Il dottor Stranamore: la guerra nucleare secondo Stanley Kubrick

Il dottor Stranamore è un film nato dall'ossessione di Kubrick, una commedia nera che diventa specchio della realtà, una satira spudoratamente vera.

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È l’anno 1962, l’America è coinvolta in due guerre ben diverse, quella “tradizionale” in Vietnam e una più subdola, fatta di paura e segreti, contro la Russia. Si tratta della Guerra Fredda, periodo storico talmente ricco di intrighi che è diventato soggetto di miriadi di film e opere letterarie.

 Il clima carico di paura e violenza ha stillato in Stanely Kubrick la tremenda ossessione per la bomba atomica e le eventuali conseguenze sul genere umano nel caso di una guerra nucleare. Il termine ossessione in questo caso non è iperbolico, come testimonia James Harris (co-fondatore della Harris-Kubrick Picture), Kubrick si è dedicato alla lettura di oltre 50 libri in merito all’argomento.

Questa smania di conoscenza giunge al termine con la lettura di Red Alert di Peter George. Dopo questo libro, la sua ossessione si trasforma in un film, intitolato Il dottor Stranamore – ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e amare la bomba.

L’adattamento del romanzo inizia nel 1962 e il dottor Stranamore viene distribuito nel 1964, quindi lo si può collocare nella carriera di Kubrick tra Lolita (1962) e 2001: A Space Odyssey (1968).

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Da film apocalittico a commedia nera

Red Alert racconta la storia di un ufficiale degli Stati Uniti che inizia un bombardamento nucleare non autorizzato sull’Unione Sovietica. Poggiandosi sulla trama del romanzo, Kubrick inizia a scrivere la sceneggiatura del film.

Presto l’influenza Kubrickiana trasforma quello che doveva essere un film di genere apocalittico in una commedia nera, la cui componente satirica cresce esponenzialmente grazie all’aiuto del controverso scrittore Terry Southern.

Lo stesso regista afferma in un’intervista di aver capito che fosse il giusto approccio dopo la scoperta della base missilistica a Cuba (fine 1962) e aggiunge:

“Ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura con tutte le intenzioni di fare del film una seria trattazione del problema di una guerra nucleare accidentale. Ma appena incominciavo ad immaginare in che modo sarebbero dovute andare le cose, mi venivano in mente idee che ero costretto a scartare in quanto ridicole. Ma in seguito mi resi conto che le cose che non prendevo in considerazione erano proprio le più verosimili. Dopo tutto cosa vi potrebbe essere di più assurdo dell’idea di due superpotenze che decidono di spazzare via ogni forma di vita umana a causa di un banale incidente, alimentato da divergenze politiche che tra un centinaio di anni sembreranno tanto prive di senso quanto oggi a noi le dispute teologiche medioevali?”

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La trama di Il dottor Stranamore

Il film è ambientato in un (allora) presente distopico, il Generale Ripper è al comando di una base aerea nucleare americana e ossessionato da teorie complottiste secondo cui i comunisti stanno sabotando il mondo intero. Il Generale decide di prendere misure drastiche: ordina a una squadra di bombardieri B-52 un attacco nucleare contro la Russia chiamato “piano R”. La particolarità di questo piano, consiste nella chiusura di tutte le comunicazioni da parte dei bombardieri e della base stessa con l’esterno. Le trasmissioni sono rese possibili solo previa digitazione di un codice.

La trama può essere divisa in tre filoni le cui vicende sono interdipendenti. Il primo si svolge nella base aerea statunitense di Burpleson, dove si trova il Generale Ripper (Sterling Hayden) insieme al Capitano Mandrake (Peter Sellers). Quest’ultimo è l’ufficiale britannico della Royal Air Force che cerca di riparare il disastro azionato dal delirante Generale.

Il secondo mostra i soldati di uno dei B-52 incaricati della missione. Sono capitanati dal Maggiore T.J. “King” Kong (Slim Pickens), texano determinato a tutto pur di portare a termine la missione affidatagli.

Il terzo si svolge nella War Room, una stanza nera, tappezzata da pannelli per monitorare gli aerei e dalle fattezze simili a quelle di un bunker antiatomico.  In questo luogo, attorno a una tavola rotonda illuminata da una luce circolare, si sono radunati i capi di Stato dopo essere stati informati della messa in atto del piano R. Tra di loro ci sono il Presidente degli Stati Uniti Muffley (Peter Sellers), il Generale Turgidson (George Scott), l’ambasciatore russo Alexei De Sadeski (Peter Bull) e il Dottor Stranamore (Peter Sellers).

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Insieme cercano di trovare una soluzione all’imminente minaccia apocalittica. Il motivo di conseguenze così drastiche, è legato al fatto che la Russia ha da poco messo a punto il cosiddetto “ordigno fine del mondo” (Doomsday Machine) per far desistere gli avversari qualora volessero colpirli.

L’ordigno fine del mondo è un dispositivo che, in caso di attacco, è progettato per far esplodere senza possibilità di disinnesco una serie di ordigni nucleari rivestiti da “Cobalto Torio G”. La conseguenza è una pioggia radioattiva che cancellerebbe la vita sulla Terra per circa 93 anni.

È solo alla fine di ogni speranza che il dottor Stranamore esce dall’ombra dove si era celato fino a quel momento. Totalmente illuminato, la sua figura apparentemente fragile per via della sua disabilità assume un alone di potere quando inizia a parlare e ad esporre il suo piano per salvare l’umanità.

Il cast di Il dottor Stranamore

Kubrick stesso si occupa della scelta del cast, motivo per cui si possono notare delle scelte controcorrente.

Il primo ad essere scelto è Peter Sellers, a cui sono state affidate tre parti: l’ufficiale della RAF, il Presidente degli Stati Uniti Muffley e il dottor Stranamore. La parte più facile per lui era quella dell’ufficiale perché durante il suo servizio in guerra era solito fare l’imitazione degli ufficiali (atto che per altro è punibile penalmente).

Al contrario, gli risulta più problematico il ruolo del Presidente. Inizialmente costruito in modo da suscitare maggiore ilarità, con un inalatore e leggermente effeminato, ma Kubrick cambia idea perché il Presidente doveva essere l’unico personaggio serio e consapevole delle conseguenze a cui si stava andando incontro.

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L’abilità di Peter per l’improvvisazione ha permesso di far passare alla storia alcune sequenze de Il Dottor Stranamore, per esempio, quella in cui il Presidente Muffley chiama il Presidente dell’Unione Sovietica (Dimitri) per informarlo dei fatti. Un altro esempio, sono gli spasmi al braccio di Stranamore e il guanto (in realtà apparteneva a Kubrick), che Sellers decise di indossare perché inquietante.

Per interpretare il maggiore T. J. “King” Kong, Kubrick si rivolge a Slim Pickens, cowboy e attore in film western che risulta perfetto per la parte perché voleva che il personaggio avesse le fattezze di un cowboy e l’accento texano. In realtà, anche questo ruolo avrebbe dovuto interpretarlo Sellers, ma rifiutò dopo essersi rotto una gamba cadendo dalla cabina di pilotaggio del B-52. La gamba rotta si è rivelata poi un espediente per mettere il Dottor Stranamore sulla sedia a rotelle.

Per il ruolo del Generale Turgidson scrittura George C. Scott, per via del suo talento e della sua fama, per il generale Jack D. Ripper convince Sterling Hayden a recitare nuovamente dopo svariati anni di pensione e l’unico personaggio femminile è offerto a Tracy Reed.

La battaglia a torte in faccia

dottor StranamoreIl finale attuale mostra la “rinascita” del Dottor Stranamore che preso dall’impeto del suo genio si alza dalla sedia a rotelle mentre esclama “Mein Führer! Io cammino!”. A seguire, una successione di esplosioni nucleari, montate come un unicum mentre come sottofondo risuona la dolce canzone We’ll Meet Again di Vera Lynn. La melodia è molto dolce e il testo richiama l’unione di due amanti separati dalla guerra. Nonostante sia in netto contrasto con le immagini che la accompagnano, può essere letta come canzone celebrativa dell’unione tra America e Russia, legame però basato sull’odio e sul sospetto.

Tuttavia, Kubrick avrebbe voluto un finale completamente diverso. Aveva pensato e ripreso una battaglia a torte in faccia tra i capi di stato e i militari presenti nella Stanza della Guerra. La sequenza venne girata solo con un solo ciak perché costava diverse centinaia di migliaia di sterline e avrebbe significato ripulire centinaia di divise e comprare nuovamente altrettante torte alla crema.

Questa battaglia era l’immagine simbolica della lotta al potere e ai soldi che c’è tra le varie branche dei servizi militari. Lo scrittore Terry Southern afferma: <<La battaglia a torte in faccia, nella sua lunghissima durata e animosità, non era tanto tra l’ambasciatore sovietico e i militari americani, quanto tra le branche rivali delle forze armate statunitensi, e rappresentava un’amara e implacabile lotta per appropriarsi dei soldi del congresso.>>

Tuttavia, il risultato non fu quello sperato, perché ciò che traspariva era il divertimento degli attori stessi mentre si lanciavano le torte alla crema. La sequenza fu tagliata, a dispiacere del regista, e ne rimangono a testimonianza solamente delle foto, realizzate da Arthur Felling, fotografo invitato sul set.

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I temi celati dietro la bomba

I temi evidenti di Il dottor Stranamore sono senz’altro la bomba atomica, l’ipotetica guerra atomica tra Russia e America, le catastrofiche conseguenze a livello mondiale, e la deterrenza militare. Tuttavia, ve ne sono altri, veicolati in modo più o meno sottile all’interno della narrazione.

  • La lotta al potere

Chiaramente dimostrata nel conflitto tra le due potenze, il desiderio di prevaricazione viene declinato in contesti sempre meno ampi. Questo desiderio è presente tra i capi politici e tra le stesse branche delle forze armate statunitensi. Per esempio, viene esplicitato dal Generale Turgidson che cerca di dimostrare la perfezione dell’aviazione americana. Tuttavia, l’esaltazione della forza e del titolo, si rivela una mera messa in mostra del singolo individuo che cerca di superare gli altri per accettare se stesso. Quindi, la lotta la potere non è altro che dimostrazione del conflitto interiore di ciascun individuo.

Questo dramma interiore è riconoscibile nel Generale Ripper, che inizia ad essere visibilmente preoccupato e dubbioso in merito alla propria scelta. Infatti, dopo aver dato il via alla missione, chiude le veneziane come per precludersi la vista degli effetti della sua scelta. L’unica luce ad illuminare l’ufficio è una luce al neon che crea contrasto tra luce ed ombra, in modo molto gotico (uno dei tanti richiami all’espressionismo cinematografico tedesco). La luce (o la sua assenza) può essere vista in modo allegorico come la pressione psicologia che i dubbi generano sul Generale.

  • Il topos greco dell’Eros e Thanatos

L’intreccio tra queste due forze opposte è un tema ricorrente sin dall’antica Grecia, in questo caso per Eros si intende l’allusione sessuale e per Thanatos la forza militare e il suo conseguente potere distruttivo.

Due sequenze in particolare permettono di spiegare in modo emblematico questa sovrapposizione di campi semantici. La prima ha luogo ancora mentre scorrono i titoli di testa, in cui si vedono due B-52 uniti mentre fanno rifornimento a mezz’aria. L’immagine richiama volutamente l’atto sessuale e questa accezione è aumentata dalla ballata romantica Try a Little Tenderness di Otis Redding che risuona in sottofondo.

La seconda sequenza invece è quella in cui il Maggiore Kong cavalca letteralmente la bomba mentre viene sganciata. Avvicinandosi al suolo e rimpicciolendo ai nostri occhi, la bomba assume sempre più l’apparenza di un fallo.

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  • Il fallimento umano

Un’ultima tematica de Il dottor Stranamore è quella della fallibilità umana che, portata nel contesto della guerra nucleare, ha risultati apocalittici. Durante la durata del film avvengono molti colpi di scena: fallisce il sistema nervoso del Generale Ripper, falliscono le comunicazioni, l’esercito fallisce nella sua protezione dell’umanità…

Le informazioni vengono rivelate gradualmente, tuttavia, ogni soluzione avanzata si rivela sempre essere inutile. Come se la distruzione del genere umano fosse un piano scritto da un’entità superiore e all’uomo non resti che accettare il proprio destino e la propria impotenza.

Fonti:

Per chi fosse interessato, per recuperare le informazioni mi sono appoggiata al sito archiviokubrick e al documentario disponibile online Inside Doctor Strangelove di David Naylor.

Altri approfondimenti nella sezione focus di CiakClub.it

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

2 COMMENTS

  1. Domanda per l’autrice (e complimenti per l’ottimo articolo).
    Io onestamente non sono mai riuscito a inquadrare in modo completo la figura del dottor Stranamore.
    E’ un genio, un pazzo, o un idiota, o tutte e tre le cose? La sequenza finale mi sembra anzi stridere molto con il tono contrastante di tutto il film fra la fine del mondo e le piccole beghe per il potere interno. In sostanza, mi sembra umorismo da 4 soldi farlo alzare e inneggiare al Fuhrer.
    Probabilmente non lo capisco io, mi puoi illuminare?

    • L’interpretazione di Sellers (i raptus della mano sono improvvisazioni) è sicuramente stata costruita in modo tale da creare una caricatura grottesca del personaggio. Quindi secondo me lo slancio nazista finale non è frutto di un umorismo da quattro soldi ma provoca ilarità perché inaspettato e esagerato. Oltretutto, non è possibile pensarlo per la complessità del film in senso lato.
      Solo la figura del dottor Stranamore è molto più complicata di quanto si possa percepire a primo acchito. Di fatto, secondo me, è il concentrato di tutte le critiche e le tematiche che Kubrick vuole veicolare attraverso il film.
      Per quanto riguarda la caratterizzazione del personaggio, ha raccolto l’influenza di personaggi fittizi e reali. Fritz Lang e Murnau sono stati due registi dell’espressionismo tedesco che l’hanno influenzato e mi sembra scontato sottolineare i motivi per cui possa aver scelto Hitler come personaggio storico.
      Quindi, Stranamore è probabilmente l’unione di genio e follia. Caratteristiche sicuramente inquietanti se detenute da coloro che hanno tra le mani le sorti dell’umanità.
      Ti ringrazio per il complimento e apprezzo ti sia piaciuto l’articolo!

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