JIM & ANDY: due attori straordinari

Il documentario Netflix Jim & Andy: The Great Beyond, ripercorre a distanza di anni il dietro le quinte del film Man on the Moon di Miloš Forman e il rapporto tra Jim Carrey con il personaggio e la vita di Andy Kaufman.

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Jim & Andy: The Great Beyond
Jim & Andy: The Great Beyond

Chiedersi chi sia stato realmente Andy Kaufman è una domanda alquanto problematica e vana. La personalità e l’ironia mostrata in scena non scindevano mai con il suo io privato, perché uscendo e rientrando continuamente dalla quarta parete, allacciava un rapporto così personale e singolare con lo spettatore da perpetuare dubbi sulla veridicità delle sue azioni. Kaufman è stato uno showman a trecentosessanta gradi, sempre riluttante dell’etichetta da comico consueta; si contraddistinse per il suo umorismo anticonvenzionale e per i suoi spettacoli sui generis, andando spesso contro il favore del pubblico e dei suoi produttori. Un’artista che vedeva oltre alla semplice gag o all’usuale imitazione comica, riteneva poco divertenti i ridondanti sketch dei suoi colleghi, lui voleva avvicinarsi al suo pubblico non empaticamente, ma sconvolgendolo, provocandolo, facendolo alzare dalla poltrona per aggiustare il televisore da anomalie da lui stesso inserite appositamente nei suoi show. La sua carriera è stata così controversa che si è tinta di leggenda, molti suoi stimatori non sono ancora convinti della sua morte, interpretata come una sua ennesima performance, caratteristica della continua fusione tra arte e vita che manteneva tra il quotidiano e il palcoscenico.

Andy Kaufman
Andy Kaufman

Il regista Miloš Forman nel 1997 decise di raccontare questa particolare personalità con un film incentrato su tutte le molteplici sfaccettature dell’attore. Man on the Moon, prendendo spunto da una canzone dei REM del 1992, si distoglie dal classico biopic da cui siamo abituati, ma si presenta come un vero e unico tributo a Kaufman, alla sua carriera e alle persone che hanno realmente vissuto accanto a lui. Sul set sono costantemente presenti la sua famiglia, il suo fidato coautore Bob Zmuda, il suo manager George Shapiro, la fidanzata Lynne e il cast di Taxi, sitcom andata in onda dal 1978 al 1983 sull’ABC, riprendendo a distanza di anni i loro celebri ruoli. Per il ruolo chiave, Forman aveva inizialmente altri nomi in mente, ma quando vide un provino consegnato da Jim Carrey stesso, non poté fare altre scelte. Perché mai nessuno come lui avrebbe potuto letteralmente far tornare in vita un personaggio come Kaufman. Quello stesso sguardo ingenuo e malinconico, quegli occhi sbarrati rivolti allo spettatore, che lo interpellano e lo perturbano, quel repentino modo di cambiare intonazione vocale ed espressività, il suo essere sempre imprevedibile e mai consono al contesto, sono tutte qualità che troviamo sia in Andy Kaufman che Jim Carrey. Un fil rouge che lega i due attori nel tempo, oltre l’essere nati nello stesso giorno, rendendoli unici ed essenziali, due artisti che vivono al cento per cento quotidianamente la loro arte e drammaturgia.

Jim Carrey in Man on the Moon (1999)
Jim Carrey in Man on the Moon (1999)

Jim Carrey vincerà un Golden Globe come miglior attore per la sua interpretazione di Kaufman, e dopo diciotto anni insieme al regista Chris Smith, torna a parlare di quell’esperienza con il documentario Jim & Andy: The Great Beyond, pubblicando materiale di archivio inedito che documenta il suo lavoro durante le riprese del film di Forman. Carrey mette da parte tutta la sua persona e i suoi problemi per calzare totalmente le vesti di Kaufman. Si fa chiamare da tutta la troupe e cast ‘Andy’, parla e si atteggia come lui, si rapporta con i suoi vecchi amici come si sarebbe rapportato Kaufman stesso, si immerge nella sua personalità dissipando il più possibile la propria. Lo stesso fa con Tony Clifton, personaggio bizzarro e folle nato dalla mente di Andy Kaufman, suo alter-ego divenuto celebre per le uscite e atteggiamenti rudi e altisonanti, ma soprattutto per i dubbi sulla sua identità, dovuti al fatto che i due spesso sono comparsi assieme sul palco e alle continue esibizioni di quest’ultimo dopo la morte di Kaufman. Analogamente, Carrey si arma di baffi, parrucca e occhiali scuri, e porta Tony Clifton sul set, irrompendo negli studi, urlando alle persone volgarmente e creando disagi alle riprese.

Tony Clifton
Tony Clifton

Libero da qualunque imposizione, ridà vita a Andy Kaufman in toto, spiritualmente oltre che fisicamente, lavorando come lui avrebbe fatto e essendo al contempo l’attore stesso. Un’interpretazione fuori dagli schemi, vissuta in prima persona, di un attore che ha fatto dell’inusuale e dell’imprevedibile il suo marchio di fabbrica, una fusione metafisica tra personalità uniche ma complementari. Due tra i personaggi più rappresentativi di quella categoria di interpretazioni che fonde prestazione e vita reale, restituendo allo spettatore un’esperienza ambigua e inconsueta, dal momento che dalla convenzionalità dei compiti dell’attore cerca costantemente di divincolarsi.

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Nato a Roma, classe 1991.
Non molto bravo nelle autodescrizioni.
Sono un semplice appassionato a qualunque genere di immagine-movimento sullo schermo.

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