Paul Schrader: “Ho ricevuto una sceneggiatura che urla Kevin Spacey protagonista”

0
4469
Schrader

Paul Schrader, il regista di First Reformed si scaglia contro l’ipocrisia di Hollywood a sostegno di un riconoscimento del talento di Kevin Spacey.

L’ultima lama a favore di Kevin Spacey fu spezzata dal regista Bernardo Bertolucci, la scorsa estate e, in seguito alla sua recente dipartita sembrava che nessun altro dovesse più sottrarre il nome dell’attore alla gogna mediatica per restituirlo al dominio e agli splendori dell’arte, solo dell’arte.

E invece qualcuno c’è ed è il regista Paul Schrader, che si scaglia contro l’ipocrisia di Hollywood e la mediocrità del pubblico.

Tutto ciò avviene nel contesto della serie inglese sugli sceneggiatori prodotta dai BAFTA. Paul Schrader interviene per parlare di Cinema contemporaneo.

Il Regista sostiene che la presunta mediocrità del cinema di oggi non derivi da una minore qualità dei Registi e dei tecnici, ma da una mediocrità del pubblico:

“Ci sono persone che parlano del cinema americano degli anni Settanta come di un’età dell’oro. In parte lo è stata, ma non perché ci fossero registi di maggior talento, anzi, probabilmente ce ne sono più oggi che negli anni Settanta. Quello che c’era all’epoca era un pubblico migliore. Quando la gente prende il cinema sul serio è molto facile fare un film serio. Quando non lo fa, è molto, molto difficile. Ora abbiamo un pubblico che non prende il cinema sul serio e dunque è difficile fare un film serio. Non siamo noi registi che vi deludiamo, siete voi pubblico che deludete noi”.

A sostegno della preminenza che l’arte ha o dovrebbe avere su tutte le altre logiche che intersecano ma non esauriscono il Cinema, come il mercato, la domanda e la morale, Paul Schrader in un post su Facebook annuncia la volontà di lavorare con l’esule mediatico Kevin Spacey, auspicando che l’ipocrisia Hollywoodiana impari a dividere l’uomo dall’artista e non lesini di punire l’uomo per i suoi crimini, ma non dimentichi di concedere all’artista il riconoscimento dell’arte.

Schrader

Ieri ho ricevuto una sceneggiatura. Una sceneggiatura davvero ottima, che urlava a squarciagola il nome di Kevin Spacey come protagonista. Ho detto al produttore che l’avrei diretto se l’avessero fatto con Kevin. Lui mi ha risposto che non era possibile. Io credo che si siano dei crimini nella vita e non nell’arte. Spacey dovrebbe essere punito per qualsiasi crimine abbia commesso la sua persona. Ma non per l’arte. Tutta l’arte è un crimine. Punirlo come artista nuoce solo all’arte. Mettete in galera Celine e Pound, punite Wilde e Bruce se dovete, ma non censurate la loro arte”.

I crimini per Kevin Spacey è stato condannato e liquidato da un tribunale mediatico sono a dir poco remoti e, senza voler mettere in discussione le eventuali responsabilità dell’attore, condividiamo l’opinione di Paul Schrader in merito al frettolosa, grossolano e ingiusto oblio a cui l’attore è stato relegato.

Critico d’arte contemporanea, esperto di body-art, arti performative e costume-play; appassionato di letteratura e cinema.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here