Anne Hathaway: non sono tutti felici con l’Oscar in mano

In attesa dell'uscita di Serenity - L'isola dell'inganno, di Steven Knight con Anne Hathaway e Matthew McConaughey, ripercorriamo la carriera dell'attrice.

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Questa è la storia di una giovane donna di 37 anni nata a Brooklyn e cresciuta nel New Jersey, figlia di un avvocato ed un’attrice, che ha scelto di seguire le orme della madre. Questa è la storia di una giovane donna che nel 2008 ha ricevuto la sua prima candidatura agli Oscar e che nel 2013, con il film Les Misérables lo ha portato direttamente a casa per il suo ruolo da attrice non protagonista. Questa è la storia di una giovane donna dotata di una versatilità tale da interpretare film con un carico di tristezza capace di far venire a chiunque la voglia di tagliarsi le vene e film in grado di riunire le famiglie davanti alla televisione il sabato sera. Questa è la storia di Anne Hathaway.

Anne Jacqueline Hathaway debutta sul piccolo schermo nel 1999 con la serie televisiva Get Real ed appena due anni dopo, nel 2001, sfonda sul grande schermo con il film Pretty Princess, una commedia romantica diretta da Garry Marshall (di cui ricordiamo l’intramontabile Pretty Woman). Quando Anne cadde dalla sedia durante il provino per la parte di Mia Thermopolis, la giovane attrice conquistò subito il regista, che le diede convinto quella parte. Ma non solo. Con le vicende di Mia Thermopolis, l’adolescente che tenta di gestirsi fra le peripezie di ogni ragazza di quell’età e che scopre all’improvviso di essere la principessa erede al trono del principato di Genovia, Anne Hathaway conquista subito anche il pubblico. Talmente tanta lode, anche dalla critica stessa, che nel 2004 arriva il sequel, Principe azzurro cercasi.

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Dalle commedie romantiche, Anne passa a film del calibro de I segreti di Brokeback Mountain, del 2005. Questa è una senza dubbio una delle storie d’amore più struggenti: due cowboy (Health Ledger e Jake Gyllenhaal) che si amano e lo faranno per anni ed anni, nascondendo al resto del mondo il loro amore ed i loro segreti. È un fiore che è destinato a non sbocciare mai ed anche se si calpesta ripetutamente, questo, non morirà. Sopravviverà sempre. L’interpretazione di Health Ledger che rimarrà nella storia, si interseca con quella di Anne, la quale diventerà nel film la bella e ricca moglie del suo amante. Otto candidature agli Oscar, di cui tre giustamente aggiudicati.

Cambio di registro. Dopo il dramma dell’amore omosessuale destinato a morire sul nascere, si passa ad una delle commedie più celebri, Il diavolo veste Prada (2006). La pellicola girata in soli 57 giorni fa saltare in alto l’asticella della popolarità di Anne, la quale teneva talmente tanto al ruolo di Andy da scrivere “Assumimi” sul giardino zen di Carla Hackn, presidentessa della Fox. Simile per certi versi al primo film, Anne è la ragazza goffa, che si ritrova in un mondo lontano anni luce da lei, ma che alla fine riesce a sfondare al fianco di Meryl Streep, un “diavolo” esemplare che il primo giorno di riprese disse alla collega: ”Credo che tu sia perfetta per questa parte. Sono emozionata di lavorare con te. Questa sarà l’ultima cosa gentile che ti dirò”.

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Trascorrono gli anni e la Hathaway colleziona più di un film all’anno. Tra i vari titoli si ritrova Alice in Wonderland di Tim Burton, Amore & altri rimedi di Edward Zwick e One day di Lone Scherfig. Quest’ultimo è proprio uno di quei film a cui pensavamo quando ad inizio articolo abbiamo fatto riferimento a pellicole di una portata di tristezza piuttosto consistente. È una storia di amore e di amicizia struggente ben riuscita nel suo intento, di rincorse mai esplicite e di ritrovi puntuali. Due cuori divisi dal destino e dalla vita, da maschere per affrontare al meglio la quotidianità e la paura mista a rispetto dei sentimenti propri ed altrui. Poi un lieto fine ed all’improvviso il baratro. È un film da fazzoletti al fianco del letto, da consigliare sempre in caso di profonda felicità, giusto per ripristinare gli equilibri.

Dopo la fortissima botta di vita di One day, Anne diventa una ladra che sgattaiola fra i salotti aristocratici ed i quartieri della malavita. In “buona sostanza”, come direbbe lo zio in Johnny Stecchino, diventa Catwoman alias Selina Kyle, per la precisione la Catwoman di Christopher Nolan in Il Cavaliere oscuro – Il ritorno. Capitolo finale della saga di Batman, Nolan all’epoca dichiarò che questo personaggio “vive in un’area grigia che serve allo stesso Batman per definire chi è. È costantemente in bilico: è cattiva o non lo è? Per me non è nessuna delle due opzioni e la sua relazione con Batman non fa che dare nuovo spessore alla storia e una più forte identità al protagonista”. In definitiva, la tutina in pelle (niente latex a questo giro) di Catwoman dona decisamente alla Hathaway. Ma il lavoro con Nolan non terminerà qui. Il regista, infatti, la chiamerà nuovamente a lavorare con lui per il film Interstellar nel 2014 (qui trovate il link di un nostro focus a riguardo).

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Tolta la tutina e tagliati i capelli, Anne nel 2012 percorre il red carpet degli Oscar per andare direttamente sul palco e prenderselo. Les Miserables di Tom Hooper è un capolavoro che fa rinascere ancora una volta l’intramontabile romanzo di Victor Hugo prima ed il musical di Alain Boublil e Claude-Michel Schonberg dopo. Le spettacolari scenografie danno vita alle rivolte popolari francesi d’Ottocento che fanno da sfondo alle vicende di tanti uomini e donne. Jean Valjean (Hugh Jackman) è il protagonista di tutte queste storie ed è un ex detenuto in libertà vigilata che viene controllato ed inseguito per diversi anni dall’ispettore Javert (Russel Crowe) che della legge e del rigore ne ha fatto la sua vita. Sofferenza, ideali, riscatto, povertà ed emozioni sono le parole chiave che si celano dietro alle musiche. Anne Hathaway merita l’Oscar e lo raggiunge in abito rosa, per poi successivamente dichiarare: “Mi sono sentita davvero a disagio. Avevo in un certo senso perso la testa girando quel film e non ero ancora tornata in me. Poi sono dovuta rimanere in piedi davanti alle persone e provare qualcosa che non sentivo. È qualcosa di ovvio, vinci un Oscar e dovresti essere felice. Io non mi sentivo in quel modo”.

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Tra ragazze goffe, principesse improvvisate, borse firmate, storie d’amore strazianti e tutine aderenti, Anne Hathaway lascia il segno, ancora, ancora e ancora. Il prossimo appuntamento? Serenity – L’isola dell’inganno al fianco di Matthew McConaughey, Diane Lane, Jason Clarke, Djimon Hounsou e Jeremy Strong. Il nuovo attesissimo film diretto da Steven Knight lo potrete andare a vedere nelle sale dei cinema italiani a partire dal 18 luglio prossimo.

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