Le donne nel cinema: Emma Thompson in Sense and Sensibility

I ruoli femminili che, per i motivi più disparati, non hanno a nostro avviso ricevuto il giusto apprezzamento: Emma Thompson in Sense and Sensibility

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È risaputo: siamo nel decennio delle donne e forse, dato che è solo il 2019, nel loro secolo.
Sull’onda del movimento #metoo il cinema pare davvero aver imboccato la strada che porterà alla parità dei sessi e noi, nel nostro piccolo, vogliamo celebrare la donna attraverso una rubrica che dia spazio ai ruoli femminili che, per i motivi più disparati, non hanno a nostro avviso ricevuto il giusto apprezzamento.

Emma Thompson in Ragione e Sentimento

Visualizza immagine di origineIl primo ruolo che abbiamo scelto ci è particolarmente caro per svariati motivi: in primo luogo perché Emma Thompson non è solo Elinor Dashwood, bensì è la sceneggiatrice del film, poi perché  il romanzo dal quale è tratta la pellicola è scritto dalla geniale penna di Jane Austen, autrice di eccezionale talento capace di distinguersi in un mondo, quello dell’Ottocento, che alla maggior parte delle donne non consentiva nemmeno l’istruzione primaria: oggi parliamo di Sense and Sensibility.
Certo, è difficile parlare di scarso apprezzamento della critica per un’attrice che ha vinto un Oscar per la miglior sceneggiatura ed ha ottenuto una nomination come migliore attrice, quello che però ci teniamo a sottolineare attraverso questa scelta è l’eccezionalità di ciò che Emma Thompson è riuscita a fare.
La trasposizione cinematografica è qualcosa di molto complesso, adattare un romanzo per il cinema richiede una notevolissima esperienza, spesso soprattutto se il romanzo è datato.

Thompson sceneggiatrice

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L’attrice britannica è riuscita in questa impresa mantenendo fede alle atmosfere create dalla Austen e seguendo pedissequamente il taglio linguistico ricercato e conforme all’Inghilterra Ottocentesca.
Il periodo storico infatti incide moltissimo su una trasposizione, soprattutto laddove il fine ultimo del racconto non è il plot (la tormentata vita amorosa di Marianne non giustificherebbe di certo un tale successo) bensì mostrare come, in una società fortemente maschilista, una famiglia di sole donne fosse perfettamente in grado di far fronte alle molte avversità presentatesi loro.
Se nell’Inghilterra ottocentesca le donne erano perlopiù considerate mogli e casalinghe, la Austen prima e la Thompson poi, ci mostrano le mille sfaccettature dei caratteri di ciascuna, i pregi e pure i difetti di un universo, quello femminile, caratterialmente molto più complesso e talvolta profondo di quello maschile.

Il problema della trasposizione

Visualizza immagine di origineIl principale problema che la Thompson si è trovata davanti è quello comune alla maggior parte delle trasposizioni: tramutare le lunghe descrizioni dei romanzi in immagini altrettanto incisive e di breve durata (non è affatto semplice comprimere un romanzo in due ore scarse di pellicola).
In particolare il problema si manifestava nelle presentazioni dei caratteri delle tre sorelle Dashwood. Se la Austen utilizza descrizioni come:

“Elinor possedeva un’intelligenza e una freddezza di giudizio che facevano di lei la consigliera della madre”,

o ancora:

“Le doti di Marianne erano per certi versi completamente uguali a quelle di Elinor, ma era esagerata in ogni cosa: i suoi dolori e le sue gioie potevano essere senza moderazione.”

La soluzione nella trasposizione cinematografica della presentazione delle sorelle è davvero brillante: Marianne suona un brano triste al pianoforte in una cornice fotograficamente vicina alla pittura di Vermeer, Elinor si affaccia alla porta ed esclama: “Marianne puoi suonare qualcos’altro? La mamma non fa che sciogliersi in lacrime”. Marianne non risponde ma cambia spartito e inizia a suonare qualcosa di ancora più triste. Elinor le urla: “Intendevo qualcosa di meno lamentoso, cara!”

Thompson attrice

Visualizza immagine di origineCome attrice la Thompson ha un ruolo particolarmente complesso: cinematograficamente risulta più facile apprezzare un ruolo come quella di Marianne, della seppur bravissima Kate Winslet, una ragazza giovane e in preda alle passioni. Emma Thompson è invece Elinor: intelligente, composta ed equilibrata primogenita della famiglia.
La sua capacità di essere sempre pacata e misurata, sembrando talvolta in parte fredda e distaccata, è davvero apprezzabile e fornisce una performance estremamente credibile che fa da cornice per esaltare l’impeto e l’ardore di Marianne.

Il successo del film

Visualizza immagine di origineLeggendo il libro I vestiti nuovi del narratore ci sono però due ulteriori elementi che hanno permesso al film un tale successo: il primo è attribuibile alla scelta di Ang Lee come regista. Egli, nato ha Taiwan, è cresciuto in una società più simile all’Inghilterra Ottocentesca che a quella attuale: la sua formazione quindi, unita alla sua sensibilità ed al suo talento, hanno garantito una sorta di continuità con quanto egregiamente sceneggiato dalla Thompson.
Il secondo merito è di Emma Thompson stessa in quanto, per vivacizzare una narrazione che, seppur modernissima, ha comunque oltre duecento anni, ha apportato un grandissimo cambiamento nello script: l’attrice ha infatti eliminato la figura del narratore onnisciente, più adatto ai romanzi che al cinema, attraverso un cambiamento del personaggio di Margaret. Se nel libro la piccola Margaret è infatti un mero personaggio di sfondo, nel film ella diviene “vivace e presente, assolvendo due funzioni: veicolare una visione del ruolo femminile più ‘moderna’(compie attività maschili e legge l’atlante) e staccarsi dalle convenzioni e circonlocuzioni della forma del primo Ottocento per dire le cose come stanno”.

Conclusione

Visualizza immagine di origineSense and Sensibility è quindi un film modernissimo, ben recitato, ben scritto e ben diretto. La sua forza è stata quella di trovare il giusto equilibrio tra cambiare ciò che era necessario pur mantenendo intatti i nuclei principali del romanzo, per non correre il rischio di un eccessivo snaturamento.
Emma Thompson ha fatto un lavoro egregio, che non ha avuto seguito nel proseguo della sua carriera, almeno per quanto riguarda il ruolo di sceneggiatrice.
Orgoglio e pregiudizio è già divenuto un’ottima pellicola ma, se la Thompson avesse ancora voglia, ci sono molti altri romanzi in attesa di trasposizione.

Vi è piaciuto l’articolo? Appuntamento a mercoledì prossimo allora, ovviamente su Ciakclub.

2 COMMENTS

  1. Dame Emma Thompson… La mia attrice preferita fin da quella Margaret Schlegel di Casa Howard con cui nel 1993 vinse l’Oscar di miglior attrice. Certo pure Elinor Dashwood di Ragione e sentimento non scherza. Ci sono dua scene in cui è magistrale: in Casa Howard, quella in cui discute col marito Henry (sir Anthony Hopkins) sulla possibilità di passare una notte a Casa Howard con la sorella incinta non si di chi; in Ragione e sentimento, quella in cui finalmente si sfoga, dopo aver chiuso, accuratamente la porta, con la sorella Marianne sulla propria sofferenza per l’amore non corrisposto di cui è caduta “vittima”. In quelle due scene, la Thompson attrice ha dato certamente il meglio di sè. Oscar vivente.

    • Tutto verissimo, ma se di attrici di tale livello se ne possono contare altre, la delicatezza e la precisione con le quali ha affrontato la trasposizione da sceneggiatrice consumata non hanno eguali ad Hollywood.

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