Too Old To Die Young: 5 cose da aspettarsi dalla nuova serie di Refn

Dopo la recente presentazione a Cannes, Too Old To Die Young, la nuova serie di Nicolas Winding Refn, debutterà il 14 giugno su Amazon Prime Video. Ecco cosa aspettarsi da questa insolita opera del regista danese.

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Il prossimo 14 giugno vedrà il debutto su Amazon Prime Video di Too Old To Die Young, la nuova opera di Nicolas Winding Refn. Alla prima direzione di quello che si conferma essere a tutti gli effetti uno strano e innovativo prodotto, Refn si affida alla produzione della piattaforma streaming più in crescita degli ultimi anni. La serie verrà rilasciata nella sua interezza, composta com’è dai suoi 10 episodi della durata complessiva di 15 ore.

Si tratterà insomma di una “serie magna” che si propone come il “continuo poetico” di Drive, così come l’ennesima prova autoriale di Refn stesso. Too Old To Die Young è, infatti, ambientata nella medesima Los Angeles di Drive. Qui, il protagonista Martin, un poliziotto interpretato da Miles Teller, per affrontare la recente morte del suo partner, si metterà in combutta con l’assassino dell’amico Viggo (John Hawkes) per dare il via a una giustizia del tutto privata. Il ripristino di una forma deviata di moralità avverrà a discapito dell’innesco di un nuovo turbinio di violenza e criminalità.

Too Old To Die Young

Too Old To Die Young è già stata presentata in anteprima lo scorso maggio all’ultima edizione del Festival di Cannes, kermesse dove Refn vinse il premio per la regia di Drive e partecipò come giurato nel 2014. La scelta per la presentazione è stata molto insolita, però. Infatti invece del consueto pilot, sono stati proiettati il quarto e il quinto episodio della serie, segno che quello che c’è da aspettarsi dal questo Refn televisivo è decisamente qualcosa di particolare.

Pertanto, abbiamo deciso di proporvi una breve lista delle 5 cose da aspettarsi dalla visione di Too Old To Die Young. In sostanza, piccole linee guida che ci permetteranno di godere della serie senza giudizi preventivi.

 

1. VIOLENZA E PORNOGRAFIA

Too Old To Die Young

Sono certamente due dei capisaldi del cinema di Refn. La violenza e il sesso, in particolare declinato nella pornografia, sono due tematiche su cui la poetica del regista danese si è lungamente e maggiormente soffermata.

Sicuramente in una storia basata interamente sulla giustizia privata rivolta verso qualsiasi forma di criminalità, non sarà un caso vedere l’ultra-violenza iperrealista tipicamente refniana dipanarsi in tutta la sua sconvolgente sterilità. Già il trailer (che potete trovare qui) è cosparso di un susseguirsi di colpi di pistola, pugni, escoriazioni della pelle e sangue, tanto sangue. Segni che nella realtà allucinata di questa Los Angeles semi-deserta a farla da protagonista è la violenza stessa.

A questo va aggiunta una buona dose di pornografia. Non solo perché uno dei criminali scelti da Martin e Viggo nella loro campagna è una coppia di fratelli che gestisce traffici pornografici contornati da innumerevoli abusi. Ma anche perché il corpo nudo e crudo sarà sviscerato in tutte le sue opzioni, proponendosi nella sua estetica più asettica. Dilungandoci su un’interpretazione più spinta, potremmo sostenere che tutte le opere di Refn sono pornografiche per definizione. Proprio come il porno è l’esaltazione visiva dell’intimità sessuale, esse si propongono come iper-mostrazioni di una realtà aberrante.

 

2. ESTETICA

Too Old To Die Young

È imprescindibile parlare di Refn senza menzionare la forte componente estetica che caratterizza i suoi lavori. Spesso criticato per la sublimazione della stessa, vedi The Neon Demon, il regista danese fa di questa esaltazione della superficie la sua poetica distintiva e ricorrente.

Anche con Too Old To Die Young allora dovremmo aspettarci che il principio estetico la faccia da padrone. Già l’impostazione stilistica della serie risulta chiara. Le inquadratura sono principalmente, se non esclusivamente, notturne, intervallate dai neon cittadini e dai colori innaturali. La fotografia satura nei toni del rosso e blu/viola sarà la sola ad ammorbidire quel nero intenso e profondo che caratterizzerà l’intera narrazione.

La serie sarà dunque decisamente rilevante dal punto di vista della potenza espressiva. E questo ci deve ricordare che per quanto possa sembrare solamente un abilissimo gioco visivo e tecnico, lo stile in Refn è programmaticamente parte del contenuto. D’altra parte, se la storia fosse stata più importante dell’atmosfera o dell’impianto poetico, a Cannes sarebbero stati mostrati i primi episodi e non quelli centrali, no?!

 

3. NICHILISMO

Too Old To Die Young

È già comparsa come sotto-tematica nei punti precedenti ma vogliamo ribadirla. La realtà narrata da Too Old To Die Young fa indubbiamente i conti con una riflessione sulla morale umana e porta con  sé delle questioni. Ad esempio. Quanto è giusta l’impresa di Martin di uccidere “a fin di bene”, prendendo il posto dell’istituzione che dovrebbe pubblicamente esso stesso rappresentare? La violenza può essere giustificata? Quale comportamento si può veramente definire eticamente corretto?

Molto probabilmente la serie non fornirà queste risposte. Quello che è certo è che, un po’ come i sopracitati The Neon Demon, Drive o Valhalla Rising, Refn ci proporrà un’ulteriore versione della sua discesa negli abissi della moralità umana. Il nichilismo e la mancanza di etica che scaturisce dai suoi eroi solitari, spietati, cinici e pronti a fare gesti estremi è l’ulteriore conferma di un tema che sta molto a cuore al regista: la deriva umana verso il nulla della sua esistenza superficiale. Ed è proprio quella stessa superficie che Refn esalta a dismisura attraverso l’estetica, e che sconvolge così tanto per la sua totale mancanza di sostanza.

 

4. SILENZIO

Too Old To Die Young

Per chi conosce anche minimamente Nicolas Winding Refn, il fatto che nei suoi lavori non prediliga la verbosità del dialogo di certo non è una novità. Il parente stretto di questo Too Old To Die Young, ossia Drive, presenta ad esempio un protagonista assolutamente taciturno. Così come è muto il One-Eye di Valhalla Rising. Insomma, a parte il loquacissimo Bronson dell’omonimo film, che ne rappresenta l’inverso portato all’eccesso, Refn ci ha abituato alla carenza della parola nelle sue pellicole.

Siamo certi che questa serie sarà così. Il panorama allucinato, la tematica action e il fatto che la violenza conti più della retorica sono le concause del silenzio che sfocerà dalla serie. Dallo stesso trailer sembra infatti che, a parte una cupa voice over di impianto esistenziale, la parola sia inesistente e i dialoghi vengano veramente ridotti all’osso. D’altronde, se l’estetica sublima le azioni in pura retorica, la retorica strettamente verbale diventa solo un surplus da eliminare.

 

5. UNA SERIE CULT

Too Old To Die Young

Pensare che Refn abbandoni l’amatissimo cinema per darsi senza sconti alle regole della serialità 2.0 non è immaginabile. Infatti, Too Old To Die Young rappresenterà un’incursione nel medium decisamente di stampo autoriale.

Di suo, la serie scardina le regole della visione episodica tipica e si presenta come un vero e proprio film lungo 15 ore. I dieci episodi che la compongono avranno una lunghezza di ben 1 ora e mezza, come dei film a se stanti, il che rende veramente complicato il binge watching. Inoltre la serie mette in discussione un ulteriore caposaldo della serialità classica, ossia l’avere come elemento portante la narrazione dei fatti. E per un regista che riduce all’osso la scrittura evenemenziale e il dialogo tra i personaggi, la sfida che viene proposta allo spettatore è decisamente particolare.

Non solo per questi motivi di intenzionalità, ma anche per un impianto estetico/poetico fortemente riconoscibile, Too Old To Die Young ha tutte le carte in regola per candidarsi a diventare una serie di culto. Potremmo non trovarci di fronte al nuovo Twin Peaks, ma di certo è un prodotto da tenere sott’occhio. Anche perché, nel bene o nel male, Refn è un regista ancora capace di creare delle opere ardite e sfacciate che innescano una discussione mai banale. E avere tutto ciò a portata di click non è per niente da sottovalutare.

 

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