10 attori dimenticati dopo aver vinto l’Oscar

Avete mai sentito parlare della “maledizione dell’Oscar?” Si tratta di quel fenomeno per cui, senza una ragione apparente, molti vincitori e vincitrici dell’ambita statuetta affrontano una serie di sfortuna lavorativa dopo aver vinto la statuetta. Ripercorriamo insieme chi sono alcuni dei volti coinvolti nella “maledizione”.
Will Smith dopo aver vinto l'Oscar

Gli Oscar 2024 si sono appena conclusi, decretando, come ogni anno, i vincitori dell’ambita statuetta. Mentre alcuni degli scorsi vincitori sembrano essere già all’opera su nuove produzioni, altri sembrano non essere mai usciti dalla cosiddetta “maledizione degli Oscar”. Dopo aver vinto l’ambita statuetta, sarebbero infatti stati relegati ad una lunga striscia di sfortuna lavorativa. Ci chiediamo allora, che cos’è la sfortuna? La sfortuna non è nient’altro che un’insieme di eventi che continuano ad accadere a chiunque, ogni giorno, passando inosservati. Eppure, se qualcuno inizia a dargli un nome, quegli stessi eventi assumono altri connotati, diventano la pulce nell’orecchio che chiamiamo sfiga.

Che la sfortuna esista, nel mondo dello spettacolo, è sicuro. O meglio, il fatto che la sfortuna esista agli occhi di una certa parte di quel mondo, è un elemento da considerare. Determinati rituali seguono infatti il mondo dell’intrattenimento, specialmente a teatro. Ma si tratta davvero di sfortuna, sfiga, maledizioni, superstizioni? Non proprio. Diversi artisti sono stati ritenuti “sfortunati” dopo il fallimento di alcune produzioni, e non solo attori. Diversi sono gli esempi del caso. Nel 1959 in Virginia il cantante rockabilly Buddy Holly perde la vita in un incidente aereo. Di quel giorno, si dice, “the music died – la musica è morta” ma anche che “il ragazzo portava sfortuna”. 

Tra gli anni ‘80 e gli anni ‘90 diversi artisti, in Italia, vengono emarginati dall’industria, il loro nome temuto, per le stesse, apparenti ragioni – Mia Martini, Dalida, Marco Masini. Eppure una spiegazione logica esisteva. Tutti e quattro stavano dando una nuova impronta all’industria musicale. Fuori dal rock anni ‘50 – Buddy Holly – fuori dall’intrattenimento che relegava gli artisti a dei locali, i piper – Mia Martini – musica più melanconica, Dalida, Marco Masini. A volte complice puramente il caso, eppure, ci sono delle ragioni se anche alcuni dei vincitori dell’Academy Award sono entrati nello stesso meccanismo. Ripercorriamo insieme alcuni dei loro percorsi artistici.

Helen Hunt

Helen Hunt in una scena del film Twister

Spesso scambiata con la collega Jody Foster, la ricordiamo per film come Twister, il disaster movie sui tornado, e poi ancora Cast Away di Zemeckis, What Women Want – Quello che le donne vogliono, ma soprattutto, nel 1998 Helen Hunt vince l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista per Qualcosa è cambiato, in cui recitava al fianco di Jack Nicholson. Dopo l’Oscar, però, l’attrice avrebbe faticato a trovare lavoro, passando poi al lato della regia. In un’intervista recente ha ripercorso il suo esordio: “Le persone mi dicevano: ‘Oh, stai passando alla regia!’ E io dicevo: ‘No, non è così. Datemi un lavoro! Prenderò qualsiasi cosa!’”

Hilary Swank

Hilary Swank in una scena del film Million Dollar Baby

Dopo la trilogia di Karate Kid con protagonista Ralph Macchio, la saga passa la palla a Julie San (Hilary Swank), nuova allieva protagonista del quarto capitolo della saga. È il 1994. Nel 2000 vince l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista per Boys Don’t Cry, si tratta solo del primo. Nel 2005 vince ancora l’ambito premio per Million Dollar Baby, cult diretto da Clint Eastwood.Due premi Oscar, però, non l’avrebbero salvata dal vuoto lavorativo degli anni successivi. Nel 2022 torna protagonista della serie ABC Daily Alaskan. Una serie cancellata appena dopo una stagione.

Cuba Gooding Jr.

Cuba Gooding Jr. e Tom Cruise in una scena del film Jerry Maguire

Tra gli anni ‘90 e i primi anni 2000 ha fatto parte di diverse commedie statunitensi, come Boat Trip, Il principe cerca moglie, Norbit, ma anche film d’azione. Nel 1997 vince il premio Oscar come Miglior attore non protagonista per Jerry Maguire, in cui recitava accanto a Tom Cruise. Dopo il premio, però, ha fatto fatica a trovare lavori dello stesso calibro. Oggi lavora maggiormente in ambito televisivo-seriale. L’ultimo ingaggio di rilievo lo ha visto interpretare i panni di O.J. Simpson nella miniserie dal titolo American Crime Story.

Marisa Tomei

Marisa Tomei in una scena del film Spider-Man: Homecoming!

Da un grande potere derivano grandi responsabilità”. La celebre frase dello zio Ben negli Spider-Man di Raimi sarebbe passata a Marisa Tomei, la giovane zia May nell’ultima trilogia di Spider-Man. Prima di riguadagnarsi un posto con fatica sul grande schermo, Marisa Tomei aveva ottenuto il premio Oscar nel 1993 come Migliore Attrice Non Protagonista per Mio cugino Vincenzo, commedia in cui recitava al fianco di Joe Pesci e Ralph Macchio. Eppure la sua strada sembrava ben diversa, con due candidature alla Migliore Attrice Non Protagonista per In the Bedroom e The Wrestler.

Geena Davis

Susan Sarandon e Geena Davis in una scena del film Thelma & Louise

Spesso pensando a Geena Davis si dice “una delle donne più intelligenti di Hollywood”, con un quoziente intellettivo di 149, Geena Davis vinse l’Oscar nel 1989 come Miglior attrice non protagonista per Turista per caso. Nel 1992, poi, arriva la candidatura alla Miglior Attrice per uno dei suoi ruoli più iconici in Thelma & Louise. Ma Geena Davis è stata protagonista anche di cult come La mosca, Tootsie, Beetlejuice, alcuni la ricordano persino per Stuart Little, eppure, per anni ha faticato a trovare ruoli perché il suo volto, avrebbe dichiarato, sarebbe stato associato per troppo tempo ad un unico ruolo: quello di Thelma

Halle Berry

Halle Berry in una scena del film Monster's Ball - L'ombra della vita

Ha fatto parte dei Flinstons, ha recitato in Jungle Fever per Spike Lee, è stata la Bond Girl “Ginx” accanto a Pierce Brosnan, e poi Catwoman, X-Men. Nel 2002 vince l’Oscar come Miglior Attrice per Monster’s Ball – L’ombra della vita, film drammatico del 2001 incentrato su una serie di ombre e sfortune nella vita di una giovane donna. Poi, il ritiro dalle scene, i media sempre più concentrati sulla disastrosa vita sentimentale dell’attrice. Nel 2020 però, tenta di tornare in pista passando alla regia con il film Bruised, che ha ottenuto diversi riconoscimenti. Che sia un tentativo di spezzare la sfortuna dell’Oscar?

Kim Basinger

Kim Basinger in una scena del film L.A. Confidential

Pensando a Kim Basinger viene immediatamente in mente 9 settimane e ½, ma anche il suo ruolo di Vicky nel Batman diretto da Tim Burton, e poi il ruolo il ruolo di Bond Girl accanto a Sean Connery (a proposito, sapete chi sarà il prossimo James Bond?). Nel 1998 vince il premio come Miglior attrice non protagonista per L.A. Confidential, ma dopo l’Oscar, continua a lavorare ma con ruoli sempre più marginali, come nell’ultimo The Nice Guys, in cui interpreta la mamma di una giovane Margaret Qualley, accanto a Ryan Gosling e Russell Crowe.

Timothy Hutton

Timothy Hutton alla Cerimonia degli Oscar del 1981

Aveva solo vent’anni quando vinse il premio Oscar al miglior attore non protagonista nel 1981 per Gente comune, diretto da Robert Redford. Poi relegato al genere coming-of-age, cinema di formazione, Timothy Hutton avrebbe provato a tornare in scena recitando per Sidney Lumet, non riuscendo comunque ad uscire dalla successiva striscia di ruoli marginali.

Reese Witherspoon

Reese Witherspoon alla Cerimonia degli Oscar del 2006

Nel 2006 ottiene il premio come Migliore attrice per il film Quando l’amore brucia l’anima. Nel 2015 viene di nuovo candidata come Migliore attrice per Wild. L’anno successivo però, per l’attrice fu deleterio. In una recente intervista avrebbe dichiarato di aver passato un anno “troppo concentrata su me stessa, lontana dal cinema” dopo la rottura con l’ex marito. “Dopo l’Oscar ho avuto un anno duro. Ho passato molto tempo a piangere sul pavimento della cucina e poi ho pensato ‘Non voglio più sentirmi così’. Per farlo posso aiutarmi solo io”.

Cher

Cher in una scena del film Stregata dalla luna


La ricordiamo per la scena pop anni ‘90, per successi come “Believe”, “The Shoop Shoop Song (It’s in His Kiss)“, la ricordiamo per i folti capelli neri, per il suo ruolo in Le streghe di Eastwick, Stregata dalla luna, per cui vinse, nel 1988, il premio come Miglior Attrice, recitando al fianco di Nicolas Cage. Prima ancora la candidatura al premio per Silkwood. Nonostante la sua carriera non si sia fermata del tutto dopo l’Oscar, i riconoscimenti per lei sono scomparsi. Per molti, il suo ruolo di Loretta Castorini in Stregata dalla luna, è stato l’unico in grado di sottrarla davvero dall’ombra del suo personaggio da intrattenimento musicale.

Non è un caso che molti dei protagonisti della classifica siano donne. Non è un caso che nella classifica ci siano categorie che crediamo in realtà di vedere ultra-rappresentate (pensiamo ai nuovi regolamenti Oscar basati sull’inclusività di categorie meno rappresentate: un ottimo specchietto per le allodole). Pensiamo allora che tutto questo, non si chiama sfiga. A volte si chiama pausa dalle scene, come nel caso di Reese Witherspoon, altre volte coincidenza, altre ancora, però, Hollywood non è esattamente una giungla. 

Tutto è regolamentato, solo in maniera ufficiosa. Secondo diversi studi,  il fattore età nelle attrici donne inciderebbe nei ruoli e nelle paghe offerte: “Nei primi 20 anni d’età le donne ricevono circa l’80% della paga prospettata per il ruolo. A 30 anni scende al 40%, dopo i 30, scende al 20%. Gli uomini ottengono ancora l’80% nella maggior parte dei casi”. E se la striscia di sfortuna degli Oscar sembra essersi idealmente interrotta nel 2021 con vincitrici come Frances McDormand, i gap ad Hollywood continuano, solo privati del nome di “sfiga”.

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