Buon compleanno Al Pacino: i 6 (3+3) ruoli che ci hanno fatto amare Al

Per celebrare il compleanno dell'attore leggendario Al Pacino abbiamo stilato una lista delle 6 performance da noi personalmente preferite.

0
2663

Raggiunge la soglia degli ottanta uno dei più grandi attori della storia cinematografica: Al Pacino.

Nasce a Manhattan nel 1940 da una famiglia italo-americana e sviluppa una passione per la recitazione sin da piccolo. Nonostante la mancanza di soldi e i periodi di depressione ha mantenuto salda la stretta attorno al suo sogno e la sua passione più grande si è trasformata in una carriera prolifica.

Inizia l’ascesa nel mondo del cinema con il film Me, Natalie (1969) ma la vera svolta ha inizio grazie a Francis Ford Coppola. Il regista gli affida il ruolo di Michael Corleone, nonostante tutti fossero contrari di ingaggiare un attore sconosciuto come figlio del Padrino.

Proprio per questo ruolo, ottenne la sua prima candidatura agli Oscar come miglior attore non protagonista. Ottenne il primo (e unico, purtroppo) Oscar per l’interpretazione da protagonista in Scent of a Woman – Profumo di donna (1993).

Al Pacino

Quella di Al Pacino è una carriera caratterizzata da un successo altalenante.  Negli anni ’80 sembrava che stesse per subire una battuta d’arresto e successivamente negli anni 2000 è stato candidato due volte ai Razzie Awards. Ciò nonostante, sono decisamente più gli alti dei bassi.

Al Pacino, conosciuto per il vocione roco, i capelli corvini e gli occhi scuri che ricordano quelli di un gufo, per via delle sue intense e crude performance è uno degli attori più amati. I film gangster in cui interpreta personaggi violenti, autorevoli e burberi sono sicuramente i più conosciuti e facilmente apprezzabili, tuttavia le sue capacità attoriali vanno ben oltre e lo si può tranquillamente definire come una delle leggende del cinema. 

Per questo nel giorno del suo compleanno abbiamo deciso di proporvi i nostri ruoli preferiti. Non i migliori magari ma proprio quelli che ci hanno fatto innamorare perdutamente di lui. In questo si è voluto unire a me anche Giacomo, il caporedattore di Ciakclub. Premessa: ci siamo voluti limitare a scegliere tre ruoli a testa.

I tre ruoli di Marta

  • Tony Montana in Scarface

Al Pacino

Impossibile non essere rimasti colpiti dalla sua interpretazione del narcotrafficante Tony Montana nel remake di Scarface diretto da Brian De Palma.

Il film si colloca in un periodo piuttosto “buio” della sua carriera. Dopo i grandi successi negli anni settanta, nel decennio successivo la sua carriera sembrava stesse crollando. In seguito alle critiche negative ricevute per Cruising Papà, sei una frana, Al Pacino dimostra nuovamente le sue abilità attoriale sfoggiando un gioiellino: Scarface.

Nonostante le iniziali critiche sulla carica violenta del film, Al Pacino porta a casa una nomination ai Golden Globe come miglior attore protagonista. Ha ricevuto anche elogi da registi importanti nel genere gangster come Martin Scorsese e ha influenzato la cultura pop. Il nome Tony Montana è stato spesso citato in testi di musica rap e hip hop, ma anche fumetti e programmi televisivi.

Anche Saddam Hussein è stato colpito dal personaggio, tanto che  ha chiamato la  sua società per il riciclaggio di denaro Montana Management.

Al di là di aneddoti che tutti conoscono, Scarface per me è però molto di più di un’incredibile performance. Si tratta del mio primo film gangster e primo film in assoluto in cui ho visto recitare Al Pacino. Si accompagna, dunque, a questo film un dolce ricordo, uno di quelli che mi fanno ricordare perché amo il cinema.

  • Jack Kevorkian in You don’t know Jack – il dottor morte

Al Pacino ha dimostrato la propria abilità anche in film il cui genere si distanzia dal gangster. Il film per la televisione You don’t know Jack è un esempio lampante. Diretto da Barry Levinson è un film biografico su Jack Kevorkian, un medico che, tra gli anni ’80 e ’90, ha aiutato oltre 130 pazienti durante il suicidio assistito e ne ha praticato uno direttamente. Quest’ultimo intervento lo ha condannato a vent’anni di prigione che sono stati successivamente ridotti a otto.

L’interpretazione toccante di Al Pacino gli ha fruttato numerosi riconoscimenti: Golden Globe, Emmy, Screen Actors Guild Awards e Satellite Awards come miglior attore protagonista in una miniserie o film TV.

Sicuramente un film che merita di essere visto, non solo per l’eccellente Al Pacino ma anche per la controversa tematica trattata.  Un film che fa riflettere sul senso della vita e soprattutto della morte, che fa porre domande e che azzarda delle risposte (scientifiche e intelligenti). Unite tutto ciò a Al Pacino e avete il film perfetto.

  • “Lefty” Ruggiero in Donnie Brasco

Al Pacino

Dopo il successo di Heat (La Sfida), negli ultimi film degli anni ’90 interpreta ruoli per lo più secondari. Tra queste interpretazioni spicca quella nel film biografico Donnie Brascodiretto da Mike Newell. Si racconta la storia di Joe Pistone, agente dell’FBI che negli anni ’70 lavora come infiltrato nella mafia newyorkese sotto lo pseudonimo di Donnie Brasco. In questo caso, Al Pacino veste i panni di Lefty, mafioso che garantisce per Donnie (Johnny Depp).

Per via delle origini italo-americane Al Pacino è semplicemente perfetto per questo ruolo. Le tipiche frasi da mafioso italo-americano suonano in modo diverso dette da lui, tanto che la frase spesso ripetuta: Forget about it (che te lo dico a fare) è stata nominata dall’American Film Institute tra le 100 migliori citazioni cinematografiche di tutti i tempi tratte da film di produzione USA.

Avvertenze: dopo aver guardato Donnie Brasco non potrete fare a meno di imitare Al Pacino mentre dice foggetaboutit per il resto dei vostri giorni. Anche se doveste dimenticarvi ogni dettaglio del film, appena vi capiterà fortuitamente di leggere quella frase la voce di Lefty vi risuonerà in testa.

Ma che ve lo dico a fare.

 

I tre ruoli di Giacomo

Ciao a tutti e scusate l’incursione nell’articolo. Solo due parole prima di parlare dei tre ruoli da me scelti. La scorsa settimana, mentre programmavo gli articoli, ho assegnato l’articolo dedicato ad Al Pacino a Marta senza pensarci un attimo. Come avrete sicuramente notato è molto brava, in più se l’era cavata alla grande con il pezzo su Jack Nicholson. Scelta semplice quindi. Solo che non avevo fatto i conti con il mio amore per Alfredo James Pacino detto “Al“. Forse non il migliore di sempre ma sicuramente il mio preferito grazie a quel carisma pazzesco, a quegli occhi roventi ed a quella voce unica. Quindi nulla, avevo semplicemente voglia di parlare un po’ di lui. Ecco quindi i miei tre ruoli preferiti del mio attore preferito. Grazie e scusate il disturbo.

 

  • Charlie Brigante detto “Carlito”  in Carlito’s Way

Al Pacino

Malinconico, disperato ma allo stesso tempo carismatico, forte e terribilmente leale. Carlito Brigante è un uomo in fuga dal suo destino. Un personaggio inseguito dall’idolo che egli stesso rappresenta. Qua Al Pacino dà il meglio di sé nel proporre un personaggio che potrebbe benissimo essere il “proseguo” di Tony Montana. Al e Carlito  in una fuga disperata dal proprio passato ci regalano, insieme a quel mostro di Brian De Palma, uno dei film più belli degli anni ’90. La rappresentazione della legge della strada senza epicità eccessiva ma anzi al limite del realismo; la de-costruzione dell’American Dream; il percorso di espiazione per i propri peccati. Non a caso è un caposaldo della cultura Hip-hop (basti pensare a Marracash).  Un capolavoro del genere con uno dei più bei finali della Storia del Cinema.

 

  • John Milton/Lucifero in L’avvocato del Diavolo

    Al Pacino

Qua ero molto indeciso a differenza delle altre due posizioni. Non sapevo se mettere Lucifero o Vincent Hanna di Heat. Alla fine ho optato per Il Principe delle Tenebre.  Il motivo è semplice. Sono sempre stato affascinato dalla mitologia cristiana, vera culla di personaggi incredibili tra cui il nostro reietto per eccellenza, vederlo interpretato dal mio attore preferito non fa che creare il connubio perfetto. L’Angelo Caduto interpretato da AL Pacino è un personaggio egoista ma dal carisma inarrivabile, un amante degli uomini e dei loro vizi. Colpe e difetti che indica con straordinaria sincerità conscio del fatto che nessun umano, pur notandoli, riuscirà a limitarli. Il duo Pacino-Reeves (che si ridusse l’ingaggio per poter lavorare col divo italo-americano) tiene in piedi un film non straordinario ma diventato vero e proprio cult per cinefili. Il grande merito va al magnetismo di Pacino, istrionico e deliziosamente sopra le righe, ed a quel monologo entrato nell’immaginario collettivo.

 

  • Michael Corleone in Il Padrino (saga)

Al Pacino

Non potevo che chiudere le mie preferenze (e l’articolo) così. Il primo film che ho visto con il nostro festeggiato e senza dubbio la sua performance migliore. La saga capolavoro che, parlando di Mafia e società americana, trasuda in ogni frammento Shakespeare e le tragedie classiche. Il passaggio più difficoltoso della produzione fu proprio il processo di casting. La Paramount infatti aveva idee discordanti su, sostanzialmente, ogni membro proposto da Coppola. Per il ruolo di Don Vito la casa produttrice aveva proposto vari nomi tra i quali Orson Welles (e si dice pure il nostro amato Volonté), solo l’insistenza del regista e quel provino entrato nella leggenda convinsero i vertici delle major. Molto più difficile fu per Al Pacino, all’epoca un attore praticamente sconosciuto. La Paramount propose il ruolo a Jack Nicholson, e Robert Redford tra gli altri. Coppola però non ebbe la minima esitazione, arrivando a minacciare l’abbandono del progetto spalleggiato da Brando. Il resto è arte pura.

Al Pacino plasma Michael Corleone mostrandocelo nei tre film in ogni singola sfumatura e fase. Dal reduce lontano dagli affari di famiglia a Padrino lucido, freddo ed ambizioso. Da giovane rampante a malinconico anziano afflitto dal suo passato e fatalista. Un personaggio che ha messo in gioco la propria anima perdendola pezzo per pezzo insieme alla stessa famiglia che aveva giurato di amare e proteggere. Al Pacino in tutto ciò è perfetto in ogni passaggio. L’uso degli occhi e della mimica ancora prima che della voce donano rendono Michael un personaggio viscerale e creano così uno dei personaggi più belli e spaventosi dell’intera storia del cinema.

 

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here