Nasce la Bonelli Entertainment: la prima serie sarà su Dylan Dog

La Sergio Bonelli Editore ha aperto una divisione apposita, la Bonelli Entertainment, che lavorerà sulla trasposizione di Dylan Dog ed altri personaggi.

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Dylan Dog

La casa editrice Sergio Bonelli Editore ha lanciato la Bonelli Entertainment, realtà che si occuperà dello sviluppo e della produzione dei progetti tratti dai personaggi e dai franchise di cui ha la proprietà. Gli investimenti previsti sono destinati alla creazione di show originali di alta qualità e tra i titoli su cui si sta lavorando ci sono anche Nathan Never, Dapyr, Dragonero con l’intervento della RAI, Il Confine in collaborazione con Lucky Red, e Mister No e Martin Mystère, personaggi che potrebbero debuttare proprio nello show dedicato all’indagatore dell’incubo Dylan Dog, personaggio creato da Tiziano Sclavi.

La Bonelli ha riottenuto i diritti relativi agli eventuali adattamenti di Dylan Dog circa un anno fa, dopo l’insuccesso ottenuto dalla versione cinematografica del 2010, aspramente criticata su tutti i fronti dagli appassionati e non. La nuova serie in progetto, basata sulle avventure dell’indagatore dell’occulto e il suo fido compagno Goucho, dovrebbe essere composta da dieci episodi ed in lingua inglese. La Bonelli ha dichiarato che sono in corso trattative con realtà italiane e internazionali, comprese le grandi piattaforme di streaming, per trovare partner produttivi con cui unire le forze. Fanno sapere anche che le varie produzioni vivranno in una specie di universo condiviso, in modo che i personaggi dell’una possano apparire in altre o dare vita a spin-off.

Dylan Dog

Quindi dopo l’ultimo numero, dal suggestivo titolo Profondo Nero, scritto da Dario Argento in persona (di cui a breve arriverà una nostra personale recensione) ecco un’altra incursione dell’indagatore dell’incubo nel panorama cinematografico-televisivo. Incursioni che Dylan Dog ha nel suo DNA, il suo creatore Tiziano Sclavi è sempre stato un grandissimo appassionato di cinema, così come i suoi successivi scrittori, per non parlare dell’attuale curatore della testata Roberto Recchioni.

Ora non rimane che continuare a leggere le avventure dell’Old Boy, fantasticare sul casting di questa nuova attesissima serie (considerando che Sclavi prese come base Rupert Everett per dare il volto al personaggio) e aspettare nuove notizie in merito.

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Semplicemente appassionato ed affamato di tutto ciò che riguarda la cultura e l’arte popolare (nel senso letterale del termine): fumetti, libri, fotografia, tv e, ovviamente, cinema, che ne è il massimo esponente e la massima espressione.

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