Venezia, Giorno 3: i commenti a caldo sul film dei Coen ma non solo

Continua il nostro percorso al Festival di Venezia. Oggi Giovanni e Marcello ci dicono le loro prime impressioni sul film dei fratelli Coen ma non solo.

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Venezia

Venezia, giorno 3: prosegue il nostro percorso al Festival di Venezia 2018. Un giorno molto intenso per Giovanni e Marcello che ci parlano oggi di molti film. Tutti gli occhi ovviamente su The Ballad of Buster Scruggs, ultimo film dei fratelli Coen prodotto da Netflix, sicuramente tra i più attesi di questo Festival di Venezia. Non solo i fratelli terribili però, infatti i nostri ragazzi hanno avuto anche la possibilità di vedere Peterloo di Mike Leigh e molti altri. Vediamo quindi le loro prime impressioni.

 

Peterloo

Venezia

Giovanni

Period drama incentrato interamente sul tema della potenza della parola e della libertà di esprimersi. Il ritratto dell’Inghilterra di Giorgio III è talmente riuscito sotto ogni aspetto – dalle scenografie ai rapporti tra i personaggi – da rendere il film un viaggio nel tempo. Alla fine si ha la sensazione fisica di trovarsi in mezzo al massacro.

Marcello

Non c’è dubbio che sia una ricostruzione storica di incredibilmente accuratezza: l’attenzione per i dettagli, anche minimi, dà l’impressione di stare assistendo alla Storia, non a una rievocazione. Però è pesante, pesantissimo, e dura due ore mezza. Per fare un po’ di retorica potrei dire che alla Storia manca una storia. Prima e ultima scena bellissime, però.

 

La ballata di Buster Scruggs

Venezia 2018

Giovanni

Il film conferma l’elevata qualita’ della selezione di questa edizione del festival.
Poetica dei Coen all’ennesima potenza: bastano pochi minuti per entrare in perfetta sintonia con tutti i personaggi, e la fotografia è la migliore vista finora. Panoramiche naturali mozzafiato.

Marcello

Non mi aspettavo che i Coen portassero a Venezia un film a episodi. C’è tanto mestiere in Buster Scruggs, che ha un paio di capitoli di buon livello. E un paio piuttosto insipidi. Come tutti i film di questo tipo non riesce a mantenersi sempre in alto. Il migliore per me è l’ultimo episodio, ma nel complesso… meh.

Double Vies

Venezia

Giovanni

Una delle migliori sorprese del festival. Opera divertente e pungente che offre innumerevoli spunti di riflessione. La sceneggiatura è il grande punto forte del film, incentrato sui dialoghi di uno sconclusionato gruppo di amici/colleghi.

Marcello

Lo confesso, mi è piaciuto. I dialoghi sono brillanti, arguti, divertenti, e tutti gli attori perfetti. Certo, in 107 minuti di film ne passano 100 a parlare, e dopo un po’ ti viene voglia di chiedergli di stare zitti che stai cercando di seguire il film…

 

Tutti gli altri film della giornata 

Venezia

The Other Side of the Wind di Orson Welles:

Non posso che ringraziare questa edizione della Mostra per avermi dato la possibilità di dire “Vado a vedere il nuovo film di Orson Welles”. Ma per quanto possa essere interessante come lavoro di ricerca cinematrografica, come film The Other Side of the Wind accusa il suo essere incompleto e montato da qualcuno che non è Welles. A tratti il suo genio si può ancora intravedere, ma nel vederlo mi sono annoiato molto.

Friedkin Uncut di Francesco Zippel:

Indubbiamente un buon documentario, ma bisogna pure dire che il 90% del film lo fanno William Friedkin e la sua personalità travolgente. Perché, nel caso non si capisse dai suoi film, è un meraviglioso folle.

The Greatest Buster: A Celebration di Peter Bodganovich:

Il racconto che Bodganovich fa di Buster Keaton è didascalico e molto televisivo, ma io sarei felice di vedere un primo piano fisso di Buster per un’ora e mezza, quindi va bene così. Però che quel capolavoro di The Cameraman non sia un granché non si può sentire.

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Semplicemente appassionato ed affamato di tutto ciò che riguarda la cultura e l’arte popolare (nel senso letterale del termine): fumetti, libri, fotografia, tv e, ovviamente, cinema, che ne è il massimo esponente e la massima espressione.

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