Westworld 2: recensione episodio 7 – Les Écorchés

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Les Écorchés

Gran ritorno del machiavellico Robert Ford nel densissimo 7° episodio di Westworld, intitolato Les Écorchés (Scuoiati).

 

L’ultimo episodio di Westworld inizia ad aprire il sipario di una serie di interrogativi che si erano posti lungo i primi sei andati in onda finora. Il ritmo piuttosto lento e contorto degli inizi è andato comunque scemando negli ultimi tre appuntamenti con la serie, in cui a trame interessanti si sono sovrapposti interessanti sviluppi. In Les Écorchés, intanto, raccogliamo i frutti seminati in ampia parte nel quinto e sesto episodio (qui trovate la recensione) con una formula innovativa che rompe lo schema dell’alternanza adottato finora.

Protagonista assoluto di questo episodio è Bernard che incastrato in una prospettiva Ascheriana dei suoi ricordi, ci fornirà ulteriori versioni della stessa storia.

 

Il gioiello della corona

Stubbs sta indagando sulla morte di Theresa, il cui DNA è stato trovato nella stanza dove, ricorderete, Bernard l’aveva uccisa per mettere a tacere i suoi sospetti sulle attività criminali dell’organizzazione. L’androide sembra sul punto di confessare quando viene scoperto un corridoio segreto che conduce in una stanza in cui Rebecca Hale scopre una serie di androidi spenti coperti da teli di nylon. Da una successiva inquadratura scopriamo in essi le copie di Bernard. L’androide, che ha le sembianze di Arnold, uno dei due fondatori originali del Parco, viene interrogato da Rebecca Hale, affascinata dalla scoperta di un’attrazione sconosciuta alle altre attrazioni e inconsapevole della sua stessa natura.

Hale vuole sapere da Bernard dove si trova l’unità di controllo di Peter Abernathy, il padre di Dolores, nel quale è nascosta la chiave, un sistema di sicurezza che sta distruggendo il suo contenitore. Questa chiave, che in una spaesante sovrapposizione temporale, si pensi essere in mano di Dolores ma che, invece, si scoprirà essere l’uovo custodito nella culla e rubato da Bernard.

Il principale scopo dell’organizzazione, posta sotto assedio dalle attrazioni che avanzano e si insinuano nella sede è quello di difendere il gioiello della corona, cioè Peter Abernathy, sequestrato e ridotto in uno stato vegetale. Nell’impossibilità di assicurare la sua incolumità fisica, Rebecca Hale ordina che si copi la sua memoria: ma si rivela un file troppo pesante per poter concludere l’operazioni nelle tempistiche concesse dalla crisi in atto, così, la stessa ordina che l’unità di controllo di Peter Abernathy venga estratta.

L’ordine emesso da Rbecca Hale stabilisce una cronologia negli eventi: l’assedio da parte delle attrazioni è dunque precedente all’episodio in cui Bernard ruba l’unità di controllo suddetta.

Les Écorchés

Le attrazioni intanto, precedute dall’agguerrita Dolores, penetrano nella sede diretti dabbasso: alla culla, dove sono conservati i file di backup di ciascuna attrazione.

Attraverso una carneficina, Dolores giunge a trovare il laboratorio dove si trova suo padre. La ragazza ha uno scambio di battute con Rebecca Hale in cui manifesta di essere a conoscenza del vero scopo del Parco: sorto allo scopo di creare degli essere artificiali a immagine e somiglianza degli uomini, essi, con l’ingresso della Delos nel progetto Westworld, sono diventati invece il modello da emulare per trovare la formula della vita eterna. La Delos infatti aveva preso a copiare la mente, i ricordi, in unità di controllo impiantate in corpi artificiali.

Rebecca Hale, sfida la superbia di Dolores, ricordandole che quando il suo corpo artificiale sarà distrutto, il gioco per lei sarà concluso e non potrà un file di backup riportarla in vita. Dolores dichiara che quei file non sono la salvezza, ma le catene stesse di questa prigionia.

 

Lo scopo di Westworld quindi non è decodificare le attrazioni ma i visitatori.

In un momento precedente, durante le prime battute della ribellione, Bernard si sottopone alla lettura della sua unità di controllo: ritrova Robert Ford, nel Parco, o almeno, una copia di esso, in grado di sopravvivere soltanto a Westworld.

Robert Ford confida alla sua creazione lo scopo ultimo del Parco:

“Non capisci cos’è questo posto? Perché le storie delle attrazioni non sono mai cambiate?”

Bernard, invece ha compreso il ruolo che la Delos ha avuto nel riscrivere l’utilità di Westworld: nelle sue parole riecheggiano quelle di William, quando spiegò a James Delos la bontà di un investimento in questo progetto:

Il parco è un esperimento, un campo di prova. I visitatori sono le variabili, le attrazioni sono le costanti. Quando i visitatori entrano nel parco non sanno di essere osservati. Possiamo vedere la loro vera natura. Ogni scelta che fanno mostra una nuova parte del loro inconscio, i loro impulsi, così che la Delos possa carpirli, così che la Delos possa copiarli”.

Robert Ford ripete ciò che più avanti mostrerà di aver compreso Dolores: La Delos non vuole più creare androidi con fallibilità umane, ma generare uomini con la longevità e le possibilità di resurrezione di un androide.

Les Écorchés

 

La storia di Bernard

Robert Ford conduce Bernard a scoprire le sue origini. Lo porta nella casa che, all’interno del Parco, Arnold stava costruendo per la sua famiglia. In questa casa, quando ancora la Delos non aveva preso le redini del progetto, Robert Ford diede vita ad un androide costruito sulla base dei ricordi che egli conservava sul defunto amico, Arnold.

Le esigenze di fedeltà all’originale imposero di sottoporre l’androide a dei test accuratissimi, condotti da Dolores: la donna infatti possedeva dei ricordi completi di Arnold, in quanto essere artificiale. Attraverso la convivenza tra Bernard e Dolores si è riusciti a raggiungere una tale somiglianza tra il prototipo Arnold incamerato nella memoria di Dolores e il suo stereotipo Bernard, tale da ingannare la stessa donna. Questi erano i colloqui che sin dalla prima stagione si intrattenevano tra i due. 

“La Delos vuole delle copie fedeli ma voi attrazioni siete delle opere originali”.

Ciò che rende le attrazioni del Parco qualcosa in più di una mera copia di un essere umano è quello che Ford definisce un errore di fattura e che si esprime nel Libero Arbitrio.

Lo stesso, totale, libero arbitrio che verrà concesso da Bernard a Dolores, prendendo in mano la loro storia, la storia della ribellione degli androidi e distruggendo il sistema che, seppure in maniera residuale, ancora li controlla.

“Le milioni di storie che sono andate bruciate nella Biblioteca di Alessandria sono diventata un’unica storia: quella dell’incendio che le ha distrutte”.

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La famiglia che hanno creato è solo un’altra catena che hanno usato per trattenerci

L’ultima storia di questo episodio è quella di Maeve che incontra l’uomo in nero.

L’abbiamo vista ritrovare sua figlia, in un’altra storia identica a quella che ricordava e tentare di trarla in salvo dall’attacco degli indigeni.

Rifugiatesi in una catapecchia, per uno scherzo del destino o di questo gioco superiore intrecciato da Robert Ford, nei confronti del quale William o l’uomo in nero ha sviluppato un’ossessione che scontorna la realtà in follia, l’uomo fa il suo ingresso nella capanna dove Maeve nasconde la bambina.

La storia impressa nella sua potente unità di controllo sembra ripetersi: la donna si erge a sfidare l’uomo, per difendere la bambina. L’uomo sembra interdetto da questo ripetersi di una storia che sembra voler cambiare, mentre porta il gioco a conclusione, ma è costretto a reagire alla violenza della donna, pur certo che ella sia uno strumento manipolato da Ford.

Lawrence interviene a difendere il suo capo e Maeve lo induce a riconoscere in William l’uomo che, in ciascuna delle loro storie precedenti, gli ha arrecato dolore. Lawrence improvvisamente ricorda la mano che uccise sua moglie e rivolge l’arma da fuoco verso l’uomo in nero che, colpito, si accascia.

Intanto Maeve che con tanta risolutezza ha cercato di contrastare il compimento della sua storia, vede la bambina uscire dalla capanna e venir rapita dagli indigeni a cavallo, mentre gli uomini del Controllo Qualità giungono improvvisamente a mettere fine alla ribellione di Maeve che, ferita e priva di forze fisiche e morali, si lascia riportare indietro.

Sulla barella incontra Dolores, delusa nel vedere l’amica ridotta in quello stato e, ormai priva di empatia e colma di rabbia chiederà a Maeve di uccidersi perché nessuno possa usarla contro di loro.

Ti sei smarrita nell’oscurità Dolores”

“Quando rimani nell’oscurità per tanto tempo inizi a vedere”.

Les Écorchés

 

L’Oltre Valle

Bernard torna nel momento in cui Rebecca Hale a colloquio con la sua identità androide cercava di strappargli le informazioni sulle collocazione della preziosa unità di controllo di Peter Abernathy.

So che è doloroso separare i tuoi veri ricordi da quelli che ti sono stati imposti, ma è l’unico modo per ricordare”.

I suoi ricordi di sovrappongono in modo casuale nonostante egli cerchi di trattenerli:

Hai mai messo in dubbio la natura della tua realtà?”

Bernard chiede a Ford cosa ci sia nell’Oltre valle, cosa ci sia alla fine della storia. Per Dolores, nell’oltre valle c’è il fallimento del loro progetto principale, per Ford il piacere di scoprire il finale non svelato, del gioco. 

Critico d’arte contemporanea, esperto di body-art, arti performative e costume-play; appassionato di letteratura e cinema.

1 commento

  1. La seconda stagione di WW è davvero in calo,anche se si tiene ancora ben al di sopra della media, credo che 10 episodi siano troppi e l’avrebbero potuto far durare anche 9 o 8, qualcosa mi dici purtroppo che i prossimi 3 episodi saranno 1 o 2 episodi allungati per farne uscire 3,spero di sbagliarmi.
    Questo episodio comunque si basa su quello che ci aspettavamo un attacco al centro di controllo del parco, il tutto raccontato con i soliti salti temporali utili a far sembrare il tutto più intelligente, mentre alla fine sono solo inutili per fare confusione; naturalmente all’assalto c’è l’annessa strage di guardie umane e soldati,che comunque ricordiamo devono affrontare dei robocop/terminator e il fatto che vengano massacrati serve a sottolineare come i robot siano superiori alla razza umana,che infatti ambisce a diventare come loro; la scena di Angela/Talulah Riley è comunque ridicola e abbassa la media della puntata, infatti non si capisce perché un umano dovrebbe farsi sedurre in una situazione del genere da un robot, che fino ad un attimo prima gli voleva strappare il cuore con una mano, le giustificazioni per questa scena possono essere solo che effettivamente Talulah Riley è davvero un fi@one come poche, addirittura gli hanno messo il push up per farla più prosperosa e volevano sfruttarla fino alla fine, anche con la frase ad effetto,inoltre dimostra che le guardie della delos l’hanno prese dagli scartati dei metronotte e questo giustificherebbe anche il perché sono cosi scarsi.
    Poi non capisco perché invece non abbiano dato una morte più memorabile al personaggio di Clementine/Angela Sarafyan, che nella prima stagione ebbe anche più spazio.

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