Jurassic Park: quello che (forse) non sapevi sul film

Jurassic Park è uno dei capolavori di Steven Spielberg, ecco alcune informazioni interessanti per comprenderne la portata e apprezzarlo pienamente.

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Jurassic Park

Pochi giorni fa (l’1 marzo) Netflix ha fornito la sua piattaforma del film Jurassic Park, capostipite di un franchise composto da quattro sequel: Il mondo perduto – Jurassic Park, Jurassic Park III, Jurassic World Jurassic World –  Il regno distrutto.

Tra questi, solo i primi due sono stati diretti da Steven Spielberg e il primo ha ottenuto un successo incredibile. Ha ricevuto tre premi Oscar per il miglior sonoro, migliori effetti speciali e miglior montaggio sonoro, inoltre è passato alla storia del cinema come film campione di incasso. Solamente nel weekend di apertura del botteghino nordamericano ha raggiunto i 50 milioni di dollari, quasi raddoppiati durante la prima settimana nei cinema. Il guadagno totale fu di 920 milioni di dollari, fino a superare il miliardo nel 2013, in occasione dell’uscita nelle sale della versione in 3D.

La storia, è tratta dall’omonimo libro scritto da Michael Crichton di cui Spielberg acquistò i diritti ancora prima che venisse pubblicato per 2 milioni di dollari. Per chi non la conoscesse, verte sulla creazione di un parco a tema su Isla Nublar (Costa Rica) in cui l’attrazione sono veri e propri dinosauri, creati grazie alla tecnica della clonazione. Unendo il DNA di dinosauro, estratto da una zanzara intrappolata nell’ambra, a quello di un rospo, l’azienda di bioingegneria InGen è riuscita infatti a ricostruire il DNA dei dinosauri. Il proprietario, John Hammond,  ha contattato i paleontologi Alan Grent e Ellie Sattler per avere un parere scientifico sulla sua creazione. A visitare Jurassic Park insieme a loro ci sono Ian Malcom, un matematico, Donald Gennaro, un avvocato, e i due nipoti di Hammond, Tim e Lex. Tuttavia, nel bel mezzo della visita, la corrente dei recinti che contengono i dinosauri viene manomessa, mettendo in pericolo la vita dei personaggi.

Jurassic ParkIl motivo per cui Spielberg scelse di trattare il tema dei dinosauri è legato al fascino che provoca il lui l’argomento (ha affermato di aver insegnato a suo figlio di due anni i nomi di svariati dinosauri), ma anche al fatto che Crichton lo stava sviluppando in modo estremamente scientifico.

Crichton, oltre ad essere scrittore, si era laureato a  Medicina ad Harvard, quindi non c’è da stupirsi della minuziosità e del realismo con cui è stato trattato il tema della clonazione. Tuttavia, il suo intento era ben lungi dall’esaltare l’innovazione scientifica. Quando inziò a scrivere Jurassic Park, voleva far si che trapelasse la sua preoccupazione per il veloce dilagare dello scientismo, movimento intellettuale secondo cui la scienza sia in grado di soddisfare tutti i problemi e i bisogni dell’uomo.

Infatti, John Hammond viene rappresentato in modo più positivo nel film, ma nella mente di Crichton il personaggio era più la cupa versione di Walt Disney che si avvale della biogenetica per trarre un mero profitto economico. Lo scopo di Spielberg si discosta leggermente da quello dello scrittore, il regista ha affermato di voler far si che le persone si interrogassero e in particolare si chiedessero: “La clonazione del DNA è fattibile, ma è anche accettabile? è giusto che l’uomo lo faccia, o i dinosauri hanno avuto la loro possibilità un milione di anni fa?” 

Jurassic Park

Vedere Jurassic Park nel 2019, in cui gli effetti speciali sono ormai parte intrinseca della realizzazione cinematografica, non permette di cogliere appieno l’aura innovatrice che circonda questo film. Se però si tiene in mente che le riprese iniziarono nel 1992 (periodo in cui la CGI, Computer-Generated Imagery, aveva da poco preso piede) si può iniziare a comprenderne la portata.

I dinosauri di Jurassic Park

La realizzazione dei dinosauri è stata fatta in due modi, a seconda delle necessità: Stan Winston creò degli animatronic, ovvero robot complessi ricoperti di pelle in lattice, invece Dennis Muren (dell’ILM, Industrial Light & Magic) si occupò della realizzazione in digitale dei dinosauri. La seconda tecnica, più innovativa, non convinse inizialmente Spielberg che pensava che il risultato sarebbe stato simile alla tecnica go-motion (evoluzione della tecnica stop motion). A convincerlo fu una dimostrazione da parte dell’ILM in cui gli fu mostrata la resa digitale di un T-rex rincorrere un branco di Gallimimus. Spielberg fu talmente sorpreso che disse a Phil Tippett (supervisore dei dinosauri): “credo tu abbia appena perso il lavoro“. La reazione di Tippet  piacque talmente tanto a Spielberg da inserirla nello script e creare questo dialogo nel Centro Visitatori:

Ellie: Allora, che ne pensi?
Alan: Che siamo disoccupati!
Ian: Non è meglio dire “estinti”?!

Jurassic Park

Per rendere la realizzazione più realistica possibile furono affiancati da Jack Horner, un paleontologo, il cui contributo determinò la rappresentazione dei dinosauri più simili ad animali piuttosto che a dei mostri. Oltretutto, Winston, insieme ai suoi collaboratori, passò un anno a consultare paleontologi e osservare i comportamenti degli animali. I versi dei dinosauri infatti sono stati creati grazie alla sovrapposizione e distorsione di vari versi. Per esempio, il ruggito del T-Rex è dato dalla combinazione dei versi di cane, pinguino, tigre e elefante, quello dei Velociraptor invece dai versi di cuccioli di elefante marino,delfini e trichechi.

Per quanto riguarda gli animatronics, la produttrice Kathleen Kennedy ha raccontato un aneddoto in cui ricorda: “Il T-Rex dava i brividi ogni tanto. Ci spaventava a morte. Per esempio, durante il pranzo, all’improvviso un T-Rex prendeva vita. All’inizio non sapevamo cosa stesse succedendo, poi capimmo fosse a causa della pioggia. Sentivi le persone urlare di colpo!”.

L’influenza di Jurassic Park

Jurassic Park fu l’apice del “Dinosaur Renaissance”, una sorta di “Dinomania” che diede inizio a una rivoluzione scientifica e che contribuì a cambiare considerazione nei confronti dei dinosauri. Da rettili apatici, stupidi e a sangue freddo, furono visti come agili, intelligenti e a sangue caldo.

Inoltre, come omaggio al film e forma di ringraziamento a Spielberg per aver donato $25,000 alla Dinosaur Society, un gruppo di paleontologi esperti ha dato un nome particolare a un dinosauro trovato in Cina. Si tratta del Tianchiasaurus nedegoapeferima, un dinosauro erbivoro appartenente agli anchilosauri, o dinosauri corazzati. Il termine nedegoapeferima è infatti un acronimo del cast di Jurassic Park, in ordine: Sam Neill (Alan Grant), Laura Dern (Ellie Sattler), Jeff Goldblum (Ian Malcolm), Richard Attemborough (John Hammond), Bob Peck (Robert Muldoon), Martin Ferrero (Donald Gennaro), Ariana Richards (Lex Murphy) e Joseph Mazzello (Tim Murphy).

Jurassic Park

La colonna sonora di Jurassic Park

Il compositore che si occupò della colonna è John Williams. La sua carriera nell’ambito cinematografico ha inizio nel 1961 con la produzione della colonna sonora del film The Secret WaysNegli anni ’70 si dedica a scrivere colonne sonore cariche di suspense per film catastrofisti come The Poseidon Adventure, Earthquake The Towering Inferno. John Williams è un compositore che ha saputo spaziare in ogni genere e sapeva ricreare la più piccola sfumatura emotiva, per questo è stato chiamato per occuparsi delle musiche di film che sono passati alla storia: Lo Squalo, Star Wars, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, E.T., Hook e molti altri. 

Viste le precedenti collaborazioni con Spielberg, i due si conoscevano e i risultati eccellenti del loro lavoro spinsero il regista a chiamarlo nuovamente. Williams, in un’intervista per Film Score Monthly ha spiegato il suo approccio al film Jurassic Park.

<<Volevo fare qualcosa di diverso per Steven. Con “Close Encounters” avevo bisogno di scrivere pezzi che trasmettessero un senso di stupore e fascino, specialmente per l’ultima mezz’ora del film. La musica che sarebbe servita qui, specialmente quando il gruppo arriva sull’isola e vede i dinosauri, ha bisogno di qualcosa di simile. così, al posto di cercare il senso di fascino, ho creato un tema per il parco stesso, che può essere usato in svariate parti, e quando eseguito in modo diverso, può trasmettere immediatamente la bellezza di ciò che stanno vedendo.>>

Per quanto riguarda la musica che accompagna l’arrivo del T-rex, Williams ha affermato che aveva bisogno di un tema più cupo, costruito appositamente per questa scena e che non era per forza applicabile agli altri dinosauri. “La musica per il Tirannosauro Rex doveva essere assolutamente terrificante. Volevo trasmettere il sentimento che due bambini proverebbero se incontrassero una bestia tale. Molto cupo, molto spaventoso.”

Ecco l’elenco delle tracce:

  1. Opening Titles – 0:33
  2. Theme from Jurassic Park – 3:28
  3. Incident at Isla Nublar – 5:20
  4. Journey to the Island – 8:53
  5. The Raptor Attack – 2:49
  6. Hatching Baby Raptor – 3:20
  7. Welcome to Jurassic Park – 7:55
  8. My Friend, the Brachiosaurus – 4:16
  9. Dennis Steals the Embryo – 4:56
  10. A Tree for My Bed – 2:12
  11. High Wire Stunts – 4:09
  12. Remembering Petticoat Lane – 2:48
  13. Jurassic Park Gate – 2:04
  14. Eye to Eye – 6:32
  15. T-Rex Rescue & Finale – 7:39
  16. End Credits – 3:26

Per concludere, Jurassic Park è passato alla storia non solo per le innovazioni tecnologiche utilizzate ma anche per alcune citazioni memorabili, eccone sei:

1. Benvenuti a Jurassic Park (John Hammond)

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2. La vita… ehm… vince sempre (Ian Malcolm)

Jurassic Park

3. Qui non si bada a spese (John Hammond)

Jurassic Park

4. Ah ah ah! Non hai detto la parola magica!

Jurassic Park

5. Tenetevi forte (Ray Arnold)

Jurassic Park

6. Sei furba… (Muldoon)

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Per altri approfondimenti, vedi la sezione focus di CiakClub.it

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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