John Carpenter ha approvato la sceneggiatura del reboot di “Fuga da New York”

Il regista americano appare soddisfatto del lavoro di sceneggiatura di Neal Cross

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Nuovi dettagli dietro il reboot di Fuga da New York. La sceneggiatura, affidata all’inglese Neil Cross, è stata approvata da John Carpenter, regista del primo episodio risalente al 1981.

In un’intervista a Deadline Cross ha dichiarato: <<Una delle frasi più terrificanti che abbia mai sentito in vita mia è stata “Abbiamo dato lo script a John Carpenter”. Mi sono trascinato in giro per 3 giorni, ma alla fine abbiamo ricevuto la sua benedizione. L’approvazione del mio lavoro era tutto ciò di cui avevo bisogno>>.

Diversi elementi sono finora trapelati a proposito del nuovo film. Sappiamo che sarà un prequel e che Snake Plissken non indosserà l’icononica benda all’occhio sinistro. Il reboot avrà lo scopo di dar nuova linfa al brand, un po’ come avvenuto più recentemente con “Il Pianeta delle Scimmie”, altro prodotto targato FOX.

Ancora nessuna conferma riguardante il cast, che nell’originale poteva vantare attori come Kurt Russell, Lee Van Cleef e il recentemente scomparso Harry Dean Stanton. Il reboot verrà diretto da Robert Rodriguez, già autore di successi come Sin City e Machete.

L’originale di Carpenter vedeva Kurt Russell come protagonista, incaricato di salvare il presidente degli Stati Uniti precipitato con il suo aereo in una Manhattan distopica e futuristica, ridotta ad un enorme carcere, posta in isolamento rispetto al resto degli USA.
L’atmosfera dark e il particolare taglio dato alla storia ne fecero uno dei cult degli anni ’80. Ispirò diversi registi e lo stesso Carpenter volle, anni dopo, farne un seguito.

Fuga da Los Angeles uscì nel 1996 accompagnato da grandi aspettative. Ciononostante il sequel si rivelò un flop al box office, incassando 25 dei 50 milioni spesi per realizzarlo. Anche la stampa specializzata non fu gentile. Ad oggi detiene un gradimento del 52% su Rotten Tomatoes. Le critiche maggiori vennero rivolte alla storia, vista come una pallida copia dell’originale, e all’atmosfera poco consistente, caratterizzata da tratti comici alternati a momenti esaltanti per niente convincenti.

Per mettermi i piedi in testa ci vuole Ben Affleck

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