Lino Banfi, rappresentante nella commissione italiana per l’Unesco

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lino banfi

Lino Banfi è stato scelto da Luigi Di Maio per rappresentare il nostro paese nella commissione italiana per l’Unesco.

Dalle commedie “all’italiana” a rappresentante della politica “all’italiana”, il passo è davvero breve. Non vogliamo scadere in banali giudizi politici, anche perché qui noi parliamo di cinema, ma la natura grottesca della notizia che ha portato Lino Banfi all’Unesco, ha del metacinematografico. Tanto da diventare subito un meme sui social. Non che sia una novità per il nostro paese avere un personaggio dello spettacolo in politica (Berlusconi docet), ma fa sempre piacere vedere fino a quanto riusciamo a spingerci. Il facile e diretto collegamento che il nostro cervello filmico fa tra l’attore pugliese e la politica è il recente ruolo nel film di Checco Zalone, Quo Vado, in cui Lino Banfi interpreta il classico politico fannullone, pronto a piazzare i suoi elettori nei vari uffici comunali.

lino banfi

“Basta con tutti questi plurilaureati nelle commissioni, io porterò un sorriso”. Così Lino Banfi è intervenuto sul palco dell’evento M5s sul reddito di cittadinanza, affiancato dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Banfi che non aveva fatto un segreto il suo apprezzamento per il movimento fondato da Beppe Grillo e già l’estate scorsa aveva pranzato proprio con Di Maio.

lino banfi

Il leader dei cinquestelle lo ha quindi nominato come rappresentante del governo nella commissione italiana per l’Unesco istituita nel 1950, con il compito di “favorire la promozione, il collegamento, l’informazione, la consultazione e l’esecuzione dei programmi Unesco in Italia”. Di Maio ha giustificato la scelta di Banfi dicendo: “Ne approfittiamo per dare una notizia all’Italia che a me riempie di orgoglio: come governo abbiamo individuato il maestro Lino Banfi perché rappresenti il governo nella commissione italiana per l’Unesco. Abbiamo fatto Lino Banfi patrimonio dell’Unesco”. L’attore farà parte della commissione, che è presieduta attualmente da Franco Bernabè.

Quindi un mero ruolo di rappresentanza, non parliamo di una carica politica particolare. Ma la scelta fa comunque sorridere e, date le parole di Banfi, è proprio questo il suo obiettivo.

 

Poliedrico, inconsueto, duttile, eclettico e portentoso scrittore a cui piace usare aggettivi di cui non conosce il significato. Mi appassiono a tante cose, in diversi periodi. La passione per il cinema però non vuole più andare via.

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