Bastardi senza gloria: 3 ragioni per cui la scena dello scantinato è perfetta

Da oggi Bastardi senza gloria è su Netflix. Il film di Tarantino usciva 10 anni fa; andiamo a vedere perché una scena in particolare è così bella.

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Bastardi senza gloria

Bastardi senza gloria è uno di quei film che restano nell’immaginario collettivo. Il film sul nazismo rivisto e corretto da Quentin Tarantino usciva 10 anni fa. Oggi viene riproposto da Netflix, che aggiunge la pellicola al suo ormai ottimo catalogo. Inganniamo l’attesa per C’era una volta a Hollywood andando a rivedere l’opera con Brad Pitt, Christoph Waltz e Michael Fassbender.

Premesso che Bastardi senza gloria non è il miglior film di Tarantino, è innegabile che abbia un merito specifico: la sequenza dello scantinato è pressoché perfetta, sulla carta e nei fatti, e può sicuramente rappresentare un’ottima sintesi del modo di scrivere e fare cinema del regista. Una chiave per comprenderlo perché c’è un po’ tutto. È forse la sua scena perfetta in un film non perfetto.

Bastardi senza gloria: perché non è il migliore

Bastardi senza gloria
L’inquadratura finale

Parliamo di un ottimo film. Come sempre, Quentin Tarantino ama dividere le sue storie in capitoli e macro-sequenze che alla fine si legano fra loro in maniera scorrevole; ecco, ognuna di queste sequenze, nel film preso in analisi, risultano legate leggermente meno bene rispetto ad altri casi (vedi Pulp Fiction).

Inoltre, lo sviluppo finale è sicuramente meno coinvolgente di altri; di impatto minore rispetto a quello iniziale del latte o a quello dello scantinato stesso. Un finale che abbassa un po’ la media. Tuttavia, ogni sequenza – se analizzata da sola e decontestualizzata – è un mini-film con premessa e rottura dello status quo, sviluppo centrale e conclusione. L’autore ha la capacità di riproporre questo schema diverse volte all’interno dello stesso film. Ecco davvero perché Tarantino è così bravo. C’è conflitto, rilascio e aumento della tensione.

La scena dello scantinato: perché è perfetta in tre ragioni (con indice, medio e anulare per farci beccare)

Bastardi senza gloria

  1. Combattere in uno scantinato presenta numerosi inconvenienti, primo fra i quali combattere in uno scantinato! Prima dell’attuazione del piano, che finirà con un grande bang! bum! bam!, Aldo Raine pronuncia questa frase. Diciamo che anche girare una scena di più di 20 minuti in uno scantinato relativamente piccolo con più di 10 personaggi, e scriverla senza abbassare la tensione, non è facile. Girare in uno scantinato presenta numerosi inconvenienti, primo fra i quali girare in uno scantinato! Ecco, la parafrasiamo così.
  2. Sappiamo dal primo istante che finirà male; ma se non fosse così? Ma sì, è così, è Tarantino. Oppure no, dai, magari stavolta va bene. Non è bipolarità, è tensione; ma quanto è bravo Tarantino a girarci intorno? Esiste una cosa chiamata beat. Ogni volta che succede qualcosa di rilevante, capace di cambiare l’umore e lo stato emozionale di un personaggio e/o dello spettatore, è un beat. È un termine che usano alcuni sceneggiatori. In 20 minuti ce ne sono decine e decine. Di fatto, avvengono ogni volta che siamo illusoriamente rilassati, con l’aggiunta nella trama di personaggi che si avvicinano e allontanano dai primi piani, cambiando continuamente il numero di soggetti principali e partecipanti al dialogo (dialoghi sempre diversi dal tema, per giunta: non si parla mai di ebrei o guerra). Ogni volta che un personaggio fa un qualsiasi movimento, sappiamo che sta per scoppiare un casino; però ci mette 20 minuti a scoppiare.
  3. La regia. Non tutti i registi sarebbero in grado di gestire tutta questa roba che abbiamo descritto. Sono tanti personaggi, decine di attacchi e stacchi di montaggio, cineprese in spazi piccoli, la gestione degli attori e dei loro tempi; i silenzi e il caos, i silenzi e il caos ad alternarsi continuamente per la questione della tensione già descritta. Sono bravissimi gli attori, ma i tempi li fornisce il regista. Nessun altro, oggi, ci riuscirebbe; non così bene. Mai sottovalutare la difficoltà tecnica di una scena del genere.

Sono queste le ragioni per cui Quentin Tarantino è così bravo. Non perché sia un bravo citazionista o perché abbia trovato delle massime sulla concezione del silenzio; ci sono molti più elementi. Chi scrive – potrebbe non sembrare – eppure non è un fanatico del suo cinema.

Curiosità sul film

Bastardi senza gloria
Hans Landa
  • Non tutti sanno che il personaggio di Hans Landa, il famoso nazista da Oscar di Christoph Waltz, è ispirato al militare dell’esercito in Barry Lindon, di Stanley Kubrick: le movenze, il modo di parlare, l’educazione che nasconde la crudeltà. Eppure, nella scena dello scantinato il suo personaggio non c’è, sebbene Tarantino lo considerasse fondamentale per l’intera riuscita del film. Bastardi senza gloria si appoggia molto a lui; forse troppo, a tratti.
  • Le musiche del film avrebbe dovuto farle Ennio Morricone, il quale cambiò poi idea perché impegnato con Baaria di Giuseppe Tornatore. Tarantino e il compositore – quasi venerato e cercato ossessivamente dal regista – avrebbero lavorato insieme in seguito.
  • Inizialmente, c’era la possibilità che il tenente Aldo Raine, interpretato da Brad Pitt, lo portasse in scena Leonardo di Caprio. I fan chiedevano già a gran voce che i due attori lavorassero insieme per Tarantino, senza escludersi a vicenda; un po’ come mettere nella stessa squadra Maradona e Pelè. Li vedremo insieme a breve.

 

Nato a Roma. Giornalista sportivo e cinematografico. Studioso e appassionato della Settima Arte e della letteratura da sempre. È tutto.

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