10 attori imprigionati nel loro ruolo più famoso

Attori imprigionati in ruoli iconici: quello che doveva essere un trampolino di lancio verso la fama, si è trasformato nella tomba della loro carriera artistica. Ecco cosa succede quando un volto finisce per diventare una maschera. Scopri la nostra top 10 di attori rimasti ingabbiati in un ruolo!
Elijah Wood (Frodo Baggins), Hayden Christensen (Anakin Skywalker), Mark Hamill (Luke Skywalker), Millie Bobby Brown (Undici) e Daniel Radcliffe (Harry Potter) fra gli attori imprigionati nel loro ruolo più iconico

Ieri, 28 gennaio 2024, Elijah Wood compie 43 anni. Per molti di noi si tratta di un duro colpo, se chiudiamo gli occhi riusciamo a immaginarcelo ancora nei panni di un giovane Frodo…ma quello era il 2003, a più tardi. E poi? Qualcuno di voi ricorda cos’altro ha fatto? Se non vi viene in mente nulla, non preoccupatevi. Purtroppo, Elijah Wood è uno di quegli attori imprigionati in un ruolo così famoso da oscurare il resto della sua carriera attoriale, tanto il suo passato, quanto il suo futuro. Eh già, non sempre è una fortuna interpretare un personaggio iconico.

C’è il rischio che il pubblico crei un’associazione talmente forte tra attore e personaggio che le due parti diventino indistinguibili e il viso dell’attore si trasformi in una vera e propria maschera. Insomma, dopo Il Signore degli Anelli, Elijah Wood e Frodo Baggins erano diventati la stessa persona e nessuno voleva fare un film per la cui intera durata l’unico pensiero del pubblico sarebbe stato “ehi, ma quello è lo hobbit!”. Oggi, affrontiamo la tematica scottante degli attori rimasti prigionieri dei loro ruoli più iconici, vittime di una fama che li ha resi immortali, ma tarpando loro le ali.

Elijah Wood

Frodo Baggins in una scena del film Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello e il suo interprete Elijah Wood

Iniziamo col nostro festeggiato. Wood recita per la prima volta da protagonista ne Le avventure di Huck Finn, adattamento Disney del 1993 dell’omonimo romanzo. L’anno successivo, la sua performance in The War gli vale il plauso di Roger Ebert, che lo definisce come “l’attore più talentuoso, fra i suoi coetanei, nella storia di Hollywood”.  Il ruolo da protagonista ne Il Signore degli Anelli, quindi, doveva essere il trampolino di lancio nello stardom secondo la cronaca di una carriera da urlo annunciata. Quasi tutti gli attori comprimari erano nomi già noti, erano Elijah e gli altri tre hobbit (Sean Astin, Billy Boyd e Dominic Monaghan) ad avere tutto da guadagnare.

E invece tutto è colato a picco. Peter Jackson, in pochi anni, ha concluso una delle più iconiche trilogie cinematografiche di sempre, imprimendo nel volto dell’ancora poco noto Elijah Wood le fattezze di Frodo. Wood non ha mai abbandonato il cinema, ma si è trovato relegato a ruoli secondari a causa del suo aspetto fin troppo iconico, o protagonista ma in piccole produzioni. Stando alla ultime notizie, però, Elijah Wood sarebbe stato scelto come protagonista per la nuova pellicola di Ant Timpson…che sia giunto il momento della rivalsa?

Daniel Radcliffe

Harry Potter in una scena del film La pietra filosofale e il suo interprete Daniel Radcliffe

Harry Potter, per molti di noi, ha rappresentato l’infanzia; per Daniel Radcliffe, si tratta della sua intera vita. Daniel ha soltanto undici anni quando il futuro regista de La pietra filosofale Chris Columbus lo vede interpretare David Copperfield a teatro e dice “Questo è quello che voglio. Questo è Harry Potter.” Dal 2001 al 2011, Harry Potter rende Daniel Radcliffe una star a livello mondiale e uno dei volti più riconoscibili di sempre, sormontato da un paio di occhialetti tondi.

Daniel, però, non limita la sua carriera alla saga della Rowling. Parallelamente al lavoro davanti alla cinepresa, Daniel porta avanti la sua attività teatrale, recitando con nomi del calibro di Kenneth Branagh e Carey Mulligan e ricevendo il plauso della critica. Passa poi a Broadway, le assi del palcoscenico non conoscono segreti per lui, ma la sua carriera cinematografica è in stallo. Lui è Harry Potter, il mondo si rifiuta di dimenticarlo. Anche a lui toccano ruoli di secondo piano, spesso in produzioni indipendenti. Tra i suoi ultimi lavori Swiss Army Man (primo film dei registi primi Oscar di EEAAO), la show Miracle Workers e il biopic dedicato a “Weird Al” Yankovic, tutti passati in sordina.

Nonostante ciò, Daniel Radcliffe è forse il più fortunato dell’intero cast di ragazzini britannici che hanno animato la scuola di Hogwarts. Nessuna di quelle giovani promesse è poi realmente sbocciata (con le notabili eccezioni di Robert Pattinson e Emma Watson), sono tutti rimasti ingabbiati nei loro ruoli da Grifondoro, Serpeverde, Corvonero, Tassorosso…un vero peccato!

Hayden Christensen

Anakin Skywalker in una scena del film Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith e il suo interprete Hayden Christensen

Il rapporto tra i fan di Star Wars e la trilogia prequel è, tutt’oggi, un argomento molto delicato. Col tempo, però, i giudizi sui primi tre capitoli (narrativamente parlando) di Guerre Stellari sono stati ammorbiditi. Vedere Hayden Christensen riprendere il ruolo di Anakin Skywalker in show come Kenobi o Ashoka a molti scalda il cuore di nostalgia, è come rincontrare un vecchio amico. Oggi sorridiamo a guardarlo duellare con Ewan McGregor come ai vecchi tempi, ma ammettiamolo: non siamo sempre stati così gentili.

Il trattamento riservato dai fan di Star Wars alla performance di Hayden Christensen nei capitoli II e III dei prequel è stato brutale. Anche la critica non si mostrò entusiasta delle sue doti attoriali, seppur ammettendo che i dialoghi di Lucas non aiutassero la sua situazione. In pochi anni, Hayden Christensen divenne uno degli attori più detestati di sempre proprio a causa del backlash causato dai fan e la sua carriera, invece di decollare come uno starfighter, precipitò nell tana del Sarlacc.

Non c’è modo né ragione di giustificare la ferocia con cui i fan si scagliarono contro Christensen. Tuttavia, anche riguardando i prequel senza astio nei confronti dell’attore, bisogna ammettere che non si trattasse di un grande talento generazionale. Forse, con Hayden Christensen, non è il caso di parlare di prigione attoriale che gli ha impedito di spiccare il volo. Si potrebbe quasi dire, invece, che Christensen abbia avuto fortuna nell’ottenere la parte di Anakin. È stata la sua chance di entrare nella storia del cinema, pur essendo un attore tutto sommato mediocre.

Mark Hamil

Luke Skywalker in una scena del film Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza e il suo interprete Mark Hamill

Restiamo in tema Star Wars, e, dopo aver parlato di Anakin, spostiamoci su Luke Skywalker, l’eroe della trilogia originale, colui da cui tutto è partito. Ancora una volta, ci saremmo aspettati che Mark Hamill, la star dello show, avrebbe raccolto i migliori frutti dalla sua partecipazione a uno dei film più famosi di sempre. Purtroppo, è stato Harrison Ford, con il suo Han Solo, a catalizzare l’attenzione su di sé, lasciando Hamill nell’ombra. Ma non dispiacetevi troppo per lui, perché l’attore ha saputo approfittare del buio.

Cosa fare quando il tuo volto è fin troppo conosciuto? Semplice, inizia a usare la voce! Fin dal 1970, Hamill si era interessato di doppiaggio. Negli anni ha doppiato una pletora di personaggi: da cartoni Marvel e DC, a serie come Regular Show e Avatar: The Last Airbender, o il più recente Invincible, fino a videogiochi come Crash Bandicoot e Kingdom Hearts e persino dei film di Hayao Miyazaki. Coprire tutti i suoi ruoli richiederebbe intere pagine, ma c’è uno che spicca su tutti. Parliamo del suo Joker, doppiato per la prima volta nel 1992 per il cartone Batman: The Animated Series e considerato tra le migliori interpretazioni del personaggio (qui trovate la nostra classifica!).

In conclusione, Mark Hamill ha saputo reinventarsi con successo, dimostrando di saper “pensare fuori dalla scatola” e che, a volte, serve solo cambiare prospettiva.

Mike Myers

Austin Powers, il suo interprete Mike Myers e Shrek

Mike Myers, al contrario, è la dimostrazione che non sempre, quando si chiude una porta, si apre un portone. A volte, finisci schiacciato tra due pareti, che, lentamente, iniziano a stringersi…Il comico canadese ha iniziato recitando in programmidi varietà, ma è l’incontro col cinema che lo ha consegnato alla fama. Mike Myers è infatti il volto di Austin Powers, demenziale parodia del solo e unico James Bond. La trilogia di Austin Powers, durata dal 1997 al 2002, esasperava gli aspetti più inverosimili delle avventure di 007. Daniel Craig in persona ha dichiarato che, in seguito all’avvento di Powers, il tono delle pellicole di James Bond ha dovuto farsi più serio, perché il controspione di Myers aveva esposto al ridicolo tutte le gag dei vecchi film.

Nonostante la sua influenza sul franchise ufficiale di Bond, il successo della trilogia di Austin Powers tramontò alquanto rapidamente. Myers, però, aveva già trovato un nuovo fortunatissimo ruolo su cui contare. Chi è cresciuto con il doppiaggio italiano ricorderà la voce di Renato Cecchetto, ma per gli anglofoni è Mike Myers a doppiare il protagonista di uno dei più grandi successi dell’animazione: Shrek. Myers, dunque, si è ritrovato bloccato tra due ruoli molti ingombranti, sia come attore che come doppiatore, senza più vie d’uscita.

Robert Downey Jr.

Tony Stark in una scena del film Iron Man e il suo interprete Robert Downey Jr.

Ad essere del tutto sinceri, RDJ è riuscito, per un pelo, a sfuggire dalla prigione attoriale. Ma, proprio perché il rischio con lui è stato altissimo, ci sentiamo di inserirlo nella lista. Robert Downey Jr. non era uno qualunque degli Avengers: è stato lui il primo vendicatore, altro che Capitan America. Il Marvel Cinematic Universe nasce nel 2008, con il primo film di Iron Man. Nessuno può negare che il casting di RDJ sia stato semplicemente perfetto. L’MCU deve tutto al carisma di Robert Downey Jr. e Robert Downey Jr. deve la sua carriera all’MCU.

L’attore, infatti, aveva avuto problemi dipendenza, a causa dei quali la sua carriera era andata in fumo. Fu il regista Jon Favreau a insistere affinché lo studio gli lasciasse assumere Downey Jr., in quanto era convinto che si trattasse della scelta giusta per il ruolo. Con Endgame, l’MCU avrebbe finalmente lasciato andare Tony dopo ben undici anni di onorato servizio, per iniziare una nuova era, con nuovi eroi. Come ormai tutti sanno, nessun nuovo supereroe è riuscito a ottenere il livello di popolarità dei vecchi Avengers, cosa che faceva auspicare alla Marvel il ritorno di qualche vecchia gloria dei Vendicatori. RDJ, però, si è tirato indietro, dichiarando che non avrebbe mai più interpretato Iron Man.

Non si tratta di ingratitudine: l’attore si è reso conto che non sarebbe mai riuscito a lavorare ad altro, se non avesse tagliato i legami con un ruolo così importante. Vederlo nel cast di Oppenheimer, oggi, è un grande vittoria per lui e per i suoi fan. Molti degli attori protagonisti dell’MCU stanno ancora fronteggiando la sfida che RDJ è riuscito a superare. Chris Evans, Chris Hemsworth, Paul Rudd…Il nome di RDJ valga quindi per tutti gli attori imprigionati in tutine di spandex, che possano un giorno vestire panni meno restrittivi.

Jensen Ackles

Dean Winchster nella serie tv Supernatural e il suo interprete Jensen Ackles

Ci sono moltissimi attori di serie tv che non riescono a scollarsi un ruolo di dosso. Chi scrive, ad esempio, raramente riuscirà a guardare Steve Carell senza pensare a Micheal Scott (pur avendolo amato in Little Miss Sunshine). Ma il caso di Jensen Ackles, il Dean Winchester di Supernatural, è davvero eccezionale. Non si tratta solo di aver interpretato un’icona della tv, ma di averlo fatto per ben 15 anni di fila, senza aver partecipato ad alcun altro progetto. Iniziata nel 2005, prima della crisi economica, Supernatural ha esalato l’ultimo respiro nel 2020, in piena pandemia.

A tirare un sospiro di sollievo sono stati anche i protagonisti della serie, liberi da un ostaggio durato tre lustri, ma il costo della libertà è essere catapultati in un panorama televisivo e cinematografico con cui per anni non hanno interagito. Riusciranno a trovare uno spazio nell’affollatissimo mondo dell’intrattenimento? Jensen Ackles, al momento, appare il più fortunato, con il suo ruolo di Soldier Boy nel franchise di The Boys, il cui ideatore, Eric Kripke, è lo stesso di Supernatural. Insomma, resta tutto in famiglia. La carriera di Jensen Ackles è ancora tutta da vedere, ma, al momento, le sue possibilità di esorcizzare lo spettro di Dean Winchester sono ancora scarse.

Millie Bobby Brown

Unidici in una scena della rpima stagione della serie Stranger Things e la sua interprete Millie Bobby Brown

Sappiamo cosa state pensando: “è troppo giovane per essere rimasta intrappolata in un ruolo!” Ed è vero, Millie Bobbie Brown, quasi ventenne, sembrerebbe fin troppo piccola per dichiarare che la sua carriera si sia già cristallizzata nel personaggio di Undici di Stranger Things, ma non siamo noi a sostenerlo, è lei in persona. Da protagonista del popolarissimo show Netflx, tutti ci saremmo aspettati che sarebbe stata la sua carriera ad esplodere. Invece, al momento, quasi tutti i giovanissimi compagni di scena hanno avuto più fortuna di lei: Finn Wolfhard si è agganciato al franchise di Ghostbusters, Gaten Matarazzo stupisce a Broadway, Caleb McLaughlin accumula ruoli per il cinema e Sadie Sink ha recitato l’anno scorso nel film premio Oscar The Whale.

È stata proprio Millie Bobby Brown a dichiarare che i suoi impegni con Stranger Things le stanno impedendo di concentrarsi su altri progetti e che la serie sta bloccando la sua carriera. Quindi, dopo la quinta stagione, l’attrice ha deciso di chiudere il contratto con Netflix. È grata di tutto ciò che la serie le ha dato, ma è il momento di fare i conti anche con le possibilità che le ha tolto. Millie Bobby Brown resterà imprigionata nel ruolo di Undici? Noi incrociamo le dita e speriamo di no.

Ralph Macchio

Daniel LaRusso i una scena del film Karate Kid e il suo inteprete Ralph Macchio

Il primo film della saga di Karate Kid, del 1984, fu un successo straordinario. Con soli 8 milioni di dollari di budget, arrivò a guadagnarne 130, popolarizzò le arti marziali negli Stati Uniti e diede vita ad un franchise ancora attivo (avete capito bene, il sesto film della saga dovrebbe uscire a dicembre 2024!). Ma, soprattutto, Karate Kid rivoluzionò la vita di Ralph Macchio, interprete del giovane protagonista Daniel LaRusso. Il suo unico ruolo degno di nota prima del 1984 era stato ne I ragazzi della 56ª strada, di Francis Ford Coppola. Con la popolarità ottenuta, la carriera di Macchio sarebbe dovuta decollare, e invece è rimasto ostaggio del suo ruolo.

Dopo anni passati a svolgere piccoli ruoli a cinema e in tv, Macchio ha deciso di smettere di scappare dall’ombra di Daniel LaRusso, ma di sfruttarla in suo favore. Nel 2018, Macchio riprende il suo ruolo di Daniel LaRusso nel cast di Cobra Kai, serie dramedy spin-off di Karate Kid. Nata su Youtube, la serie è stata poi acquistata da Netflix ed è al momento alla sua quinta stagione (e ancora in corso). A volte, tutto ciò che si può fare con una prigione attoriale è accettarla.

Leonard Nimoy

Spock in una scena della serie tv Star Trek (1966) e il suo interprete Leonard Nimoy

C’è chi resta incastrato in un ruolo per tutta la vita con Elijah Wood, chi riesce a salvarsi come RDJ, chi è costretto a tornarci come Ralph Macchio, e poi c’è Leonard Nimoy. Se il ruolo di Spock in Star Trek è una prigione attoriale, allora Leonard Nimoy soffre di sindrome di Stoccolma. Dal 1966 fino al 2013 (a soli due anni dalla sua morte), Leonard Nimoy è rimasto fedele al tenente comandante vulcaniano per tutta la vita. Questa fedeltà è certo stata aiutata dallo straordinario successo del franchise di Star Trek, che ha garantito per anni a Nimoy ruolo e stipendio più o meno fisso.

Dal piccolo al grande schermo, il personaggio di Spock ha avuto diversi volti, a seconda della sua età, ma quello di Nimoy è sicuramente il più riconoscibile. L’attore ci ha regalato una delle icone più importanti della cultura nerd e pop di sempre. Leonard Nimoy è la dimostrazione che restare imprigionati in un ruolo non è sempre un male, talvolta, ciò che molti vedono come una gabbia, per altri è una comoda dimora.

Quali sono secondo voi altri attori imprigionati in ruolo? Ditecelo nei commenti! Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti su cinema e serie tv!

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