Kevin Feige parla della Fase 4 della Marvel Studios e delle quote rosa

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Kevin Feige

Kevin Feige si pronuncia sulla Fase 4 dei Marvel Studios e dell’impegno della casa per le quote rose, mentre la Fox e Ethan Hawke manifestano preoccupazione per la deriva Supereroistica del Cinema.

Mentre i rumors di una sostituzione ai vertici della LucasFilm, tra Kathleen Kennedy e Kevin Feige, i progetti del direttore della Marvel Studios per il futuro della casa di produzione si preannunciano floridi.

Intervenuto alla Produced By Conference, incontro patrocinato dal sindacato dei produttori americani, Kevin Feige ha parlato dell’attesa Fase 4, che inizierà immediatamente dopo l’uscita di Ant-Man and the WaspCaptain Marvel e Avengers 4, i titoli che chiuderanno la Fase 3. 

La Fase 4 comprenderà venti nuovi film e il boss della MCU assicura di profondere nuovo impegno nell‘incremento delle regie al femminile, in ossequio alle rivendicazioni della campagna #metoo. Attualmente l’unica direttrice ingaggiata è Anna Boden impegnata con Ryan Fleck sul set di Captain Marvel.

Ma l’impegno per una maggiore partecipazione femminile dietro la macchina da presa non è l’unica sfida sociale annunciata da Kevin Feige, che manifesta il suo interesse nei confronti della celebrazione delle minoranze sul grande schermo e annuncia un progetto basato su Ms. Marvel alias Kamala Khan, l’eroina islamica ispirata da Captain Marvel.

Feige, inoltre, suggerisce l’inquietante prospettiva di un Re-casting per molti dei personaggi della Marvel, andando a scardinare uno di quegli elementi che nel tempo hanno sancito il trionfo della casa sulla rivale DC (ne abbiamo parlato qui):

Dobbiamo aspettarci differenti incarnazioni dei personaggi che conosciamo“.

 

Kevin Feige

La Fox e Ethan Hawke in guardia contro la febbre da Cinecomics

 

Stacey Snider, CEO della FOX, dal palco del CineEurope manifesta la sua preoccupazione nei confronti di una Hollyqood che sembra puntare eccessivamente sul certo gradimento da parte del pubblico dei Cinecomics:

“Gli studi devono avere più appetito per grandi produzionid’intrattenimento che non siano necessariamente basate sui brand. […] Abbiamo avuto un grande successo con un film come The Greatest Showman, dove ci siamo premurati di parlare a un pubblico che fosse il più vasto possibile, non in un modo che finisce per omogeneizzare tutta la produzione. Le cose vanno a scatafascio quando il consumatore intelligente dice: questo film l’ho già visto”.

Dello stesso avviso è Ethan Hawke,  intervenuto al Seattle International Film Festival in veste di regista per Blaze, e di attore per First Reformed di Paul Schrader.

“Non solo leggiamo di questo successo enorme al boxoffice per Black Panther, ma andiamo a leggerne anche il punteggio su Rotten Tomatoes. Alla fine tutto nel nostro ambiente è una competizione, mentre le arti dovrebbero essere il luogo in cui la competizione non esiste, perché si parla di espressione.”

Hawke manifesta una preoccupazione simile e complementare a quella della FOX che il cinema si innamori eccessivamente della sfida da botteghino e dimentichi la natura artistica ed espressiva della settima arte.

Critico d’arte contemporanea, esperto di body-art, arti performative e costume-play; appassionato di letteratura e cinema.

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