L’importanza di chiamarsi Star Wars. Premesse e hype per Episodio VIII

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Siamo nella settimana di Star Wars. Cosa ci siamo lasciati alle spalle e cosa ci aspetta il futuro, in questa analisi ricca di speranze.

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Prima di iniziare, vorrei introdurre con voi il discorso intorno all’hype. Questo ci aiuterà a capire alcune cose e a dare senso all’editoriale di questa settimana. Partiamo quindi da qui, da questa parola che ormai è entrata nel nostro vocabolario e nel nostro immaginario, un po’ come “spoiler”. Ma se questa ha praticamente sempre un’impronta negativa, l’hype è solitamente legato a qualcosa di positivo, di bello. Guardiamo quindi all’hype – non considerando il suo significato letterale – come una grande attesa, qualcosa che aspettiamo da tanto tempo e che dentro noi crea curiosità, interesse e un’estrema voglia di vivere quel momento. Per restare in tema con questo periodo, è come quando un bambino aspetta il Natale. E, diciamocelo, torniamo tutti un po’ bambini quando si parla di Star Wars.

È aumentato alle stelle l’hype di milioni di appassionati quando è stato annunciato che la Disney aveva intenzione di produrre una nuova trilogia sulla saga di fantascienza più famosa della storia, hype e curiosità aumentati dall’annuncio di altrettanti spin-off ambientati nello stesso universo. E alla vigilia di Episodio VIII è proprio questo che abbiamo come premesse: un film che ha iniziato la nuova trilogia e un film spin-off. Contro, forse, tante aspettative è stato il secondo a riscuotere più successo. Se infatti sono stati tanti i mal di pancia per “Il Risveglio della Forza” visto come un patetico remake pieno di fanservice, “Rogue One” è stato un successo di pubblico e di critica. Quel qualcosa di nuovo e diverso che tanto abbiamo auspicato per l’episodio VII, ci è arrivato solo un anno dopo con quell’insospettabile spin-off che in molti snobbavano.

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Quindi arriviamo all’Episodio VIII, “Gli Ultimi Jedi”. Nell’ultimo capitolo abbiamo rivisto i nostri vecchi personaggi e i nuovi personaggi che hanno costruito qualcosa, qualcosa di già visto, ma è comunque qualcosa. Rey è l’eroina femminile di cui avevamo bisogno, concettualmente moderna e adatta al ruolo che gli è stato affidato. È su lei che costruiamo la nuova storia ed è da lei che ripartiamo con questo nuovo film. Un film che quindi DEVE avere le buone idee che hanno accompagnato Rogue One e che allo stesso tempo DEVE dare un senso a questa trilogia. In un certo senso è proprio questo il film che ci dirà che se voler continuare questa storia sia stata una mossa vincente o meno. Dopo essere rimasti tutti vittima della mossa commerciale del precedente film, ci sono milioni di fan da accontentare.

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Sicuramente un obiettivo non semplice. Quando hai a che fare con un pubblico così ampio e selettivo, mettere tutti d’accordo è un’impresa ardua se non impossibile. In generale, noi nerd siamo difficili da accontentare. Abbiamo grosse aspettative, vogliamo saltare dalla poltrona del cinema ed emozionarci. Non ci basta che venga svolto il compitino, abbiamo bisogno di nuovi stimoli, nuove prospettive, di qualcosa che sia inedito e mai visto ma che al tempo stesso mantenga in pieno lo spirito di Star Wars. Vogliamo sapere che fine avesse fatto Luke, chi sono i genitori di Rey e perché abbia questo enorme potere, chi sono gli ultimi Jedi e quale sarà il loro destino e tutto questo ci deve sorprendere e soddisfare allo stesso tempo. Siamo decisamente difficili da accontentare. Ma come ho detto all’inizio, quando si parla di Star Wars, si torna tutti un po’ bambini, più o meno grandi che siamo. I capricci fanno parte anch’essi dell’infanzia.

Guarda anche le foto della premiere.

Poliedrico, inconsueto, duttile, eclettico e portentoso scrittore a cui piace usare aggettivi di cui non conosce il significato. Mi appassiono a tante cose, in diversi periodi. La passione per il cinema però non vuole più andare via.

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