Mr. Turner di Mike Leigh: l’erranza spirituale e la poetica dell’inquietudine in un ritratto d’artista

0
829
Turner

Mr. Turner di Mike Leigh: la biografia d’artista non è necessariamente il racconto di una vita eccezionale: ma lo spazio in cui la Poetica dell’artista prende corpo nell’arte, come nella vita. 

Rubrica: Loving Arts

Noto come “il pittore della luce” o il precursore dell’Impressionismo, Joseph Mallord William Turner (1775 – 1851) fu un pittore paesaggista che lavorò in seno al Romanticismo dando corpo luminoso alla poetica del Sublime.

In Indagine sulle nostre idee di sublime e di bello (1975) Edmund Burke estrapola il concetto di Sublime dalla sua prima teorizzazione classica –  elaborata dall’Anonimo Greco nel I d.C. – e ne propone una lettura pre-romantica.

Tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in un certo senso terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore”.

(E. Burke)

Il Sublime è quel sentimento di orrore e sgomento che si impossessa dell’uomo, una misera canna al vento che subisce la potenza della natura e che intravede, in questa forza distruttrice, la prospettiva terrificante della morte.

Ma perché sia sentimento del Sublime e non un terrore legato alla propria autoconservazione, il pericolo deve essere percepito come distante: potenziale e non imminente. Compreso, dalla ragione, capace di intellegere ciò che lo sovrasta.

Burke, influenzato dalla corrente illuminista e da Hume, sviluppa una vera e propria Scienza della natura umana, analizzando gli effetti psicofisici generati dal sentimento del Sublime.

Turner

Nel 2014 Mike Leigh presenta a Cannes Mr. Turner, un film incentrato sugli ultimi 25 anni di vita dell’artista accademico.

Il film interpretato da Timothy Spall è biografico, ma la trattazione è atipica rispetto al genere che abbiamo già avuto modo di conoscere, nell’ambito di Loving Arts.

La vita di Turner non è ambientazione dell’arte, ma dell’artista. La narrazione infatti non è pretestuosa, non mostra il fianco alla creazione ma indulge nel racconto di una vita errante e schiva, priva di episodi salienti. Un’esistenza banale, persino priva di quei momenti emozionanti tipici del racconto biografico, come il coinvolgimento amoroso, la nascita, la paternità.

Timothy Spall (il vile Codaliscia in Harry Potter) ottiene il riconoscimento per la Migliore interpretazione Maschile. A proposito del suo ruolo, dichiara:

“Turner aveva il genio in sé, ma l’aria di un proletario qualsiasi. Mi è venuto naturale interpretarlo con l’emissione di tanti rumori e grugniti. Rappresentano il male di vivere che si porta dentro e che esplode nel tentativo di comunicare. Però era in grado di rappresentare alla perfezione il sentimento del Sublime, quella linea sottile tra l’orrore e la bellezza della natura, e di mettere in risalto l’umiltà dell’uomo”.

Turner

Se dovessimo rappresentare, nel ritratto di un uomo, il discrimine tra l’orrore e la bellezza insito nella natura; se dovessimo impersonare la miseria dell’uomo al cospetto dell’immensità della natura che egli subisce e venera, come una divinità, rivolgendosi al sole con gli occhi socchiusi – come staremmo dinanzi a Dio – in quel mondo che la sua luce scalda, nutre e rende visibile… allora quell’uomo, mendicante d’aria, avrebbe sgraziate fattezze, un’indole schiva e ombrosa e una profondità d’animo capace di schiudersi in un canto corale e languire,poi,  in un rantolo: deriva della parola che non basta a se stessa ed è colta di sorpresa, nel fardello della sua essenziale incomunicabilità.

Mr. Turner è la biografia di un artista che vive incarnando la sua stessa poetica d’umiltà, al cospetto della grandezza della vita. La vita di Turner non è grande, essa è una particella inquieta e irrisoria di un tutto. Turner è un’anima errante che vaga in cerca di un’esperienza totale che continua a percepire nella sua, insoddisfacente, parzialità: la sua instancabile ricerca di un senso lo tiene distante da tutto ciò che, convenzionalmente ne è portatore, come la famiglia, la paternità, la norma accademica.

Lo vediamo ignorare i propri figli, inficiare un’opera di Constable, aggredire sessualmente una domestica e rivolgersi a lei, anima fedele e silenziosa, con il più decoroso degli appellativi: “Damigella”.

Turner

L’arte di Turner è una comparsa in una sceneggiatura che sembra concedersi ad essa quanto la poesia vergata a mano, si concede all’analfabeta. Ma l’animo di William Turner è animato di quello stesso tumulto che scuote il cuore, inerme, al centro di una tempesta. I suoi occhi che, all’improvviso si spalancano per favorire l’ingresso della bellezza e della luce, tradiscono un’umanità fragile che si annida nelle sue celate profondità.

L’opera di luce di William Turner è, in ultimo, massicciamente presente nella fotografia curata da Dick Pope, basata sulle tonalità di giallo e ocre che determinano la palette del pittore romantico.

Mr. Turner di Mike Leigh rientra nel novero delle biografie d’artista, ma si presenta in una veste inedita: impregnata e sporca, fino alle fibre più profonde della costruzione filmica, di poetica e colori mentre indifferente all’arte è la biografia stessa, la quale, senza l’intervento di una lettura simbolica, si mostra come il racconto poco interessante, di un’esistenza banale.

Un’esistenza che nell’ultima ora, trova il suo senso nell’annullamento della morte, messo in atto dalla stessa Natura matrigna che concede la vita finché non la toglie e, all’umanità irrisoria non rimane che soggiacere ai capricci della caducità ed eternarsi, se può, attraverso il genio, attraverso l’arte.

Turner

Critico d’arte contemporanea, esperto di body-art, arti performative e costume-play; appassionato di letteratura e cinema.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here