Adrian è un flop: Celentano si scusa in diretta e peggiora la situazione

Adrian ha fatto rabbrividire i vertici Mediaset per la pochezza degli ascolti. La serie animata di Celentano è un flop, e andrà anche incontro a una querela

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Adrian La Serie è un flop. La serie tv di Adriano Celentano si è dimostrata tragicamente non all’altezza. Lo dice lo share: nel corso della serata di ieri, fra un episodio animato e un altro, ben 1,5 milioni di spettatori hanno abbandonato la visione dello show.

I dati Auditel dimostrano che le visioni – dopo il 21% della prima serata – sono calate addirittura al 13,3% nel corso della seconda serata. In pratica, si è passati da 3,9 milioni di spettatori da 2,8. Stavolta neanche Canale5 si è esposto in difesa di Celentano – come era successo la prima sera – ma, anzi, fra i vertici Mediaset sembra esserci molta perplessità. Neanche loro si aspettavano un fallimento simile.

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Adriano Celentano, poi, si è presentato come ospite in Rai da Nino Frassica. Ha tenuto uno strano e ironico (?) discorso di scuse, ma non per il fallimento di Adrian“Padre – ha detto rivolto a Nino Frassica – ho lasciato illudere Canale 5 che avrei partecipato fisicamente allo spettacolo, ma io non potevo, perché dovevo seguire ‘Adrian’, che è la mia anima”. Dopo un lungo silenzio, ha fatto qualche passo e ha aggiunto: “Io gli ho detto che potevo esserci o non esserciche poi è quello che sta succedendo adesso”. Frassica, nei panni del Padre, non poteva assolverlo: “Sono un prete Rai, ci vuole un prete Mediaset”.

Adrian doveva essere la serie evento sul mercato televisivo italiano. In questi giorni, soprattutto sui social, è diventato più che altro oggetto di scherno e prese in giro. Diciamo che l’evento è quello. Quasi come fenomeno da baraccone. Anche in tv è continuata così. Dopo una pausa, è intervenuto anche Giovanni Storti, di Aldo, Giovanni e Giacomo, a rincarare la dose ironicamente. “Ma è ancora qua?”, si è chiesto.

Non finisce qui la storia. L’associazione Noiconsumatori, tramite gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, presenterà querela contro la trasmissione di Canale 5 per la rappresentazione di Napoli quale capitale di “Mafia International”. Si sfocia anche in discriminazioni, insomma. Qualcuno sostiene che la carriera artistica di Celentano sia decisamente finita.

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Nato a Roma. Giornalista sportivo e cinematografico. Studioso e appassionato della Settima Arte e della letteratura da sempre. È tutto.

4 COMMENTS

  1. Vogliamo parlare di quella brillante arringa morale data dal plagio lampante di Zorro? “Forse se aveste bevuto un paio di bicchieri in meno non vi sareste cacciate in un pasticcio simile”? Ma serio?
    Diosantissimo, una volta i vecchi decerebrati avevano il buon senso di SMETTERE DI RESPIRARE, non di cercare a tutti i costi una disperatissima redenzione mancando totalmente il bersaglio.

  2. Beh allora denunciamo Francis Ford Coppola per la trilogia de Il Padrino e gli autori delle varie fiction sulle squadre antimafia.

    Piccola precisazione: Adriano non si è presentato in Rai da Nino Frassica… quello descritto nell’articolo è uno sketch avvenuto su Canale5 durante la seconda puntata.

  3. Italia… paese di bigotti e ignoranti che si vanta delle opere d’arte che uomini di vero valore hanno realizzato secoli prima. Oggi l’italia si offende se vede un nudo in tv ma è totalmente indifferente ad atti di violenza con sangue e sofferenza, si scandalizza se vede In una fiction Napoli come capitale mondiale della criminalità ma quando gli unici film di mafia per anni usavano la Sicilia come terra di perdizione nessuno fiatava come se quel piccolo triangolo fosse la causa dei mali del mondo. Ebbene Adriano Celentano è stato un grande artista, ha sempre cercato di imparare il linguaggio dei giovani per comunicare il suo messaggio (perchè questa è l’arte, comunicazione, non un bel faccino e due cosce al vento), un messaggio disperato di benevolenza e di fratellanza che non ha attecchito solo perchè il cancro che divora il nostro paese non è fatto di mafia o di fazioni politiche ma è composto da intere famiglie che professano cellule tumorali insegnando ai propri figli come diffondere la peste spacciandola per buonismo. L’unica cosa in cui ha sempre sbagliato quest’uomo è quella di essere stato un grande testardo arrogante cercando di insegnare ai polli come poter volare.

  4. Eh la senilità fa brutti scherzi… un vecchio megalomane è terrorizzato dal tempo che passa, è un impostore che si immagina giovane puttaniere, un orologiaio che esorcizza il tempo, un matusalemme confortato nella povertà e ignoranza, per fuggire dagli orrori della tecnologia e del futuro. Un prodotto pietoso, che gli eunuchi ruffiani hanno consentito di fare, per la paga profumata, è un mondo brutto brutto brutto… come nel cartone!

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