo riconobbe, lui rispose: “La vita degli attori: un anno vinci l’Oscar e quello dopo sei a guidare un taxi”.

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