Roman Polanski ha fatto causa all’Academy per averlo espulso 45 anni dopo le accuse di violenza sessuale

Il regista premio Oscar sostiene che il procedimento di espulsione avviato lo scorso anno sia stato irregolare e chiede la riammissione.

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Polanski

Nel maggio del 2018 Roman Polanski era stato espulso, dopo averne fatto parte per mezzo secolo, dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’associazione che presiede agli Oscar e i cui membri votano per attribuire i premi. Decisione che il regista polacco, espulso assieme a Bill Cosby, aveva mal digerito, tanto da rivolgersi al proprio avvocato.

Nel 1973 Polanski era stato accusato negli Stati Uniti dove risiedeva di violenza sessuale con l’ausilio di sostanze stupefacenti dalla giovane modella Samantha Geimer. Il processo determinò che non c’era stato alcuno stupro, ma Polanski venne condannato per rapporto sessuale extramatrimoniale con persona minorenne. Il regista passò 42 giorni in prigione, poi, mentre era tornato in libertà in attesa della condanna definitiva, fuggì in Europa, poiché sembrava che il giudice avrebbe rifiutato la richiesta di condizionale e lo avrebbe rimandato in carcere.

Polanski

Da allora Polanski non è più potuto tornare su suolo americano, poiché ciò significherebbe essere immediatamente arrestato. Ha però sempre dichiarato che il suo processo sia stato irregolare a causa di un conflitto di interesse del giudice. Nonostante la sua condizione di esiliato, l’Academy non aveva mai agito contro di lui, finché, sotto la spinta del movimento #MeToo, ha iniziato un’operazione di rinnovamento liberandosi di tutti i membri su cui pesano accuse di crimini sessuali. Nel 2003 Polanski aveva però addirittura vinto un Oscar, per la regia de Il pianista.

Polanski però non ha mai accettato la decisione, e ora ha scelto di muoversi per vie legali, facendo causa all’Academy e richiedendo l’ammissione. Secondo Polanski e il suo avvocato, infatti, l’Academy non avrebbe notificato per tempo la notizia dell’espulsione (il regista ha appreso la notizia dalla televisione), e soprattutto non gli avrebbe dato la possibilità di difendersi, contravvenendo al proprio regolamento.

L’Academy ha però ribadito la propria scelta, che definisce giusta e inoppugnabile. Questo probabilmente porterà a un processo, visto che non sembra che né Polanski né l’Academy vogliano fare un passo indietro. Si tratta soprattutto di una questione di immagine: Polanski vuole tenere il più lontano possibile da sé il ritratto di stupratore che lui ritiene non corrispondere alla realtà, preservando la propria reputazione almeno agli occhi dell’opinione pubblica.

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