10 attori che hanno vinto l’Oscar in… pochi minuti

Come ogni anno, anche in questo 2025 appena cominciato gli Oscar stanno per arrivare. Il premio più prestigioso del cinema, arrivato alla novantasettesima edizione, racchiude, in sé, numerosi record. Qui abbiamo realizzato la classifica delle interpretazioni più brevi mai premiate. Per scoprirla, leggeteci!
Anthony Hopkins, vincitore dell'Oscar, è Hannibal Lecter in una scena del film Il silenzio degli innocenti

Come ogni anno in questo periodo, gli Oscar si avvicinano. Come l’Epifania si porta via tutte le festività, così la kermesse losangelina si porta via, ogni anno, l’Awards Season, sancendo i vincitori assoluti della stagione cinematografica e garantendone l’imperitura gloria. Se non altro, a livello di prestigio commerciale e storico. Ma è un altro discorso. Questo articolo, infatti, verte su altro.

Ogni edizione dei premi Oscar, ormai arrivati alla novantasettesima, racchiude infatti alcune curiosità. Un anno, i protagonisti sono le vecchie glorie del cinema; quello dopo, magari, veri e propri enfants prodiges del cinema mondiale. Quest’anno, tuttavia, nessuna delle due cose. Tra i tanti candidati all’edizione 2025, infatti, c’è un nome che colpisce gli occhi, specialmente di noi italiani: Isabella Rossellini. E, si badi bene, lo stupore per la prima candidatura agli Oscar della figlia di Roberto Rossellini e Ingrid Bergman non è certo per mancanza di talento (anzi!), bensì per la durata della performance che le vale la candidatura.

Gli Oscar: una storia di talento e… tempistiche

Grazie alla nomination per la sua magnetica performance da “non protagonista” in Conclave di Edward Berger, la Rossellini entra a tutti gli effetti nella storia del premio. Se, infatti, non sono tanti gli attori ad aver ottenuto una candidatura agli Academy Awards, ancora meno sono quelli ad averla ricevuta per performance così brevi. Candidata con una prova di solo otto minuti, infatti, l’attrice si inserisce di diritto nella storia del premio e nelle sue interessanti statistiche.

Sono pochissimi infatti gli attori, protagonisti e non, a essere riusciti a conquistare la candidatura per performance brevi. Ancora meno sono quelli che, la statuetta, se la sono portata a casa. La storia degli Academy Awards riserva storie interessanti e, con lo spunto della candidatura di Isabella Rossellini, ci siamo posti una domanda: quali sono gli attori ad aver conquistato la statuetta con le apparizioni più brevi?

Ecco, qui di seguito li trovate elencati, in ordine decrescente di… tempistiche. Se poi la sorte (e i giurati dell’Academy) sarà favorevole a Isabella, facendola entrare ancora più prepotentemente nella storia del premio, ce lo dirà solamente la cerimonia del 2 marzo prossimo. Nel frattempo, questa è la lista. In attesa, chissà, di poterla breve aggiornare nuovamente.

10. Anthony Hopkins (Il silenzio degli innocenti) – 16 minuti

Anthony Hopkins, vincitore dell'Oscar, è Hannibal Lecter in una scena del film Il silenzio degli innocenti

Decimo posto della nostra classifica per quella che è, senza dubbio, l’interpretazione più nota e citata di tutta la carrellata. Anthony Hopkins, credo ci si possa trovare universalmente d’accordo, è infatti il centro assoluto di un capolavoro del genere thriller quale Il silenzio degli innocenti. La sua performance nel ruolo di Hannibal Lecter non solo è potentissima, vero e proprio fulcro di tutta l’opera, ma è anche sorprendentemente breve per l’impatto che ha sul film.

In soli 16 minuti (!), l’attore mette in scena uno degli psicopatici più noti e realistici dell’intera storia del cinema, fungendo da controparte perfetta a una Jodie Foster altrettanto brava e, come si suol dire, bucando lo schermo in ogni singolo istante della sua apparizione. Per di più, Oscar conquistato nella categoria dedicata ai “protagonisti”: ulteriore nota di merito a una interpretazione davvero leggendaria.

9. Anne Hathaway (Les Misérables) – 15 minuti

Anne Hathaway è Fantine in una scena del film Les Misérables

Inizia, con Anne Hathaway, una sequenza di ben cinque interpreti vincitori per performance di circa 15 minuti. Vincitrice nella categoria dedicata alle attrici “non protagoniste”, l’interprete statunitense lega il suo trionfo a uno dei ruoli più drammatici dell’intero film di Tom Hooper (e, prima ancora, del romanzo di Victor Hugo), quello della giovane madre Fantine.

Licenziata dal suo lavoro perché madre nubile, completamente abbandonata dalla società e costretta a prostituirsi per garantire il sostentamento della figlia, la Fantine di Anne Hathaway è vero e proprio nucleo della pellicola, la figura che, insieme al Jean Valjean di Hugh Jackman, dà il via al domino di eventi raccontato dal film. In soli 15 minuti, Anne Hathaway, coinvolgente e impeccabile anche nel canto, regala una performance commovente, tuttora il culmine della sua carriera.

8. Penélope Cruz (Vicky Cristina Barcelona) – 15 minuti

Penélope Cruz, vincitrice dell'Oscar, in una scena del film Vicky Cristina Barcelona

Prima di addentrarci nella performance, è qui è doveroso aprire una parentesi: è curioso che, della magnifica carriera di Penélope Cruz, attiva in patria (Spagna) così come negli Stati Uniti e in Italia, sia stata proprio questa interpretazione “minore” e complessivamente “leggera”, ma arrivata comunque in un film del Woody Allen “europeo”, a garantirgli la statuetta più ambita. Misteri che non saremo certo noi a poter risolvere.

Fatto sta che, in soli 15 minuti, comunque più che convincenti, in un ruolo di totale squilibrio, la Cruz riesce a imporsi sull’andamento del film come vera e propria scheggia impazzita della pellicola, fattore comico inaspettato e spassosissimo che, in rapporto con i co-protagonisti dell’opera, Javier Bardem, Rebecca Hall e Scarlett Johansson, dà vita a un mix assolutamente irresistibile. Evidentemente, anche per i giurati dell’Academy.

7. Kim Basinger (L. A. Confidential) – 15 minuti

Kim Basinger nel poster del film L. A. Confidential

Altro giro, altra corsa, altra interpretazione da “non protagonista” capace di conquistare l’attenzione dello spettatore e il cuore dei giurati dell’Academy. Questa volta, in un genere completamente diverso dai due casi precedenti: dal musical alla commedia, per arrivare, in quest’ultimo caso, al thriller noir, forse uno degli ultimi grandi film dell’intera storia del genere, L. A. Confidential. Anche in questo caso, premio consegnato all’interpretazione in un ruolo assolutamente cruciale della vicenda.

Perché se Kim Basinger/Lynn Bracken non è la protagonista del film, ruolo occupato dai vari Russell Crowe, Guy Pearce e Kevin Spacey, è anche vero che ne è il personaggio più dinamico, il vero motore della storia, il nucleo attorno a cui ruotano tutte le azioni dei tre protagonisti e, in generale, l’intera vicenda perversa che il film racconta. Un personaggio cardine, sfuggente, che in soli quindici minuti riesce dunque a rimanere ben impresso e, di conseguenza, anche a conquistare la pellicola.

6. David Niven (Tavole separate) – 15 minuti

David Niven, vincitore dell'Oscar, in una scena del film Tavole separate

Nella posizione più alta del nostro quartetto di vincitori a quota 15 minuti (in quanto vincente come “protagonista”), David Niven è forse il nome meno mainstream della nostra lista. Vincitore nel 1959 per il film Tavole separate di Delbert Mann, l’attore britannico, nel ruolo di un incerto e millantatore veterano dell’esercito di sua maestà nel corso del secondo conflitto mondiale, segna il punto che lo fa tuttora rimanere stabile nella storia della kermesse.

In un ruolo curiosamente vicino alla reale esperienza dell’attore, in quanto David Niven stesso reduce della Seconda guerra mondiale, l’attore registra il punto più alto della sua carriera. In un film interpretato da un cast all-star (Rita Hayworth, Deborah Kerr e Burt Lancaster, tra gli altri) bizzarro per i tempi, non solo l’attore londinese riesce a spiccare in mezzo a divi certamente più blasonati ma riesce anche nell’impresa non facile, specialmente in così poco tempo, nel far trasparire le sfumature e le debolezze di un personaggio, a conti fatti, commovente.

5. Alan Arkin (Little Miss Sunshine) – 14 minuti

Alan Arkin in una scena del film Little Miss Sunshine

Tra i tanti feel good movie degli ultimi decenni, Little Miss Sunshine non è solo uno dei meglio riusciti ma si segnala anche come uno dei più intelligenti, ben scritti e, soprattutto (vista la tematica del nostro articolo), meglio recitati. Alla faccia della commedia leggera, il film di Jonathan e Valerie Faris contiene, al suo interno, una grandissima stratificazione di tematiche, perfettamente accennate qua e là dalla sceneggiatura brillante di Michael Arndt (a sua volta premiato con l’Oscar).

Buona parte del merito per la riuscita della pellicola va però infine riconosciuto al cast e, in particolar modo, ad Alan Arkin, interprete per soli 14 minuti di nonno Edwin, bonario e scapestrato eroinomane agée, nonché insegnante di “ballo” d’eccezione, vera e propria figura chiave della pellicola. Nonostante la scarsa presenza sullo schermo. Arrivati a questo punto della lista, dovrebbe essere chiaro: ai giurati dell’Academy, i supporter dal piccolo ruolo ma dal grande impatto sul film, piacciono parecchio. Spesso, in effetti, con cognizione di causa.

4. Ben Johnson (L’ultimo spettacolo) – 10 minuti

Ben Johnson, vincitore dell'Oscar, in una scena del film L'ultimo spettacolo

Ci stiamo avvicinando ai primissimi posti di questa particolare classifica: da qui in poi, tutte le performance che incontreremo saranno contenute in soli 10 (!) minuti. Tra i tanti gioielli di Peter Bogdanovich, L’ultimo spettacolo ricopre senza dubbio, sia per la presenza di un cast perfettamente mescolato di giovani rampanti e glorie del cinema, sia per la vicenda, commovente e malinconica, sia per l’amore che trasuda per il cinema e per una sensazione di giovinezza perduta, un ruolo di assoluto prestigio.

Parte integrante di un’opera quasi perfetta è la performance, brevissima, di soli 10 minuti in totale, di Ben Johnson, “vecchio” volto del western (anche di “peckinpaniana” memoria) nel ruolo di Sam “il leone”, cowboy d’annata, gestore di un locale nella cittadina di Anaerene e mentore involontario, ma inequivocabile, dei giovani protagonisti. Simbolo a sua volta di un mondo, quello del west, e di un cinema, quello western, destinati a scomparire.

3. Gloria Grahame (Il bruto e la bella) – 9 minuti

Gloria Grahame e  in una scena del film Il bruto e la bella

Nonostante il nome di Gloria Grahame sia meno celebrato di altri appartenenti al florido mondo della Hollywood classica, l’attrice statunitense ha partecipato, in ruoli più o meno importanti, a numerose pellicole di quell’epoca gloriosa e sfrenata. La vita è meravigliosa, Odio implacabile, Il più grande spettacolo del mondo, Il grande caldo e La bestia umana sono solo alcune delle pellicole a cui ha partecipato l’interprete losangelina. Ma non è per la sua carriera in senso lato che l’abbiamo inserita nel nostro articolo.

Vincitrice dell’Oscar alla migliore attrice “non protagonista” nel 1953, a soli ventotto anni, l’attrice ricopre ancora oggi, a oltre settant’anni da quell’anno, il gradino più basso del nostro podio. Quella dell’interprete nel film Il bruto e la bella, dove interpreta l’ambiziosa moglie di uno scrittore, è infatti la prima performance di meno di dieci minuti ad essere stata premiata, e rimane ancora oggi tra le più brevi in assoluto. Piccoli pezzi di storia.2. Judi Dench (Shakespeare in Love) – 8 minuti

Dame Judi Dench, vincitrice dell'Oscar, in una scena del film Shakespeare in Love

Ora, sul numero di Oscar ottenuti da Shakespeare in Love, nel corso degli anni oggetti di polemiche più o meno legittime, non ci dilungheremo particolarmente: sì, il film di John Madden ha in sé alcuni tratti brillanti, fondati in maniera particolare sul ricchissimo cast, (quasi) interamente british, che ancora oggi farebbe invidia a buona parte delle produzioni cinematografiche, ma, probabilmente, sette statuette sono un pochino esagerate.

Detto questo, quello che qui ci interessa veramente è solo una di queste statuette. In particolare, quella ottenuta da Dame Judi Dench, attrice straordinaria anche (e, forse, soprattutto) al di là di questa performance. L’attrice britannica infatti, impegnata nella magnetica parte della regina Elisabetta I, compare nella pellicola per soli 8 minuti, rubando completamente la scena. 8 minuti che, evidentemente, sono anche stati sufficienti a soddisfare appieno l’Academy.

1. Beatrice Straight (Quinto potere) – 5 minuti

Beatrice Straight in una scena del film Quinto potere

Il primo posto di questa classifica corrisponde a un record che, con tutta la buona volontà, potrebbe essere davvero difficile battere, in un film, Quinto potere, a sua volta costellato di performance brevi ma incisive, peraltro legate ad alcuni record. Andiamo con ordine. Il film, diretto da un genio come Sidney Lumet e uscito nelle sale tra il 1976 e il 1967, racconta la folle (e tremendamente profetica) vicenda di un anchorman (Peter Finch) che, minacciato di licenziamento, paventa il proprio suicidio in diretta televisiva, sproloquiando durante la sua ultima diretta. L’utilizzo di queste invettive sulla pubblica piazza della televisione da parte degli alti gradi dell’emittente danno il via a una serie di tragici eventi.

Il film, geniale e giustamente premiato con quattro premi Oscar, contiene, come si diceva, alcuni record. Il primo, è quello del primo Oscar “recitativo” a un interprete australiano, Peter Finch; il secondo la vittoria nella categoria dedicata agli sceneggiatori di Paddy Chayefsky, unico ad aver vinto tre volte in solitaria; il terzo, è la candidatura a “non protagonista” di Ned Beatty, a sua volta tra le più “brevi” di sempre (6 minuti circa); il quarto, quello che ci riguarda, la vittoria di Beatrice Straight come “non protagonista” per una performance, nel ruolo di una moglie tradita, di soli 5 (!) minuti. Un record che, come si diceva, potrebbe essere assai difficile superare.

E voi, conoscevate questo record degli Oscar? Secondo voi, Isabella Rossellini potrebbe avere qualche chance di vittoria? Fatecelo sapere!


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