Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: i Costumi, e la magia che sanno effondere

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Lo Schiaccianoci

La magia del nuovo film Disney Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni, si compie anche attraverso gli splendidi costumi di Jenny Beaven, di cui parliamo con un’esperta: Romina Previtali.

Rubrica: Loving Arts

Nell’era del #metoo, potrebbe essere considerata una precorritrice dei tempi e delle battaglie femministe: in ragione della polemica che la coinvolse nel 2016, quando si presentò alla Notte degli Oscar in stivali e giacca di pelle. Stiamo parlando di Jenny Beaven, costumista di origini britanniche, già premio Oscar per Camera con Vista di James Ivory che proprio in quella edizione, ottenne il Premio best costume per il film fantascientifico/distopico Mad Max – Fury Road di George Miller, raccogliendo il disappunto della platea.

 

La stessa commentò con ironia che, data la sua statura bassa e corpulenta, non sarebbe stato un bel vedere in abito da sera. Più tardi, con estrema serietà, dichiarò le profonde ragioni della sua scelta anticonformista:

«Spero che la polemica si plachi presto. Ma a questo punto vorrei che il mio vestito possa avere un effetto positivo su ciò che le donne pensano di se stesse: anche se non somigli a una modella, puoi avere successo. È davvero fondamentale avere un buon feeling con se stessi, quando lo si ha, si può ottenere qualsiasi cosa».

Jenny Beaven, l’inadeguata Jenny Beaven, è stata la costumista per il film Disney Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni, contribuendo a costruire l’incanto di un film che deve la sua maestosità alle scenografie, agli effetti digitali e agli straordinari costumi.

Lo Schiaccianoci
I Costumi di Jenny Beaver

Il film, diretto da Lasse Hallstrom e Joe Johnston, attinge a piene mani non solo, dalle atmosfere fiabesche tipiche delle produzioni Disney, ma anche da un certo onirismo caratteristico di Tim Burton, che riscontriamo con estrema facilità in Alice attraverso lo Specchio (2016).  Il soggetto di Ashley Powell è tratto indirettamente dal racconto originale di E.T.A. Hoffman – Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi,  poiché sembra più affine alla sua riduzione da parte di Alexander Dumas – Storia di uno Schiaccianoci e, ovviamente, dal balletto di Tchaikovsky a sua volta, ispirato dalla fiaba di Dumas.

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Claire (Mackanzie Foy) si trova alle porte di una Nuova Wonderland costituita di Quattro Regni, eminentemente simbolici. Keira Knightley, Helen Mirren, Eugenio Derbez e Richard E. Grant sono gli allegorici rappresentanti di questi Quattro Regni, magistralmente costruiti attraverso i progetti della costumista Jenny Beaven.

Dal 1937 e dall’uscita di Biancaneve e i 7 nani, la Walt Disney Company ci ha insegnato che una Principessa non è davvero tale, finché non indossa un abito sfarzoso in grado di valorizzare la sua bellezza.

L’abito, quindi, è uno status symbol e nel mondo dell’animazione e del fantasy ha sempre assunto un ruolo chiave: sia quello rievocativo, di un momento storico “lontano” dal presente in cui alcuni canoni tradizionali sono ancora validi; sia quello di caratterizzare la trasformazione del brutto anatroccolo in uno splendido cigno.

Con il passaggio contemporaneo dall’Animazione al Live-action, i costumi stanno conoscendo una fase di rara preziosità che rievoca la produzione hollywoo

Lo Schiaccianoci
Romina Previtali indossa una sua creazione.

diana degli anni ‘30-’40 quando romanzi e opere biografiche venivano adattate per il grande schermo.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni non fa eccezione e, abbiamo deciso di parlarne con un’esperta: Romina Previtali, in arte Lilie Morhiril  – creatrice di costumi straordinari, ricchi di dettagli, riproduzioni fedelissime di modelli originaliche li ha commentati per noi. 

Alla sontuosità delle scenografie e degli effetti digitali, corrisponde la stessa ricchezza dei costumi realizzati da Jenny Beavan, che già si era fatta notare nei film Casanova (2005); Jane Eyre ( 2006). Tu hai una grande esperienza nell’ambito del costume. I costumi realizzati per Lo Schiaccianoci e i quattro regni ti hanno colpita?

Sicuramente: sono l’aspetto che più mi ha colpita in questo film. Molto curati, d’impatto. Eterogenei, ispirandosi a stili differenti e ricchi di riferimenti sia ai Costumi realizzati per altre pellicole, sia come veri e propri omaggi al lavoro di illustri costumisti del Cinema.

Lo Schiaccianoci

A tuo giudizio, che tipo di scelte sono state fatte per i Costumi de Lo Schiaccianoci e i 4 Regni?

Totalmente in linea con le produzioni Disney:  seguendo la scia dei film di Alice in Wonderland e il live action de la Bella e la Bestia. Era quello che il pubblico si aspettava, senza un’eccessiva originalità ma che comunque non deludono. In particolare, i costumi allegorici dei Quattro Regni sono fortemente ispirati agli abiti creati da Jaqueline Durran per la Bella e la Bestia, molto ricchi, estremamente barocchi. Entrambi, strizzano l’occhio ai costumi prodotti per Il Mago di Oz (1939), sia alle scelte incisive di Eiko Ishioka per il film Mirror Mirror (2012). A questi, si contrappongono gli abiti dal design più semplice, ma assolutamente caratterizzanti, della protagonista Clara che, riprendono da vicino i costumi di Alice in Wonderland di Tim Burton, realizzati da Coleen Atwood. 

Potresti fare degli esempi? 

Certamente: l’abito lilla di Clara, per esempio, quello con cui si presenta alla festa di Natale del Padrino Drosselmeyer (NdR: Morgan Freeman), ricorda nello stile l’abito azzurro di Alice nel primo film di Tim Burton; mentre l’uniforme è praticamente una copia di quella indossata dalla protagonista in Alice Attraverso lo Specchio (2016). 

Spesso l’abito, nel Cinema, non è solo un vezzo ma assume un significato simbolico relativo al personaggio che lo indossa o ad una fase che sta attraversando. In questo modo, forniscono allo spettatore una chiave di lettura narrativa.

Hai riscontrato una funzione simile negli abiti disegnati da Jenny Beavan?

Indubbiamente! Gli abiti di Clara sono funzionali al ruolo della ragazza, nei vari momenti dei film. Ma ancora di più lo sono i costumi dei personaggi che le ruotano intorno. E’ evidente come, gli abiti dei due regni ‘secondari’, indossati da Brivido e Biancospino, richiamino immediatamente ghiaccio e fiori. A mio parere, però, i due più interessanti, da questo punto di vista, sono quelli di Madame Cicogna e Fata Confetto. La prima ha un abito all’apparenza scialbo, antiquato e rovinato che dovrebbe creare disagio per via del suo aspetto, ma i colori caldi avvolgono e rassicurano. La seconda ha un abito pomposo, rosa ma non proprio rosa; quelle punte di viola stridono così come le balze spigolose della gonna. 

Dal punto di vista del design, quali costumi hai ritenuto particolarmente degni di nota?

I miei preferiti sono senza dubbio l’abito lilla di Clara: semplice nelle linee, ma con richiami alla moda di fine ottocento, soprattutto nella gonna e nel panier che personalmente apprezzo molto… oltre alla scelta del colore che è davvero magnifico. Poi le divise: sia quella di Clara che, dello schiaccianoci e degli altri soldati: probabilmente i costumi più scontati, ma comunque molto belli e d’impatto. Inoltre ho apprezzato moltissimo quello di Madame Cicogna certamente ispirato al Cappellaio Matto interpretato da Johnny Depp. 

Nell’impiego dei materiali, nella fattura, avresti fatto scelte differenti in qualche caso?

Penso che i materiali utilizzati siano stati adeguati al di lá dei gusti personali; ecco se dovessi lamentarmi di qualcosa ho trovato eccessivo l’utilizzo dei led nell’abito finale di Clara.

Con il proliferare delle Serie tv, dei film e dei musical in costume avrai certamente riscontrato un proliferare delle fonti di ispirazione, per i costumisti. Oltre ai film già menzionati, hai notato altri richiami nei costumi realizzati dalla Beaven?Lo Schiaccianoci

I rimandi sono così tanti che possiamo aggiungere ancora qualche elemento. 

L’abito di Clara durante il balletto è stata una grande sorpresa: non mi sarei mai aspettata di trovarmi un costume in pieno stile rinascimentale italiano, certo rielaborato, ma che ricordava molto sia i costumi della Pescucci per la serie tv “I Borgia”; sia l’abito bianco di Lo SchiaccianociDrew Barrymore nel film “Cinderella” del 1998. Come ho detto una sorpresa, anche se probabilmente decontestualizzato rispetto allo stile privilegiato negli altri Costumi.

L’abito della Fata Confetto, invece, mi ha invece ricordato il vestito di Glinda nel musical “Wicked” tratto da “Il mago di OZ”.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni di Lasse Hallstrom è un film che, in quanto alla trama e alle emozioni, si adopera poco, manipolando la fiaba originale per inserire qualche cliché caratteristico dell’universo disneyano.

Ma, come abbiamo avuto di scoprire in maniera più approfondita, grazie all’intervento della nostra ospite, questo film, con l’ausilio di ago, filo e creatività incomparabile, è in grado di operare ben altre magie…

Critico d’arte contemporanea, esperto di body-art, arti performative e costume-play; appassionato di letteratura e cinema.

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