Klimt & Schiele – Eros & Psiche: l’ultimo barlume dell’Arte nel grembo della morte

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Klimt & Schiele

La Nexo Digital torna nella sale con Klimt & Schiele – Eros & Psiche, film-evento che racconta il ruolo dell’arte nella recezione di quei demoni emersi sul baratro del Primo conflitto mondiale.

Rubrica: Loving Arts

Klimt & Schiele – Eros e Psiche di Michele Mally è un viaggio attraverso i Regni della decadenza Fin-de-siècle e dello sfarzo: la monumentale menzogna, che sfavillando lungo le strade di Vienna celava l’imminente declino dell’Impero Asburgico. In questo viaggio, nei più profondi recessi della putrescente anima puritana e dell’ordine imperiale, siamo accompagnati da un novello Virgilio, il giovane attore Lorenzo Richelmy, incarnazione di quella gioventù irriverente che, ballando sul bordo del vulcano, percepisce e pienamente vive, il cambiamento in atto.

“A ciascuna epoca la sua verità e all’arte la sua libertà”.

Klimt & Schiele

Uno sconfinato repertorio di immagini e documenti forniti dai Musei dell’Albertina, del Belvedere, del Kunsthistorisches (Museo di Storia delle Arti di Vienna), del Leopold, del Freud e del Wien Museum a sostegno della ricostruzione storica-artistica.

Tra le molte testimonianze di cui si serve la pellicola, spicca l’attrice, modella, nonché storica dell’arte Lily Cole, che non solo presta le sue cognizioni in merito a Egon Schiele, ma anche la sua voce e le doti interpretative.

Sono gli anni di Sigmund Freud e della psicanalisi, gli anni in cui viene teorizzato il complesso di Edipo:  “l’inconscio desiderio, nascosto in ogni figlio, di eliminare il padre per sostituirsi a lui” e, i 19 artisti che nel 1987 si incontrano sotto l’etichetta di Secessione Viennese uccidono i padri dell’arte accademica, lavorando sinergicamente alla creazione di un’arte totale in cui tutte le arti confluiscano.

Teorizzata per la prima volta dal filosofo tedesco K. F. E. Trahndorff e approcciata dal compositore tedesco Richard Wagner, nel saggio Arte e rivoluzione (Die Kunst und die Revolution), la Gesamtkunstwerk traeva ispirazione dal Teatro greco come forma ideale, suprema sintesi tra le arti, convergenza di musica, drammaturgia, coreutica, poesia, arti figurative.

Klimt & Schiele

Attraverso la testimonianza di storici e critici dell’arte, studiosi, premi nobel: Klimt & Schiele – Eros e Psiche ricostruisce gli anni a ridosso del 1900 attraverso l’opera degli intellettuali che ne hanno caratterizzato il rinnovamento e gli Artisti che ne hanno descritto la profonda spaccatura: lo scrittore Arthur Schnitzler, il pittore Koloman Moser, l’architetto Otto Wagner, compositori come Richard Strauss, Ludwig van Beethoven, Gustav Mahler, il pittore e fotografo Otto Schmidt, la fotografa d’elite Dora Kallmus… ma soprattutto, i due artisti contrapposti che costituiscono i riferimenti principali di questo documentario: da un lato Gustav Klimt (1862-1918), dall’altro Egon Schiele (1890-1918). Talmente differenti nello stile pittorico quanto accomunati nella scelta dei soggetti e in quell’intenzione artistica, magistralmente esplicitata nel confronto tra Eros & Psiche. 

Al centro, Il Salone di Berta Zuckerkandl, giornalista, scrittrice e critica d’arte, la quale ospitava nella sua dimora, gli artisti e i luminari del tempo. E i cafè: una vera e propria istituzione viennese, considerati dei “club democratici, accessibili a tutti al prezzo di una tazza di caffè”. In questi luoghi privilegiati, il sapere specialistico del tempo veniva diffuso in forma enciclopedica, in modo tale che ciascuno potesse abbeverarsi alla fonte delle nuove dottrine circolanti senza, necessariamente, doversi confrontare direttamente con esse.

Klimt & Schiele

La scoperta della Psiche è il canale attraverso il quale viene squarciato il velo del pudore e la verità sottocutanea dei desideri, delle pulsioni, della natura umana, ormai liberi di emergere, nella vita, quanto nell’arte. Il rapporto tra i sessi muta profondamente: la donna, si scoprirà, non è soltanto la casta e indolente generatrice ma assumerà un ruolo inedito: sessualizzato, vorace, aggressivo, gaudente… di cui il dipinto di Gustav Klimt, Giuditta (1901) è manifesto.

La donna ritratta, non solo si appropria ed esercita una violenza sull’uomo, considerata per secoli prerogativa maschile, ma tiene la testa tra le mani, come un trofeo, con le dita sottili che voluttuosamente si insinuano tra i capelli del gigante Oloferne mentre, sul volto sollevato, ostenta l’espressione fiera della cupidigia.

Egon Schiele, invece, è stato lungamente considerato il pittore dell’erotismo, dell’immorale, dell’antigrazioso. Nettamente contrapposto al decorativismo, all’oro, all’algida bellezza delle donne di Klimt, maestro e amico, che omaggiò ripetendo il soggetto del celebre dipinto Il Bacio (1908) nell’opera scandalosa  denominata Cardinale e Suora (1912).

Klimt & Schiele

L’arte di Schiele (di cui abbiamo già parlato qui) è il manifesto di quelle ombre che si nascondono nella vita e nelle interazioni umane. La paura, l’angoscia, l’abbandono, la caducità umana e una profonda consapevolezza di essa, compare tra le righe di quegli abbracci, di quei corpi esposti e lascivi che rivelano le curiosità e le bramosie di un giovane uomo nel pieno della sua educazione sessuale.

“La poesia e le arti portano nel mondo, il regno dell’ideale”.

Per entrambi, sebbene adottando soluzioni estetiche differenti, l’arte non era altro che la maniera di portare l’ideale nel reale, vincendo la sofferenza, la malattia e la morte.

Entrambi si rivolgono allo spettatore empatizzando con la sua natura, autentica, di animale sessuale che approccia l’opera d’arte rispondendo ad essa con i propri istinti, desideri, con la propria voluttà, con le proprie esperienze e curiosità.

Klimt & Schiele

Klimt e Schiele, così come gli altri Secessionisti, fornivano le immagini di una indulgente catarsi nei confronti di quella civiltà che, correndo verso il suo declino, si lasciava vincere e dominare dai propri demoni. E quando giunse, devastante, la febbre spagnola, che come un vento infausto, colse e  trascinò via con sé molti degli artisti di questo tempo (Klimt, Schiele, Wagner, Moser) … essa apparve come la mano della Storia che, chiudendo il coperchio sollevato del vaso di Pandora, consegnava la civiltà passatista, la memoria del mondo, l’arte e la sua percezione del cambiamento in atto, alla deflagrazione del Primo conflitto mondiale.

Le luci che si spengono sulla sfavillante Vienna asburgica, lasciando il campo alla miseria, alla malattia e alla morte, si spengono anche sull’Arte e sull’opera di quegli artisti e intellettuali che tentarono di dare una risposta al senso di vuoto, di incertezza dominanti in un secolo sfuggente.  

Klimt & Schiele
Fregio di Beethoven, G. Klimt

Klimt & Schiele – Eros & Psiche è un documentario ricco di riferimenti che, tentando di dare un’esaustiva spiegazione all’intera produzione artistica del tempo, si addentra, forse troppo profondamente, troppo dettagliatamente, nel periodo storico. E, quel ruolo di guida affidato a Lorenzo Richelmy, rischia di non essere sufficiente affinché lo spettatore, immerso in un immenso calderone di nomi e vicende storiche, non smarrisca il filo rosso della narrazione.

Critico d’arte contemporanea, esperto di body-art, arti performative e costume-play; appassionato di letteratura e cinema.

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