Lo sceneggiatore Bryan Fuller contro Bohemian Rhapsody: “Mercury era gay, perché non lo dite?”

Si scatena la polemica a pochi giorni dall’uscita del trailer ufficiale di Bohemian Rhapsody: la voce discorde è quella dello sceneggiatore Bryan Fuller.

0
9494

Qualche giorno fa vi avevamo mostrato il trailer di Bohemian Rhapsody, il biopic che racconterà la vita di Freddie Mercury, storico leader dei Queen, la celeberrima rock band inglese che certo non necessita descrizioni. Si sono moltiplicati i pareri positivi riguardanti le prime immagini del film, che uscirà il 25 dicembre 2018: per il momento è stata oggetto di lodi soprattutto la somiglianza dell’attore Rami Malek (volto già apprezzato nella serie Mr. Robot) col frontman dei Queen.

Ma tra tutti i pareri concordi spicca una voce dissonante che su Twitter si è scagliata contro la 20th Century Fox per quanto visto nel trailer: si tratta di quanto dichiarato da Bryan Fuller, sceneggiatore e produttore di serie del calibro di Star Trek, Heroes, Hannibal e American Gods. L’autore americano ha accusato la produzione di Bohemian Rhapsody per aver tagliato dal trailer e dalla sinossi ufficiale ogni riferimento all’omosessualità di Mercury.

“Qualcun altro è stato infastidito dal trailer di Bohemian Rhapsody? Mostra Freddie Mercury, che era notoriamente gay o quanto meno bisessuale, flirtare per tutto il tempo con una donna. Nessuna indicazione del suo amore per gli uomini.” – ha dichiarato Fuller. Che ancora più si è scagliato contro la sinossi ufficiale del film, in cui non viene specificato che il frontman fosse affetto dall’AIDS, ma semplicemente che lottò con “una malattia che ne minacciava la vita”.

“Sì, cara 20th Century Fox, Mercury aveva una malattia che ne minacciava la vita, nello specifico era l’AIDS. Preso per aver avuto rapporti sessuali con degli uomini. Puoi fare di meglio.” – ha proseguito l’autore, imbufalito, su Twitter.

Insomma, mentre riguardo al trailer l’opinione è discutibile, visto che appunto Mercury era bisessuale ed ebbe anche relazioni con diverse donne (dunque è quanto meno accettabile che venga raccontato anche quello), effettivamente nella sinossi è presente questo riferimento vago alla malattia che lo colpì, come a non voler specificare si trattasse di AIDS.

Questo basta a considerare giustificata la polemica?

Questa e altre notizie nella sezione News di CiakClub.it

Sceneggiatore, nel tempo libero scrivo racconti. Credo che ogni persona abbia un universo dentro e che vada raccontato. Credo nell’empatia.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here